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Una mostra su Gian Luigi Bianchi, l’espressionista ritrovato

22 Febbraio 2009

luigi_bianchiEspressionista, sì. Ma fiabesco. Gian Luigi Bianchi (Milano 1912 – Chiavari 1973) era così. Un grande artista, certo. Ma nello stesso tempo lontano dallo star system e poco attento ai mezzi di comunicazione e a blandire i critici. Forse per questo è assai poco conosciuto. E solo ora – a oltre trent’anni dalla morte le sue opere rivalutate. Una mostra a Carimate, promossa dal critico d’arte Dorian Cara, solo ora rende giustizia a Gian Luigi Bianchi. La rassegna è stata possibile grazie alla recentissima riscoperta di un numeroso corpus di opere del grande artista. “Erano nascoste e dimenticate in una soffitta – spiega non senza sgomento Dorian Cara -. Ritrovate da occhi finalmente attenti e sensibili, le opere hanno svelato tutto il genio multiforme del loro creatore”.

La mostra di Carimate è dunque un’occasione importante per approfondire l’ispirazione artistica e le tensioni emotive di un artista tanto grande quanto poco noto. Il paziente lavoro di censimento e di analitica catalogazione sono stati condotti dallo storico e critico d’arte Dorian Cara. Per il restauro invece ci si è avvalsi di Antonella Ferrari, specialista del Centro per la conservazione delle opere d’arte.

Gian Luigi Bianchi in decenni di carriera ha firmato più di 500 opere: una straordinaria produzione artistica fatta di oli su tela, tempere, acquerelli, carboncini, chine e matite. C’è poi un lascito donato dagli eredi alla Fondazione don Carlo Gnocchi.

Formatosi con il maestro Aldo Carpi, Gian Luigi Bianchi è stato attento e costante indagatore dell’animo umano nelle sue pieghe più intricate, attraverso uno stile pittorico figurativo, teso alla ricerca di cromie forti e contrastanti, influenzate dall’espressionismo di Ensor e dai fiabeschi temi di Chagall.

“Nel suo percorso artistico – aggiunge Cara – emerge un tormento interiore, talvolta lacerante, espresso in fantasmi di morte, in fluttuanti danze macabre, con segni diabolici provenienti dal cielo, in maestosi giudizi divini, temi questi espressi attraverso un monito di redenzione per se stesso e per gli altri, gridato con terrore apocalittico e con accessi cromatismi”.

A Carimate sono esposte settanta tra le opere certamente più poetiche dell’artista meneghino: alcuni quadri e disegni che maggiormente richiamano motivi onirici e fiabeschi, con accenni talvolta anche mitologici, con accese e decise cromie e luminosità che inventano nel percorso del suo intenso lavoro, significativi emblemi del sublime.

Carimate, salone civico del torchio, piazza Castello. Inaugurazione: sabato 28 febbraio 2009 ore 18.30. La mostra è aperta dal 28 febbraio al 13 marzo 2009. Orari: martedì – venerdì 14.30 – 19. Sabato e domenica: ore 10 – 19. Lunedì chiuso.

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