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Assunzioni in Brianza, crollo del 26% in un anno

25 Maggio 2009

C’è un dato che fornisce tutta la gravità della crisi economica. Anche in Brianza la Provincia del lavoro per eccellenza – fino a pochi anni fa terra di piena occupazione – le nuove assunzioni hanno subito un calo. Nel primo trimestre del 2009 gli avviamenti al lavoro in Brianza sono crollati del 26,9 per cento per cento rispetto allo stesso periodo del 2008. Un tracollo. Ma anche uno choc per una provincia dove un tempo rimaneva “con le mani in mano” solo chi non voleva lavorare. E invece ora non è più così. In Brianza anche chi non ha paura di rimboccarsi le maniche, spesso e volentieri resta a spasso. E fa fatica a trovare un mestiere e a mettere insieme uno stipendio.

A rivelare questo rovescio della medaglia del “Modello Brianza” è stato l’Ufficio statistica del Comune di Monza che ha elaborato i dati dei quattro Centri briantei per l’impiego (Cesano Maderno, Monza, Seregno e Vimercate). Non nascondono la loro viva preoccupazione i sindacati: “Siamo di fronte a una crisi strutturale – spiega il segretario generale della Cgil-Brianza, Ermes Riva -. Chiediamo che tutte le parti sociali e in primo luogo gli imprenditori vengano incontro ai lavoratori per aiutare le famiglie di chi è rimasto senza lavoro”. La situazione è critica, ma non mancano spiragli di luce: “Ciò che lascia una speranza – aggiunge il segretario provinciale di Cisl-Brianza, Marco Viganò – è che il mercato del lavoro che non si è completamente bloccato e che circa il 40 per cento delle nuove assunzioni sia a tempo indeterminato”.

Le assunzioni nei primi tre mesi dell’anno sono state 17.591 (nel 2008 furono 23.187). La fascia d’età a maggiore tasso di assunzione è quella che va dai 25 ai 29 anni (17,4 per cento), seguita dai 30enni-34enni (17,2 per cento). Differenti anche le tipologie di assunzioni: i contratti di apprendistato sono stati il 4,4 per cento (4,7 per cento fra gli uomini e 4 per cento fra le donne), quelli a tempo determinato il 39,4 per cento (37,9 per cento fra gli uomini e 41 per cento fra le donne) mentre quelli a tempo indeterminato sono stati il 398 per cento (39, 8 per centro fra gli uomini e 35,9 per cento fra le donne). Ogni dieci nuovi assunti ce ne sono due stranieri. Su 16.792 avviati al lavoro ci sono 12.640 italiani (75,3 per cento) e 3.965 stranieri (1.024 comunitari e 2.941 extracomunitari) che rappresentano il 23,6 per cento. Il numero maggiore di stranieri assunti è costituito dai romeni (824 assunti, 526 uomini e 298 donne) seguiti dagli egiziani (370) marocchini (311), albanesi (266), Ecuadoriani (265) e pachistani (254).
A confermare che il settore del commercio, in particolare quello alimentare, è quello a soffrire meno c’è il dato sui tipi di contratto per settore economico: 3.844 nel commercio, 2.312 metalmeccanico, 1.687 igiene ambientale, 1.237 edilizia e 1.012 enti pubblici.

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