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Che fine ha fatto la Bburago?

7 Agosto 2008

Un marchio che ha fatto storia dei modellini di automobili è adesso diventato cinese. Ma almeno le piccole auto che hanno fatto giocare milioni di bambini si trovano ancora, negli Autogrill e nei negozi di giocattoli 

 

Macchine sportive o da Gran turismo, auto di formula uno e modelli quasi introvabili di 500 Fiat. Giocattoli in realtà che hanno fatto giocare milioni di bambini con corse sui pavimenti, ribaltamenti sul tappeto di casa e collezioni regalate a qualche parenti. Insomma che fine ha fatto la Bburago?

Per un paio di generazioni almeno non è stato solo un marchio, ma un mondo magico riservato all’infanzia ma anche agli adulti, appassionati collezionisti. Automobiline da mostrare sempre con orgoglio, anche se "incidentate".  Qualche modello di auto si trova ancora, soprattutto negli Autogrill delle autostrade, ma subito rivelano la loro origine cinese. Come sono andate le cose per l’azienda brianzola?

Dal 2006, dopo trent’anni, i modelli della Bburago hanno pian piano lasciato un vuoto negli scaffali dei negozi di modellismo e di giochi, rischiando di sparire completamente o di diventare solo un ricordo per appassionati. Ma la nuova proprietà cinese ne ha salvato le sorti riprendendo la produzione dei modellini.

La storia e la vita della Bburago ruotano, nel bene e nel male, attorno alla figura del suo fondatore, Mario Besana che si è formato alla direzione tecnica di un’industria di giocattoli, nel settore degli automodelli e che nel 1966 costituì la Metaboys, poi ceduta alla Mattel, e nel 1973 la Martoys che ha debuttato con una Alpine Renault 1600 in scala 1 a 24, un modello presso fuso a quattro aperture, seguito da Range Rover, Fiat 127 e Porche 911. Besana ebbe l’intuizione della grande scala e lanciò anche il kit di montaggio, estremamente semplice da montare, in quanto tutte le parti erano pre verniciate e completamente rifinite, offrendo l’opportunità, a chi lo desiderava, di poter montare ed eventualmente personalizzare il proprio modello rendendolo anche "unico" in alcuni casi.

Nel tempo i modelli sono andati affinandosi, senza perdere però le loro caratteristiche di semplicità. Ci fu anche la collaborazione dir Giugiaro per "Prima", un’auto realizzata nel 2002. Ma nell’ottobre del 2005 fu decretato il fallimento dell’azienda e il conseguente periodo burrascoso fino a quando il marchio non è stato rilevato dal Gruppo May Cheong che ha sede ad Hong Kong e che proseguirà adesso la produzione dai suoi stabilimenti cinesi. Nel sito www.bburago.com (in lingua inglese) viene sottolineata proprio la volontà della nuova proprietà di mantenere evidenti le origini italiane, ma anche se si tratta di un’operazione di marketing i modellini della Bburago torneranno ad essere presenti nei negozi di giocattoli e faranno divertire piccoli e meno piccoli di tutto il mondo.

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