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Agricoltura sostenibile? Ad Oreno la patata è tra i prodotti agroalimentari tradizionali

18 Maggio 2009

conf_patata_aUn risultato importante, per un’agricoltura sostenibile da rilanciare, per un territorio da valorizzare e non da sfruttare. La Patata Bianca di Oreno è stata inserita nel paniere dei “Prodotti agroalimentari tradizionali” della Regione Lombardia.

Un anno e mezzo di lavoro è stato necessario per giungere a questo risultato. Protagonisti del processo il Comune di Vimercate, in particolare l’assessore all’Ecologia, Corrado Boccoli, Coldiretti, dei quali presente all’incontro c’era Massimo Torri, e vari agricoltori della zona.

“La mia soddisfazione non è tanto per i premi o i riconoscimenti, ma perché l’investimento nelle politiche agricole per la salvaguardia del patrimonio culturale e paesistico è davvero un passaggio fondamentale per lo sviluppo del territorio – ha affermato l’assessore all’Ecologia di Vimercate, Corrado Boccoli – Nel caso della patata di Oreno poi, registro con particolare soddisfazione il fatto che la cura dell’ambiente si coniuga con il riconoscimento di un prodotto agroalimentare di prestigio: l’agricoltura sostenibile diventa veicolo per una produzione d’eccellenza, che può vedere incrementato il proprio valore anche dal punto di vista commerciale”.

Quella certificata non è l’antica patata dell’abate Muller, di cui ad Oreno, frazione di Vimercate, c’è anche una statua che lo ricorda. Egli nel XIX secolo importò dal Nord Europa quella patata che per lungo tempo fu servita sulle tavole dei vimercatesi, ma quella certificata è un tubero che si è diffuso da qualche decennio, che è molto simile a quella dell’abate, ma è più regolare. “Volgarmente possiamo definirla una ‘biancona’ – racconta l’agronomo Nicolò Mapelli, che si è occupato di verificare se c’erano le condizioni per certificare il tubero di Oreno – Quella della nostra frazione ha caratteristiche più commerciale: è regolare ed omogenea, ma al tempo stesso ha un’alta qualità che la differenzia da quelle più diffuse sul mercato”. La patata di Oreno si presta ad un uso versatile: è adatta sia per essere un buon contorno di arrosti sia per essere fritta o per tiraci fuori un bel puré. Non troppo porosa, ma neppure troppo dura.

conf_patata_b“Abbiamo scelto di coltivarla senza l’aggiunta di conservanti – spiega Giulio Foppa, uno dei maggiori produttori – Quindi non sarà sempre possibile trovare presso la nostra azienda (www.agrifoppa.it) le patate nostrane, ma solo da ottobre a febbraio quando le produciamo”.

La patata di Oreno è il simbolo di un lavoro di rete che mira a valorizzare e conservare un territorio, quello della Brianza, ricco di storia e di tradizioni, ormai deturpato dall’eccessiva urbanizzazione, ma che oggi deve essere tutelato. Una tutela non passiva ma realizzata attraverso iniziative che hanno anche delle ragioni economiche oltre che culturali. Non a caso la patata di Oreno è coltivata per lo più nel neo Parco Agricolo della Cavallera. Una coltivazione che si estende su diversi comuni, da Vimercate ad Arcore fino a Carnate che coinvolge privati, le aziende produttrici, i comuni, le associazioni di categoria e le associazioni ambientaliste.
Il prodotto può essere acquistato sia presso Cascina Foppa a Vimercate (039 667643) sia presso la Ripamonti F.lli SAS (039 6850890).

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Le tappe che hanno fatto della patata di Oreno un prodotto tradizionale della Lombardia

In breve le tappe del percorso che ha condotto a questo riconoscimento, iniziando dalla “convenzione madre” per la promozione dell’agricoltura sostenibile, stipulata tra l’Amministrazione di Vimercate e Coldiretti nel 2007. Da questa convenzione sono nati diversi progetti (citiamo fra gli altri quello della vendita del latte crudo), fra cui il progetto di valorizzazione della Patata di Oreno.
Nel 2008 è stato affidato all’agronomo Niccolò Mapelli l’incarico di effettuare un’analisi per verificare se c’erano le condizioni per fare della patata di Oreno un prodotto “certificato”, la cui coltivazione fosse governata da regole precise e condivise.
Dal lavoro dell’agronomo sono nati un disciplinare produttivo e un manuale di coltivazione a uso dei coltivatori, e un modello di autocertificazione compilando il quale il produttore certifica che il prodotto da lui coltivato può ricevere il nome di “Patata di Oreno”.
Attenendosi alle condizioni (facilmente verificabili in sede di controllo) contenute nel modulo di autocertificazione, si ha in cambio la garanzia di produrre una patata riconoscibile e “prestigiosa”, come un vino doc.
A coronamento di questo progetto di valorizzazione, arriva adesso il riconoscimento ufficiale della Regione Lombardia.
Il progetto di valorizzazione della Patata di Oreno fa parte, insieme a molti altri, del macro-progetto “Coltiviamo il futuro”, promosso dai comuni di Agenda 21 con Vimercate come capofila: progetto che, proprio in queste settimane, è stato selezionato, fra 170 progetti concorrenti, nell’ambito bando “Expo dei Territori” promosso dalla Provincia di Milano e da Milano Metropoli Agenzia di sviluppo.
Prima la selezione nel bando Expo dei territori, ora l’inserimento della Patata di Oreno nel paniere dei prodotti agroalimentari tradizionali di Regione Lombardia.

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