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Parchi: perchè stravolgere la vecchia ma utile Legge regionale?

23 Febbraio 2009

parchisovracomunali_riovalloneDi seguito pubblichiamo il comunicato con la presa di posizione di “Fondo Ambiente Italiano”, “Italia Nostra”, “Legambiente” “Lipu”  e WWF in merito all’esame del Progetto di Legge 289 “Norme per l’istituzione e la gestione delle aree protette e la tutela della biodiversità regionale”. La Legge regionale dei parchi 86/83 ha avuto il pregio di istituire le  aree protette – oggi patrimonio regionale – che, seppur con mille difficoltà, perseguono gli obiettivi previsti dalla successiva normativa statale, cioè “garantire e promuovere, in forma coordinata, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale del paese”. Non si capisce oggi quale sia lo scopo del cambiamento che propone la Regione Lombardia e soprattutto se i Parchi avranno ancora i loro piani.

La modifica ha senso se la riforma serve davvero a produrre una nuova opportunità di rilancio della politica di conservazione e di valorizzazione del territorio, riconoscendoli come una “grande infrastruttura strategica” per lo sviluppo territoriale, solo se si investono più risorse, solo se la politica di pianificazione e di tutela del paesaggio dei Parchi viene rafforzata.

Solo perseguendo questo obiettivo sarebbe quindi giustificato obbligare gli attuali enti parco a ripartire da zero con tutto, compreso lo statuto.

Siamo determinati a ritenere che la modifica di Legge in esame debba mantenere gli attuali confini dei Parchi e soprattutto a non modificarne il numero e l’efficacia dei   loro piani territoriali. Siamo altresì preoccupati di cosa accadrà in particolare nel periodo di passaggio tra l’attuale legge sulle aree protette e la messa a regime della nuova legge.

Ribadiamo che “le previsioni dei piani paesaggistici non sono derogabili da parte di piani, programmi e progetti nazionali o regionali di sviluppo economico, sono cogenti per gli strumenti urbanistici dei comuni, delle città metropolitane e delle province, sono immediatamente prevalenti sulle disposizioni difformi eventualmente contenute negli strumenti urbanistici, stabiliscono norme di salvaguardia applicabili in attesa dell’adeguamento degli strumenti urbanistici e sono altresì vincolanti per gli interventi settoriali.” Questo è quanto prevede il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Ci si domanda se il Pdl si attenga a tali principi inderogabili.

E’ debole inoltre il contributo da parte delle associazioni e della società civile nella gestione dei parchi. Non c’è abbastanza coraggio da parte della Regione nell’abbracciare una politica che stimoli e sviluppi la sussidiarietà locale.

Perché non è previsto di tutelare e rispettare anche i beni culturali presenti nel territorio lombardo in attuazione del Dlgs 42/2004 ?

Non si vedono le ragioni di una revisione completa della legge regionale parchi senza pensare ai Parchi come un fattore di sviluppo sostenibile locale.

Le 5 associazioni ambientaliste si sono così espresse verso la Commissione Ambiente Regione: “Il rischio è impallare il sistema dei parchi lombardi per i prossimi anni, proprio ora che in vista dell’Expo il contenimento del consumo dei suoli e lo sviluppo sostenibile diventano temi importanti che coinvolgono direttamente le aree protette. Perché non mantenere ciò che di buono è stato prodotto e proseguire nella costituzione migliorativa di una legge regionale sui parchi?”.

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