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Una Politica tutta da leggere

28 Febbraio 2008

20070613-pippo-civati.jpgGiuseppe Civati parla della mini rassegna organizzata dal gruppo regionale del Pd che si svolgerà al Binario 7 venerdì sera, "per dimostrare la che la politica può avere belle parole". Un modo inconsueto per iniziare la campagna elettorale

 

"La politica da leggere". È questo il titolo della prima mini-rassegna dedicata alle letture politiche organizzata dal Pd. Il primo appuntamento è per venerdì 29 alle 21 al caffè letterario del Binario 7 a Monza. Al centro della riflessione il Nord, il linguaggio della politica e la moralità del sistema politico del nostro Paese. Un aperitivo di alto profilo culturale per avviare una campagna elettorale di qualità, rispetto ai temi più sentiti del dibattito attuale. Si parte con la presentazione del libro di Marco Alfieri, Nord terra ostile, per i tipi di Marsilio. Un testo appena pubblicato, che accusa duramente la sinistra di non essere capace di una corretta interpretazione dei problemi del Nord. «Ritengo che si tratti di un modo diverso, più serio e approfondito, di affrontare i temi della campagna elettorale, confrontandosi con voci autorevoli e partendo dai contenuti invece che dagli schieramenti e dai "partiti presi"» chiarisce Giuseppe Civati, vera anima di questo ciclo di incontri.

Il secondo appuntamento è per 6 marzo (stessa ora e luogo). In cattedra ci sarà Federica Montevecchi, con il suo "Le parole della politica"  E’ un saggio a quattro mani (scritto con Vittorio Foa) molto breve, che contiene in sé alcune linee fondamentali per quel progetto che ormai pressoché tutti sostengono di riforma dei modi della politica.

«Gli obiettivi sono quelli di dare vita a una vera e propria rassegna sulla letteratura di ambito politico, per dimostrare che la politica può avere quelle belle parole di cui tratta il libro di Foa e di Montevecchi. Parole vere perché basate sulla conoscenza di cui si parla e sulla coerenza tra l’analisi dei fatti e la proposta politica», dice ancora Civati. Il terzo e ultimo appuntamento è per il 12 marzo, con Antonello Caporale e il suo "Impuniti". Al di là della denuncia dei vizi e degli stravizi del sistema politico-istituzionale del nostro paese, dal sistema ‘sovietico’ di Aosta e della Vallée al Palazzo dei Normanni di Cuffaro e soci, dal Molise terremotato e mai più ricostruito alla vergogna dei rifiuti campani, ciò che colpisce del «viaggio in Italia» di Caporale è l’angosciosa riflessione con cui il libro si chiude, in cui «il baratto concreto» si impone «tra efficienza e democrazia», per una «classe politica rimasta senza casa, senza partiti, senza ideologie» che ha edificato «in modo abusivo posti di potere e di spesa, luoghi dove il consenso è controllato e indiscutibile, difeso con ogni arma possibile nei fortilizi che ciascuno ha realizzato».

Ad accomunare i tre testi, il nord: «Questi titoli parlano del Nord – in tutte le sue componenti: questione fiscale, sicurezza, ma anche infrastrutture, ambiente, qualità dello sviluppo e della modernizzazione; del linguaggio della politica, che deve cambiare e semplificarsi ed essere più facilmente comprensibile, proprio perché finalmente vicino alle parole e alla vita dei cittadini; della moralità del sistema politico. Tema di grande rilevanza per la nostra campagna elettorale e, credo, in generale per il sistema Paesi», conclude il consigliere regionale del Pd.

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