03 Dicembre 2020 Segnala una notizia

Même Père Même Mère

25 Aprile 2008

20080425-memeperemememere.jpgMercoled’ scorso, al cineforum organizzato dall’associazione Rosebud di Agrate, è stato il turno di "Même Père Même Mère", l’ultima produzione di Malasterada.film.

 

Proiettano in librerie, circoli, centri culturali e girano l’Italia insieme con le loro opere. MalastradaFilm è arrivata anche al centro giovani Sulè di Agrate, ospitata dall’associazione Rosebud. I pochi presenti hanno potuto conoscere uno dei registi di Malastrada.film, Giuseppe Spina.

Da "13 variazioni su di un tema barocco"del 2006 e "Même Père Même Mère" del 2008: da un documentario ad una forma senza genere. Voi scrivete " Al diavolo la sottomissione al genere!". Cosa vi ha portato a questo scarto teorico e tecnico?
Même Père Même Mère è il risultato di due anni di esperimenti di linguaggio che personalmente ho portato avanti, condividendo poi illavoro e le idee con Alessandro Gagliardo. Nel periodo di 13 Variazioni infatti, lui ha approfondito l’esperienza produttiva delle "produzioni dal basso", io quella della ricerca più attinente allinguaggio. Da una parte quindi è nato 13 Variazioni, dall’altra una serie di circa 10 lavori che ho definito "impulsi-video", e che appunto non seguono delle strutture date, fatte di generi, sceneggiature, attori, etc., ma che nascono con l’unica finalità dell’analisi intima, personale, impulsiva. Quando abbiamo cominciato a lavorare su Même Père Même Mère le due esperienze si sono fuse, si è aggiunto l’apporto fondamentale di Julie Ramaioli, cineasta che fa parte del S.A.C.R.E di Marsiglia, che ha lavorato con noi scegliendo di girare in 16mm. Da queste unioni è nato quello che consideriamo uno splendido risultato. Même Père Même Mère è infatti un film di ricerca prodotto dalla gente, e questo è a nostro avviso uno dei risultati più importanti.
Même Père Même Mère è un viaggio in Burkina Faso ventesimo anniversario dall’omicidio del presidente Thomas Sankara. Ci spieghi il perché del titolo?
Même Père Même Mère in francese vuol dire "stesso padre stessa madre", ed è usato in parecchi paesi africani per distinguere il fratello "amico" dal fratello "di sangue". La spiegazione del titolo è velata lungo ogni livello del film, nella figura del viaggiatore come nel pensiero (rappresentato) di Sankara.
Perché avete scelto la figura di Thomas Sankara?
Sankara aveva poco più di trent’anni quando prese il potere in Burkina Faso, un giovane rivoluzionario che rinnovò un intero stato in soli 4 anni. Riformando ogni aspetto sociale ed economico della sua terra. Fu ucciso nell’ottobre del 1987 da Blaise Campaore, attuale presidente, ma ancora oggi nel certificato di morte si legge "deceduto per morte naturale".
Crediamo sia una delle figure più attuali di fine secolo e necondividiamo le idee e le pratiche.

Si potrebbe dire che Même Père Même Mère, oltre ad essere un "affresco soggettivo" (come lo definite voi) del Burkina Faso è anche un film sul significato di un viaggio?
Esattamente! Come ti dicevo, alla base di ogni "impulso video" c’è la necessità di guardarsi dentro, per capire. La soggettività è un elemento fondamentale nel farsi di Même Père Même Mère, e l’esperienza (del viaggio) è vissuta come ricezione di se stessi. La scoperta del viaggio, di ciò che si crea nella nostra mente, arriva attraverso il film ad un livello altrimenti irraggiungibile. Ed è questa la forza di questo metodo: riuscire a capire attraverso il mezzo cinematografico ciò che si è, nel profondo..
Malastrada.film ha scelto di adottare la filosofia e la pratica della produzione dal basso: le vostre sono opere coprodotte e non avete diritti sulle opere. Il ruolo dell’artista o del regista in questo caso cambia. Quale credi sia il valore aggiunto di questa scelta (sempre che di scelta si tratti e non di necessità)?
Per quanto riguarda le tutele del diritto d’autore crediamo siano inutili e insignificanti. Cominciamo a riconsiderare lo stesso
creative commons, adottato tanto per 13 variazioni quanto per l’ultimo film. Ogni opera ha il suo autore e questo è sempre riconoscibile. Blindare un’opera attraverso dei finti diritti (mai rispettati) vuol dire restare dentro una concezione capitalista dell’arte. Noi ne veniamo fuori con molta tranquillità e sotto tutti gli aspetti.

Qual è la vita di chi autoproduce i propri progetti cinematografici, la vita di un piccolo regista in Italia ?
Modestia a parte non credo di essere un piccolo regista, credo piuttosto di vivere in un piccolo paese. Il livello economico, la quantità di denaro che sta dietro la produzione di un film, non ne ha mai segnato il livello artistico, concettuale o culturale. Sul concetto di "basso budget" ci sarebbe parecchio da dire e forse è il caso di rimandare ad un altro momento questa discussione. La vita di chi si autoproduce è una vita che riconsidera il bisogno delle cose, degli oggetti di cui ci si circonda e da cui purtroppo spesso si dipende. Non siamo i primi ad attuare questo processo e non saremo gli ultimi.

Malastrada.film promuove un catalogo per far conoscere e diffondere autoproduzioni, proprie e non, di “invisibili”.

Per informazioni www.malastradafilm.com  

{styleboxop}Malastrada.film, S.A.C.R.E., 760 coproduttori dal basso.
Francia/Italia/Burkina Faso 2008
82 minuti – Sottotitoli: Italiano, Inglese, Francese
Formato: 16mm, DV
di Alessandro Gagliardo, Julie Ramaioli, Giuseppe Spina
Même Père Même Mère è realizzato in collaborazione con il "Centro Ghélawé" e il supporto di Produzioni Dal Basso, Arcoiris.tv, Arci, Noeltan Film, Potenza Film Festival, Rete dei Comuni Solidali, Terrelibere.org, Videoinflussi, Girodivite.it, Siciliantagonista, NDA e Radio Base.{/styleboxop}

Condividi questa notizia

Facebook & Newsletter

Cliccando sulla Pagina Facebook Ufficiale di MBNews e mettendo "MI PIACE" ti aggiorniamo in maniera esclusiva ed automatica su tutte le NEWS. Se vuoi beneficiare delle nostre promozioni e degli sconti che i nostri clienti riservano a te, iscriviti subito alla Newsletter.
Redazione
La redazione di MB News è composta da giornalisti professionisti e pubblicisti. Il direttore è Matteo Speziali col quale ogni giorno chi collabora con il giornale si confronta per offrire a voi lettori un giornale di giorno in giorno più interessante e più vicino a voi. Se avete qualche bella storia da raccontarci o se volete denunciare un fatto chiamate lo 039361411 oppure scrivete a redazione@mbnews.it .


Articoli più letti di oggi