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Fondi europei: saranno resi noti i nomi di chi li riceve

3 Marzo 2008

20080303fondi-ue.jpgGiro di vite del Parlamento Europeo per una maggiore trasparenza sull’utilizzo dei fondi Ue. Saranno pubblicati importi, nomi dei lobbisti e la "lista nera" dei casi di frode 

D’ora in poi tutti potranno vedere chi prende i finanziamenti dell’Unione europea, e per cosa vengono utilizzati. Il Parlamento europeo ha appena richiesto forti misure per una maggiore trasparenza sui destinatari dei fondi europei. In particolare, saranno pubblicate le liste dei beneficiari, degli importi da recuperare, dei frodatori, dei lobbisti che incontrano i gestori dei fondi nelle istituzioni europee, soprattutto i Commissari europei, e quelle di tutti gli esperti che assistono la Commissione Europea. Il tutto per permettere ai cittadini di capire meglio come vengono utilizzati i fondi UE, migliorando allo stesso tempo le possibilità di valutare l’efficacia della spesa.

Il bilancio totale per il periodo 2007-2013 è di quasi 900 miliardi di euro, divisi tra politica agricola e di sviluppo rurale (circa 370 miliardi, il 43 per cento del totale), politica di sviluppo regionale (308 miliardi, il 35%), promozione della competitività, dell’innovazione e della ricerca (il 9%, ovvero 75 miliardi), e altri interventi di minore entità in settori quali la giustizia, la sicurezza o le relazioni internazionali.

Le pagine web – soprattutto quelle della Commissione europea – dovranno contenere informazioni chiare e leggibili sui beneficiari di tutti i tipi di finanziamento messi a disposizione dall’UE: contratti, sovvenzioni, spese agricole, fondi strutturali, e così via. Si deve inoltre poter individuare tutti gli importi erogati a un singolo beneficiario in tutti i settori d’intervento dell’UE, attraverso un motore di ricerca globale in grado di fornire questo genere di informazioni, e accessibile a tutti.

Le regole di etica professionale per i responsabili della programmazione dei fondi vengono specificate sulla base delle prassi correnti relative a tutti gli interessi finanziari pertinenti. Verranno anche divulgati i nomi dei lobbisti che incontrano i Commissari. A Bruxelles ci sono diverse migliaia di gruppi di pressione, rappresentanti i più diversi gruppi di interesse provenienti dai 27 Paesi dell’Unione e anche oltre (regioni e amministrazioni locali, settori produttivi, sindacati, ambientalisti e via dicendo) che cercano di influire sul processo decisionale europeo: questo processo necessita di maggior trasparenza. Il numero di lobbisti presenti a Bruxelles è ormai inferiore nel mondo soltanto a quello di Washington.

Il Parlamento chiede inoltre alla Commissione di pubblicare una "lista nera" dei casi di frode comprovati e degli organismi che ne sono responsabili per rendere noti gli autori e informare il pubblico sui risultati ottenuti. Altre misure vengono introdotte a tutela dei beneficiari che vengono considerati innocenti al termine di procedimenti amministrativi. Il recupero delle somme di denaro erroneamente versate da un Paese UE a organizzazioni agricole o ad enti che partecipano ad azioni strutturali, la riscossione di ammende o delle risorse proprie dagli Stati nazionali o importi erogati ai beneficiari di finanziamenti comunitari è un altro aspetto che deve essere pubblicato.

Matteo Fornara

Rappresentanza a Milano della Commissione Europea

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