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Apre a Desio un nuovo farmer market

24 Aprile 2009

farmers-marketSi amplia la presenza dei mercati agricoli in Brianza. Dopo Monza, toccherà a Desio aprire il Farmer market. Il taglio del nastro è in programma per il 28 aprile. Una iniziativa che ha trovato subito il sostegno del comune e che troverà spazio al  Consorzio Agrario in viale Sabotino 5, ogni martedì mattina, dove una task force di una decina di aziende porterà formaggi, verdura, salumi, latte, carne bovina e suina, pollame e conigli.

I consumatori potranno fare la spesa a km zero con i prodotti del territorio che passeranno così direttamente dal campo alla tavola. La massima trasparenza sui prezzi sarà garantita dai cartelli esposti e anche dalla possibilità di confrontare i valori con quelli indicati dal sito smsconsumatori del Ministero delle Politiche Agricole, che rileva ogni giorno quelli al dettaglio registrati per i principali alimenti nel nord, nel centro e nel nord Italia.

“Ma non è solo una questione di convenienza economica – spiega Andrea Repossini, responsabile dei mercati di Campagna Amica della Coldiretti di Milano e Lodi – lo spunto è riavvicinare la gente al territorio in cui vive, farla riappropriare del rapporto diretto con quello che porta in tavola andandolo a prendere da chi quel prodotto lo crea e che ci mette la faccia quando te lo offre. Non è la stessa cosa comprare un’insalata sul banco di un supermercato invece che dalle mani di chi quella verdura l’ha seminata, curata, cresciuta e poi raccolta per portarla nei nostri mercati agricoli senza ulteriori passaggi”.

Tra le motivazioni di acquisto dall’agricoltore, secondo un’indagine Swg/Coldiretti, spicca  la genuinità (63 per cento) seguita dal gusto (39 per cento) e dal  risparmio (28 per cento). Ma esistono anche enormi spazi di crescita con quasi la metà (44 per cento) dei consumatori che non effettuano acquisti dai produttori e che non lo fanno perchè non sanno a chi rivolgersi o dove andare, tanto che l’88 per cento della popolazione si recherebbe in un farmers market se ne avesse uno a disposizione nella propria zona.

Accorciando la filiera, sostiene la Coldiretti, i vantaggi sono per tutti: per i consumatori che risparmiano pur avendo la massima qualità, per l’ambiente perché si evitano lunghi viaggi e spostamenti delle merci sui camion verso le basi logistiche della grande distribuzione nel nord Italia e per gli agricoltori che riescono a vedere retribuito in modo più dignitoso il proprio lavoro.In generale, per ogni euro speso dai consumatori in alimenti ben  60 centesimi vanno alla distribuzione commerciale, 23 all’industria alimentare e solo 17 centesimi agli agricoltori. I prezzi, afferma la Coldiretti, aumentano in media quasi cinque volte dal campo alla tavola e esistono dunque ampi margini da recuperare, con più efficienza, concorrenza e trasparenza, per garantire acquisti convenienti alle famiglie e sostenere il reddito degli agricoltori in un momento di difficoltà economica.

Da settembre, quando è partito il primo a Milano, in via Ripamonti 37 (ogni mercoledì e ogni sabato mattina), i farmers market fissi nell’area attorno al capoluogo lombardo sono già diventati quattro: Lodi, Monza e adesso Desio. La Coldiretti stima un afflusso complessivo di gente, in tutti i punti di offerta diretta degli agricoltori che negli ultimi 6 mesi ha superato le 50 mila persone (circa 8 mila alla settimana ad aprile).

Secondo quanto emerge dal “Rapporto sugli acquisti dei prodotti alimentari direttamente dalle imprese agricole”, realizzato da Coldiretti, un italiano su due (52 per cento) ha acquistato almeno una volta direttamente dal produttore agricolo, la forma di distribuzione commerciale che ha registrato la maggiore crescita battendo nell’alimentare negozi (- 1,3 per cento) ed ipermercati (+1,8 per cento) grazie ad un incremento dell’ 8 per cento del valore delle vendite per un totale stimato in 2,7 miliardi di euro.

Alle vendite dirette in azienda si aggiungono 228 “mercati di campagna amica”, aperti dalla Coldiretti nelle piccole e grandi città, dei quali quasi la metà già accreditati per il rispetto di un preciso disciplinare che impegna tra l’altro a garantire prezzi inferiori al 30 per cento di quelli indicati dal servizio sms consumatori del ministero delle Politiche, sulla base di un accordo sottoscritto dalla Coldiretti con tutte le principali associazioni dei consumatori.

Si ricorda che sul sito www.campagnamica.it è disponibile una mappa delle imprese agricole che vendono direttamente i prodotti distinti per provincia, ma anche un elenco dei mercati dei produttori attivi nelle diverse città.

Dei circa 2,7 miliardi di euro spesi dagli italiani per acquistare direttamente dai produttori agricoli ben il 43 per cento viene destinato all’acquisto di vino in cantina, mentre il 23 per cento dall’ortofrutta, il 12 per cento per i formaggi, il 7 per cento per carni e salumi, il 6 per cento per l’olio di oliva e il 5 per cento per le piante ornamentali.

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