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Gomorra a Desio, Seregno, Briosco: puniti gli inquinatori

27 Aprile 2009

gomorra_in_brianzaGomorra a Desio, Seregno e Briosco. Centosettantottomila metri cubi di rifiuti tossici e nocivi scaricati nella nuda terra in tre discariche abusive. Una a Desio una a Seregno e una a Briosco per un totale di 65mila metri quadrati di terreno inquinato con residui plastici scarti industriali, idrocarburi, piombo e cromo, provenienti dalla demolizione di siti industriali.

Una vera e propria Gomorra in territorio brianzolo scoperta nel settembre scorso dalla Polizia provinciale di Milano che ora finalmente ha i suoi responsabili. Grazie a una sentenza del 17 aprile del Tribunale di Monza, che ha condannato a complessivi 19 anni di carcere i quattro esponenti della ‘ndrangheta (Fortunato e Giovanni Stellitano, Giulio Bralla e Ivan Tenca), arrestati lo scorso mese di settembre nell’ambito dell’operazione Star wars.

Le indagini, condotte dal pm Giordano Baggio della Procura di Monza, lo scorso autunno avevano portato alla scoperta di tre discariche abusive, a Briosco, Desio e Seregno, gestite dagli esponenti della cosca Iamonte di Melito Porto Salvo, nel Reggino. Il giudice, Alfredo De Lillo, ha accolto le richieste di patteggiamento di Fortunato Stellitano (4 anni), Giovanni Stellitano (3 anni e 6 mesi) e Giulio Bralla (1 anno e sei mesi). Ivan Tenca, invece, è stato giudicato colpevole con rito abbreviato e condannato a 10 anni di reclusione e al pagamento al Comune di Seregno di 30 mila euro come provvisionale. Altri 50mila euro sono stati inoltre rimborsati al Comune di Desio.

Hanno espresso soddisfazione i sindaci di Seregno e di Desio Giacinto Mariani (Lega Nord) e Giampiero Mariani (Lista civica): “E’ il risultato – commenta Giacinto Mariani – della mia proposta dello scorso ottobre, quando parlai, usando un’espressione d’impatto giornalistico, di class action contra la mafia: cioè un’azione comune contro una cosca che ha inquinato il nostro territorio, che si è concretizzata nella nostra costituzione di parte civile. Adesso dovremo decidere se andare avanti con il processo civile per tentare di ottenere l’intero risarcimento richiesto in sede penale (N.d.R. 250 mila euro). In ogni caso destineremo i soldi della mafia per progetti di tutela del territorio.” E il sindaco di Desio, Giampiero Mariani, ha aggiunto: “E’ una vittoria per la legalità e per la difesa del nostro territorio. Abbiamo dimostrato che la Brianza è ancora in grado di respingere gli attacchi della criminalità al territorio”.

 Ora per i sindaci brianzoli una nuova battaglia: ripulire per bene le aree inquinate e impedire che fatti del genere non accadano mai più.

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