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Gori: “Nessun rischio per l’influenza suina”

28 Aprile 2009

influenza_suinaSempre più allerta per il rischio di influenza suina. Per ora nessun contagio è stato segnalato in Italia mentre nelle ultime ora un caso pare sia stato individuato in Spagna. Nel frattempo il ministro degli Esteri, Franco Frattini, continua a tranquillizzare il Paese sostenendo che non siamo a rischio.

Anche perché è stato avviato un lavoro di sinergia tra i Ministeri della Sanità in Europa che hanno avviato un’unità di crisi. Una situazione sotto controllo come conferma il professore Andrea Gori direttore del reparto malattie infettive del San Gerardo. “Direi che ci troviamo di fronte ad un elemento negativo e uno positivo – precisa Gori. Quello negativo è che sono migliaia le persone che hanno sviluppato la malattia. E il rischio di contagio è piuttosto elevato perché ormai l’epidemia non coinvolge più i suini ma ha saltato la specie ed è arrivato agli uomini per cui il contagio avviene da uomo a uomo. D’altra parte il rischio di mortalità è bassa anche perché l’infezione risponde bene a due antivirali disponibili in Italia”.

Il virus, come illustrato dal professor Gori, è partito dai maiali che possono sviluppare virus suini, aviari o umai. Probabilmente c’è stata una ricombinazione genetica del virus per cui da un’infezione animale è diventata umana. “Tranquillizzo comunque le persone affinchè non si proccupino- specifica Gori – la carne di suino può essere mangiata in tutta tranquillità e non si deve aver paura dei suini. Va invece aumentato il controllo sulle persone che arrivano da aree endemiche”.

influenza_suina_1Il Ministero della Sanità ha allertato gli istituti Spallanzani di Roma e il Sacco di Milano, oltre a centinaia di laboratori sentinella e i centri di sorveglianza veterinaria. Verrà organizzato un coordinamento regionale come era già successo con la Sars.

“La cosa principale è individuare le persone portatrici del virus – continua Gori. I sintomi sono quelli classici del mal di gola, tosse, febbre. Chi arriva da aree endemiche come Messico e Stati Uniti, se si rende conto di avere qualcosa di simile all’influenza deve contattare subito i centri di malattie infettive”.

I contagiati vengono messi in isolamento e trattati con antivirali specifici. La necessità di avere antivirali disponibili ha spinto il Ministero della Sanità a creare una banca specifica per poterli distribuire in caso di necessità. Secondo il Ministero, in Italia ce ne sono già disponibili decine di milioni di dosi.

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