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I nuovi legnamè? Arrivano dal Nilo

24 Aprile 2009

falegnamiQuando il legnamé viene dal Nilo. Il Salone del mobile di Milano ha messo alla ribalta una nuova figura: il mobiliere straniero. Fino a ieri un lavoro tradizionale della Brianza, oggi l’artigiano del legno è un mestiere rifuggito dai giovani. A torto: perché è un lavoro creativo e che permette di guadagnare bene lavorando in autonomia e senza padroni. Se i giovani brianzoli fuggono, gli stranieri invece sono ben contenti di fare il falegname. E accorrono nelle botteghe dove trovano artigiani ormai attempati che li accolgono a braccia aperte.

E così, anno dopo anno si è verificata un’inversione di tendenza. Nell’ultimo Salone del mobile, c’è stato un vero e proprio boom di crescita per i titolari extracomunitari delle imprese del legno in Lombardia: più 22,9 per cento. Un dato che la dice lunga sul cambio della guardia in atto nelle piccole aziende del legno briantee: sempre più spesso non più gestite da un artigiano monzese, ma da un legnamé che magari è nato sul Nilo o sulle spiagge della Tunisia e del Marocco. A scoprirlo sono stati i ricercatori della Camera di commercio di Monza e Brianza.

E la tradizione? E’ salva, per fortuna. Sì, perché gli artigiani stranieri – pur arrivando da paesi lontani si sono mostrati abilissimi ad apprendere e ad assimilare tutta la secolare arte mobiliera del Made in Brianza. Un fenomeno – quello dei mobilieri stranieri – che si allarga a macchia d’olio dalla Brianza alla Lombardia.

Nella nostra regione i titolari di impresa che lavorano nel settore del legno, di provenienza extracomunitaria, sono cresciuti del 22,9 per cento in cinque anni, quattro volte di più rispetto a quanto accade in Italia (più 5,6 per cento). I titolari extracomunitari del settore dell’industria del legno in Lombardia sono prevalentemente egiziani (20,7 per cento).

Tra le province specializzate nel legno arredo, la Brianza conserva però una consolidata leadership, vantando la più elevata concentrazione di imprese attive nell’industria del legno, fabbricazione e commercio di mobili con 9,5 imprese per chilometro, tre volte e mezzo di più di Milano (2,7 imprese per chilometro). Segue Como con 1,7 imprese per e Treviso con 1,3. Un settore quello del legno che – a dispetto della crisi al Salone del Mobile di Milano è in grado di produrre 56 milioni di euro al giorno.

“Il mobile e il design – ha detto Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza –  sono simboli ed eccellenze della Brianza, di Milano e della Lombardia.  L’evento internazionale del salone rappresenta, oggi più che mai, un’occasione in più sulla strada del superamento della crisi che passa per la qualità, e cioè sulla capacità di innovare, di essere globali e di puntare sulla formazione”.

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