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Europa: tolleranza zero sulla violenza alle donne

14 Novembre 2008

violenza-donne1.jpgIl Parlamento europeo ha approvato Daphne III, programma che finanzierà azioni volte a promuovere l’adozione di una politica di tolleranza zero nei confronti della violenza su donne e bambini.

 

Dotato di 116,85 milioni di euro (rispetto ai 50 milioni di Daphne II per un quinquennio), il Programma persegue l’obiettivo specifico di contribuire alla prevenzione e alla lotta contro tutte le forme di violenza che si verificano nella sfera pubblica o privata contro i bambini, i giovani e le donne, compresi lo sfruttamento sessuale e la tratta degli esseri umani, adottando misure di prevenzione e fornendo sostegno e protezione alle vittime e ai gruppi a rischio.

Come richiesto dal Parlamento, è precisato che, ai fini del programma, il termine "bambini" comprende le fasce di età che vanno dagli 0 ai 18 anni. Tuttavia, i progetti che comportano azioni concepite specificamente per gruppi di destinatari quali ad esempio "adolescenti" (13-19 anni) o persone di età compresa tra i 12 e i 25 anni, vanno intesi come destinati ai soggetti indicati come "giovani". E’ anche sottolineato che la violenza nei confronti delle donne assume varie forme, che vanno dalla violenza domestica, «che si riscontra a tutti i livelli della società», a pratiche tradizionali dannose associate all’esercizio della violenza fisica contro le donne, «come le mutilazioni genitali e i delitti d’onore».

Tipi di azioni

Tali obiettivi possono essere realizzati tramite azioni transnazionali (che coinvolgano almeno due Stati membri) o altri tipi di azione volte ad assistere e incoraggiare le organizzazioni non governative (ONG) e altre organizzazioni attive in questo settore, a sviluppare e attuare azioni di sensibilizzazione destinate a pubblici specifici, «al fine sia di migliorare la comprensione e promuovere l’adozione di una politica di tolleranza zero nei confronti della violenza sia di incoraggiare l’assistenza alle vittime e la denuncia degli episodi di violenza alle autorità competenti». Inoltre, queste azioni possono mirare a costituire e sostenere reti multidisciplinari, per rafforzare la cooperazione tra le ONG e le altre organizzazioni attive in questo settore.

Possono anche tendere ad assicurare lo scambio, l’individuazione e la diffusione di informazioni e buone pratiche, comprese la ricerca, la formazione, le visite di studio e gli scambi di personale, ad elaborare e sperimentare materiale didattico e di sensibilizzazione, a studiare i fenomeni collegati alla violenza e il relativo impatto sia sulle vittime che sulla società nel suo insieme, compresi i costi sociali, economici e relativi all’assistenza sanitaria, «al fine di combattere le origini della violenza a tutti i livelli della società». Infine, si tratterà di sviluppare e attuare programmi di sostegno per le vittime e le persone a rischio e programmi d’intervento per gli autori delle violenze, garantendo nel contempo la sicurezza delle vittime.

Partecipazione e accesso al Programma

Il programma è a favore dei bambini, dei giovani e delle donne che sono o rischiano di diventare vittime di violenza. I principali gruppi destinatari del programma sono, tra gli altri, le famiglie, gli insegnanti e gli educatori, gli assistenti sociali, la polizia e le guardie di frontiera, le autorità locali, nazionali e militari, il personale medico e paramedico, il personale giudiziario, le ONG, i sindacati e le comunità religiose.

Il programma è aperto alla partecipazione di organizzazioni e istituzioni pubbliche o private (autorità locali al livello appropriato, dipartimenti universitari e centri di ricerca) impegnate a prevenire e combattere la violenza contro i bambini, i giovani e le donne, a garantire una protezione contro tale violenza o a fornire sostegno alle vittime. Ma vi possono accedere anche quelle impegnate ad attuare azioni destinate a promuovere il rifiuto di tale violenza o a favorire un cambiamento di atteggiamento e di comportamento nei confronti dei gruppi vulnerabili e delle vittime della violenza.

Tipo di sostegno

Il finanziamento comunitario può assumere la forma di sovvenzione o di contratto di appalto pubblico. Le sovvenzioni comunitarie, il cui tasso massimo di cofinanziamento sarà specificato nei programmi di lavoro annuali, saranno concesse a seguito dell’esame delle richieste risultanti dagli inviti a presentare proposte. Inoltre potranno essere previste spese per misure complementari, tramite contratti di appalto pubblico. In tal caso i fondi comunitari finanziano l’acquisto di beni e servizi direttamente correlati agli obiettivi del programma. In particolare potranno essere finanziate le spese di informazione e comunicazione, preparazione, attuazione, monitoraggio, controllo e valutazione dei progetti, delle politiche, dei programmi e della legislazione.

Come richiesto dal Parlamento in prima lettura, la Commissione dovrà pubblicare annualmente l’elenco dei progetti finanziati nell’ambito del programma, corredato di una breve descrizione di ogni progetto.

 

 

 

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