18 Maggio 2021 Segnala una notizia

Trofeo della pace: grande tifo per i giovani birmani e tibetani

25 Aprile 2009

tibetUn appello a quanti credono nei Diritti Umani. Lo lanciano gli organizzatori del Trofeo della Pace,  torneo interetnico di calcio a sette, iniziato a metà marzo nei campi di calcio di Monza e Brianza. Tra le squadre che partecipano alla competizione ci sono il Tibet e la Birmania, che avendo perso le prime 2 partite, non hanno più speranze di qualificazione. Domenica 26 aprile per loro sarà dunque l’ultima occasione di giocare e di socializzare. Ecco dunque l’invito a tifarli in tanti per fare sentire la vicinanza a giovani di paesi in cui vengono costantemente violati i diritti umani. In particolare i tibetani porteranno sul campo le loro bandiere e verranno con amici e familiari, quale occasione per  tenere alta l’attenzione sul loro Paese. Mentre i birmani raccoglieranno firme per una petizione contro il governo dittatoriale del loro paese.

Partecipare numerosi domenica 26 aprile a queste partite, vuole essere dunque un segnale di amicizia, solidarietà e vicinanza verso i cittadini di questi 2 Paesi. Gli appuntamenti sono alle 16 a Villasanta, in via Mameli 8 dove si sfideranno The African Footbal e la squadra ItaliaBirmania. Alle 17 invece a Monza al Campo Ambrosini , in via Solferino,32 giocherà il Tibet contro l’Egitto.  

Il torneo prosegue fino al 24 maggio quando verranno designati i vincitori delle 16 squadre in gara.

Birmania o Myanmar

Quasi trent’anni di lotte, prima con gli inglesi e poi con le forze di occupazione giapponesi durante la seconda guerra mondiale, portarono all’indipendenza della Birmania nel 1948. La democrazia durò fra alti e bassi fino al 1962, quando un colpo di stato militare vi pose fine.
La storia recente delle violazioni dei diritti umani in Myanmar comincia nell’estate del 1988, quando decine di migliaia di persone scesero in piazza per protestare il governo militare e contro la sua politica economica. L’esercito reagì con estrema violenza aprendo il fuoco in più occasioni sulla folla inerme. I morti furono circa 3000. Fino agli ultimi arresti i prigionieri politici in carcere o agli arresti domiciliari erano poco più di un migliaio. Molti in attesa di processo, altri condannati a pene che arrivano fino a 50 anni di reclusione. Fra loro ci sono appartenenti all’Nld, monaci, studenti, operai e chiunque si sia reso colpevole di aver avuto contatti con birmani esuli all’estero o aver espresso dissenso nei confronti del governo. Attualmente il numero dei prigionieri sembra più che duplicato. Fra le persone arrestate nelle ultime settimane figurano numerosi monaci, esponenti politici e personaggi dello spettacolo fra cui il comico più famoso del paese, Nargar, reo di aver applaudito e nutrito i monaci in protesta. Ma l’espressione di ribellione più noto del paese resta Aung San Suu Kyi, esponente di spicco dell’opposizione al governo militare e premio nobel per la pace nel 1991.

Tibet

Qualcuno è riuscito a dimenticare le immagini di inermi monaci bastonati, strattonati e imprigionati dall’esercito cinese lo scorso anno? Proprio in questi giorni la tensione è massima in Tibet a causa del processo contro Tulku Phurbu Tsering Rinpoche, iniziato il 21 aprile. C’è grande emozione per il primo processo contro un leader buddista per gravi accuse collegate alle proteste del marzo 2008. Nella zona sono massime le misure di sicurezza e la situazione è tesa. Phurbu, lama molto stimato e rispettato dai tibetani, è in carcere dal 18 maggio 2008 con l’accusa di possesso illegale di una pistola e proiettili, trovati presso la sua abitazione a Kardze (Ganzi) dalla polizia dalla polizia durante una perquisizione: reato punito con fino a 15 anni di carcere. Il suo avvocato Li Fangping ha denunciato che la polizia gli ha estorto una falsa confessione dopo 4 giorni di interrogatorio continuo e di minacce di arrestare la moglie e il figlio. L’arresto è avvenuto il giorno dopo che oltre 80 monache del convento di Pangri hanno tenuto una dimostrazione pacifica contro la repressione cinese. La polizia le ha pestate e ha arrestato 55 delle dimostranti.

Condividi questa notizia

Facebook & Newsletter

Cliccando sulla Pagina Facebook Ufficiale di MBNews e mettendo "MI PIACE" ti aggiorniamo in maniera esclusiva ed automatica su tutte le NEWS. Se vuoi beneficiare delle nostre promozioni e degli sconti che i nostri clienti riservano a te, iscriviti subito alla Newsletter.
Redazione
La redazione di MB News è composta da giornalisti professionisti e pubblicisti. Il direttore è Matteo Speziali col quale ogni giorno chi collabora con il giornale si confronta per offrire a voi lettori un giornale di giorno in giorno più interessante e più vicino a voi. Se avete qualche bella storia da raccontarci o se volete denunciare un fatto chiamate lo 039361411 oppure scrivete a [email protected] .


Articoli più letti di oggi