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Quando la politica si trasforma in violenza

9 Settembre 2008

villa_casati_muggi.jpgL’assessore al Commercio di Muggiò Ruggero De Toni è stato vittima di gravi minacce, ma a suo dire l’episodio è frutto del clima che si sta creando sia a livello nazionale che locale, di sospetto, intolleranza e timori spesso infondati 

 

«Questo è lo specchio di  come una politica di intolleranza, violenza, un dirigere l’opinione pubblica verso problemi che in realtà non sono tali, dia poi dei frutti perversi, sia a livello nazionale che locale». Così l’assessore al Commercio di Muggiò Ruggero De Toni commenta e mette la parola fine sull’episodio che l’ha visto vittima di minacce di morte. Adesso saranno i carabinieri a proseguire le indagini e a stabilire le responsabilità.

Ad agosto una telefonata con parole piuttosto dure rivolte all’assessore. Subito dopo la denuncia e i militari che hanno aperto un’indagine a tutto campo anche in considerazione delle molteplici deleghe in carico a De Toni che lo portano inevitabilmente in contatto e, a volte, in constrasto con personaggi e problematiche di varia natura. C’è ad esempio la questione aperta del trasloco del mercato settimanale e della relativa polemica scoppiata tra lui e un ambulante. In particolare riguardo ai diritti, quelli dei locali e quelli degli extracomunitari che a parere dell’assessore sono uguali. Ovvero la licenza di un commerciante italiano vale quanto quella di uno straniero. Le leggi sono leggi, nessuno ne è al di sopra.

Messaggi di solidarietà all’assessore sono arrivati dal suo partito (Rifondazione comunista) e anche da altri politici, oltre che dai cittadini che lo incontrano in città. De Toni però non è preoccupato, a suo dire la cosa deve essere vista nella giusta dimensione. Quello che preoccupa di più l’assessore è il clima che si sta creando non solo a Muggiò ma un po’ ovunque, un’atmosfera di timori infondati, di intolleranza e violenza. «Muggiò è solo lo specchio di un’atmosfera nazionale e locale, dove il timore e la paura dei cittadini sono indotti, dove si stanno creando divisioni – prosegue – Dove c’è una battaglia tra politici all’ultima parola: si lanciano accuse false e si va avanti a suon di menzogne». Il riferimento al volantino dei forzisti apparso in città è dovuto, con le accuse lanciate alla giunta Fossati riguardo a quanto fatto per il cimitero, in particolare a presunte spese che si aggirano sui 700 mila euro: «Se avessi avuto disponibilità di quella cifra – risponde De Toni – Avrei realizzato una parte nuova nel cimitero». Sono perciò scattate una serie di querele con la volontà di far rispettare la legalità.

Una legalità che anche a Muggiò sembra voler scomparire, viste le minacce di morte all’assessore. Una legalità che va ristabilita in un Paese che vuol dirsi civile. L’increscioso episodio segue un litigio che ha portato in luce i timori sulla presenza di extracomunitari in città e che mette in evidenza un sentimento xenofobo strisciante che si fa sempre più forte, a tutti i livelli. Ma la città non è isolata in questo fenomeno, è davvero specchio di quanto accade altrove, dove le persone hanno paura perchè il timore è indotto loro da normative che si concentrano su particolari e sullo sbarco degli stranieri, come se fossero la vera causa della crisi economica italiana. Un’induzione che avviene in gran parte a livello mediatico e che sembra riportare l’Italia indietro di decenni, soprattutto a livello culturale.

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