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Cisl: con la crisi un passo indietro sui diritti dei lavoratori

6 Marzo 2009

lavoratoriRicatti, sfruttamento, lavoro nero. A sentire i dati dell’ufficio vertenze della Cisl sembra di essere tornati indietro di quasi due secoli, quando i diritti dei lavori erano ancora utopia. E invece la crisi sta acuendo una situazione che i sindacati registrano da qualche anno, soprattutto con l’avvio dei contratti atipici. “Rispetto al mese di settembre, e soprattutto con gennaio, abbiamo registrato un incremento di lavoratori che si rivolgono ai nostri uffici – racconta Giuseppe Sala responsabile ufficio vertenze Cisl – perché o non ricevono, del tutto o in parte, lo stipendio, sia causa di mancanza di liquidità dell’azienda, sia perché la ditta è fallita; oppure perchè vengono licenziati in seguito a chiusura aziendale o perché, sfruttando l’onda della crisi, il datore di lavoro avvia una ristrutturazione che magari non sempre è giustificata”. Sta di fatto che la Brianza è in crisi e il lavoro della Cisl svela un quadro ancora più fosco. “Siamo di fronte a quella che chiamano la “matrioska del credito” – precisa Marco Viganò segretario Cisl Brianza – le grandi imprese non rispettano i pagamenti a 90 giorni ma li rinviano magari a 180. Così a cascata succede per le medie e le piccole imprese e alla fine il lavoratore non riceve più neppure quanto gli spetta per aver compiuto il suo dovere”.

Nel 2008 l’ufficio vertenze Cisl è riuscito a recuperare ben 3.898.000 euro, una cifra che non era stata versata ai lavoratori. Sono ben 15 mila le persone che si sono rivolte agli uffici di via Dante dove sono state seguite 869 tra vertenze e fallimenti (di cui 329 con il supporto di un legale e 540 trattate degli operatori sindacali) per un totale di 1010 lavoratori (alcune erano cause collettive). Ben 43 sono i fallimenti seguiti con un centinaio di lavoratori coinvolti.

Il settore dove più alto è lo scontro è quello del commercio con 354 cause. Segue il settore meccanico con 188 vertenze, edili-legno 146, chimici 43,trasporti 38, tessili 17, grafici 15 e alimentari con 11 casi. “Si tratta soprattutto di piccole aziende – fa sapere Giuseppe Sala – perché le aziende più grandi di solito possono contare sul sindacato interno che dirime i contrasti”.

Ma il vero pericolo resta la sempre più ridotta volontà di investire in prevenzione. L’sos arriva dall’avvocato Luigi Mariani che collabora con l’ufficio vertenze Cisl composto, oltre Giuseppe Sala, da Simone Tarenzi, Antonio De Pasquale e Fabiana Gambardella.

“La Cisl è il primo sindacato che è riuscito ad istituire un ufficio penale della sciurezza e per questo partecipiamo alle indagini preliminari a fianco del lavoratore – spiega Luigi Mariani. Purtroppo l’Italia è un paese dove vengono fatti pochi controlli perché possiamo contare su un massimo di 5mila tecnici su tutto il territorio nazionale. E ora con la crisi i pochi soldi che le aziende investivano sulla sicurezza verranno a mancare. Non solo. Il governo ha appena approvato un Documento per la programmazione di Vigilanza 2009 dove i controlli vengono tagliati del 24% al Nord e del 50% al Sud”. Dunque la situazione non potrà che peggiorare “perché purtroppo i lavoratori spesso sono vittime delle trappole aziendali – conclude Marco Viganò segretario Cisl Brianza – che tendono a coprire le responsabilità e a promuovere un clima di omertà anche tra i dipendenti ricattati dalla situazione di precarietà economica. E’ invece importante far sapere che è possibile far valere i propri diritti sia sugli infortuni ma anche per le malattie professionali”. Un tema che sarà affrontato durante il congresso Cisl in programma il12 e 13 marzo a Carate Brianza.

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