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Il Parlamento europeo vara il terzo pacchetto marittimo

27 Marzo 2009

Ispezioni delle navi, controlli dello Stato di approdo, sistema UE di monitoraggio del traffico, inchieste sugli incidenti, responsabilità nel trasporto di passeggeri, assicurazione degli armatori e rispetto degli obblighi dello Stato di bandiera. Sono questi gli argomenti di cui si occupano gli otto testi legislativi appena approvati dal Parlamento europeo.

Scopo del terzo pacchetto marittimo europeo, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2011, è quello di rendere più rigorosi i requisiti delle navi europee e quelle che solcano il mare dell’UE. Nel pacchetto sono fissati i requisiti di sicurezza, assicurazione e compensazione per i passeggeri vittime di incidenti marittimi. Tutte le navi ritenute pericolose che subiranno numerose ispezioni saranno poi inserite una “lista nera” per un maggiore controllo. Ciascun Paese UE, dovrà inoltre creare un’autorità dipendente che avrà il potere di lanciare operazioni di soccorso e di decidere dove fare approdare le navi in difficoltà.

Come detto i testi sono otto. Il primo si occupa di migliorare il rispetto della legislazione internazionale e comunitaria su sicurezza marittima, tutela dell’ambiente marino e condizioni di vita e di lavoro a bordo delle navi battenti tutte le bandiere. Il provvedimento definisce anche i criteri comuni per il controllo delle navi da parte dello Stato di approdo, affermando che in caso di scalo o di ancoraggio in un porto di un Paese UE, alla nave dovrà essere assegnato un grado di rischio che determinerà l’urgenza dell’ispezione. Le navi a rischio elevato dovranno essere ispezionate ogni sei mesi, mentre quelle classificate come di “priorità assoluta” potranno essere sottoposte a un controllo a discrezione dell’ispettore. Altre regole trattano l’accesso ai porti deòòe navi battenti bandiera di Paesi “banditi” a livello internazionale. 

Secondo punto: il rapporto delle autorità marittime nazionali con gli organismi preposti all’ispezione, al controllo e alla certificazione delle navi sicurezza in mare e sulla prevenzione dell’inquinamento marino. La direttiva stabilisce che gli Stati UE dovranno assicurare che le navi battenti la loro bandiera siano progettate, costruite, equipaggiate e mantenute in efficienza conformemente a norme e procedure in materia di scafo, macchinari e impianti elettrici e di controllo fissati da un organismo riconosciuto.

Altro aspetto, gli obblighi degli Stati  in quanto Stati di bandiera, che stabilisce che, prima di consentire l’esercizio di una nave cui è stato concesso il diritto di battere la sua bandiera, lo Stato dovrà adottare le misure che ritiene necessarie per assicurare che la nave in questione ottemperi alle norme internazionali, verificando i precedenti relativi alla sicurezza della nave con ogni mezzo ragionevole.

Inoltre, gli obblighi per gli armatori sull’assicurazione per i crediti marittimi. La direttiva, che dovrà applicarsi entro il 1° gennaio 2012, si applica alle navi di stazza lorda pari o superiore a 300 tonnellate, ma non alle navi da guerra, o alle altre navi di proprietà dello Stato o gestite dallo Stato impiegate per servizi pubblici a fini non commerciali.

Su iniziativa del deputato italiano Paolo Costa il Parlamento ha sottoscritto il compromesso raggiunto con il Consiglio europeo sulla responsabilità e la copertura assicurativa per il trasporto di passeggeri via mare. Il regolamento diventerà applicabile a decorrere dalla data di entrata in vigore della Convenzione di Atene in materia, ma – come richiesto dai deputati – in ogni caso non più tardi del 31 dicembre 2012. I vettori dovranno pagare fino a 2.587 euro a titolo di risarcimento per la perdita o il deterioramento dei bagagli e fino a 460.000 euro in caso di lesioni fisiche o decesso imputabili a sua colpa o negligenza. Inoltre, quando la morte o le lesioni personali di un passeggero sono causate da un incidente marittimo, il vettore che ha realmente effettuato per intero o in parte il trasporto durante il quale il sinistro marittimo è avvenuto dovrà procedere a un anticipo di pagamento sufficiente a coprire le necessità economiche immediate, proporzionalmente al danno subito, entro quindici giorni dall’identificazione della persona che ha titolo al risarcimento. E’ però precisato che l’anticipo di pagamento non costituisce riconoscimento di responsabilità.

Altra votazione, sul sistema comunitario di monitoraggio del traffico navale e d’informazione. Scopo della direttiva è di garantire una migliore sicurezza ed efficienza del traffico, una migliore risposta delle autorità in caso d’incidente o in presenza di situazioni potenzialmente pericolose in mare, comprese le operazioni di ricerca e di soccorso, e un ausilio per migliorare la prevenzione e l’individuazione dell’inquinamento causato dalle navi. Le sue disposizioni andranno attuate entro 18 mesi e, per alcune misure, più tardi.

L’autorità competente potrà, ad esempio, limitare i movimenti di una nave o dirigerla in modo che essa segua una data rotta. Oppure potrà ordinare al comandante di far cessare il rischio, inviare a bordo della nave una squadra di esperti per valutare il grado di rischio, assistere il comandante nel rimediare alla situazione e tenere informata la stazione costiera competente, e intervenire su molti altri aspetti. Gli Stati dovranno inoltre istituire sistemi a livello nazionale o locale per la gestione delle informazioni relative alla sicurezza portuale e marittima, alla protezione dell’ambiente marino e all’efficienza del traffico e del trasporto marittimi. Per garantire lo scambio effettivo dei dati, i sistemi dovranno essere interconnessi con SafeSeaNet, la cui operatività 24 ore su 24 dovrà essere garantita dalla Commissione. SafeSeaNet consente di ricevere, conservare, recuperare e scambiare informazioni.

Infine, la direttiva intesa a migliorare la sicurezza marittima e a prevenire l’inquinamento causato dalle navi, per agevolare l’esecuzione efficiente delle inchieste di sicurezza e l’analisi corretta dei sinistri e degli incidenti marittimi e determinarne le cause. Dovrà applicarsi entro due anni dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE. La direttiva si applicherà ai sinistri e agli incidenti marittimi che coinvolgono navi battenti la bandiera di uno degli Stati membri, o si verificano nel mare territoriale e nelle acque interne degli Stati membri, o incidono su altri loro interessi rilevanti.

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