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Un’idea per il parco nobile di Villa Tittoni

18 Febbraio 2008

20080218_parco_villa_tittoni.jpgPer i giardini di Desio, il consigliere comnunale di Alternativa Verde, Sergio Mariani ha un progetto, condiviso anche dal sindaco Gimapiero Mariani

 

Prima che i nazisti lo adibissero a casermaggio militare. Prima che una segheria lo utilizzasse come fonte (quasi) inesauribile di materie prime a costo zero. Prima che tre quarti della macchia verde fosse smembrata per far posto  a una scuola media e a cinque quartieri residenziali. Prima che decenni di incuria e di trascuratezza lo riducessero allo stato pietoso in cui è, il Parco di Villa Tittoni, a Desio, era "il più bel giardino di delizia della Lombardia". Così lo definì lo scrittore Cesare Cantù nella sua visita a Desio, nel 1844. E lo scrittore francese Stendhal, il compositore lirico Vincenzo Bellini – che qui compose la sua opera "La straniera" – e la nobile patriota Cristina Belgioioso Trivulzio, in visita a Villa Tittoni e all’immenso parco, non lodarono solo le preziose essenze, ma anche il ricco e coreografico corredo di fontane, laghetti e "giochi d’acqua" che impreziosivano lo stupendo giardino.

Tra cascatelle e ruscelli, c’era perfino un lago artificiale, di forma circolare, voluto dal Piermarini in persona: l’architetto (lo stesso del Teatro alla Scala di Milano e di Villa Reale a Monza) che aveva realizzato Villa Tittoni. Ora un progetto lanciato dal consigliere comunale di Alternativa Verde, Sergio Mariani, vorrebbe riportare l’acqua nel parco di Desio. Rianimando quel reticolo di tubi e di canali sotterranei di pietra e mattoni che ancora oggi si estende come una "tela di ragno" sotto i prati, i boschetti e i percorsi vita. «L’impianto idraulico – ha spiegato Mariani – nacque nel XVIII secolo insieme al parco e ha funzionato per secoli». I desiani doc ricordano ancora una roggia che scorreva lungo il serrone di Villa Tittoni (dove ora c’è la biblioteca civica) e da piccoli andavano a giocare nelle fontane e nel lago artificiale. Poi il complesso impianto idraulico, lasciato per decenni senza manutenzione, disse basta. E smise di funzionare. Un peccato.

Il progetto di restauro è piaciuto anche al sindaco di Desio, Gian Piero Mariani. "Occorre effettuare un rilievo archeologico – ha proseguito Sergio Mariani – e poi procedere a un vero e proprio restauro dell’impianto idraulico. Il desiderio è quello di ricreare l’ambiente originario di quello che è un luogo di valore storico ed è oggi l’unico parco "superstite" di Desio».

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