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Polveri sottili: Legambiente lancia l’allarme

29 Febbraio 2008

20080303_pm10.jpgLettera aperta al sindaco Marco Mariani perchè promuova i traporti pubblici. Per il circolo "Langer" occorre una politica organica, mentre la variante al Pgt andrà a discapito delle poche aree verdi rimaste

 

 

Le centraline "scoppiano" e Legambiente lancia l’allarme. L’inquinamento sta raggiungendo livelli troppo alti per la salute pubblica e il circolo "Langer" di Monza ha deciso di inviare una lettera aperta al sindaco di Monza, Marco Mariani per intervenire sull’emergenza.

«Dal sito dell’Agenzia regionale rileviamo che il Comune di Monza a fine febbraio ha raggiunto i suoi 35 giorni, massimi annuali ammessi per legge, di superamento del limite di 50 microgrammi/m3 di polveri sottili Pm10 nell’aria che respiriamo. E sono trascorsi solo 50 giorni dall’inizio dell’anno»  scrivono gli esponenti di Legambiente facendo una disanima delle polveri per concludere che oltre il 70 per cento del Pm10 in città deriva dai veicoli a motore. «Per la comunità scientifica non c’è dubbio: respirare le polveri sottili è un importante fattore di malattia e morte per le persone – continua la lettera del circolo monzese – L’inquinamento agisce peggiorando la salute di tutte le persone, aumentando il rischio di nuove malattie anche negli individui sani».

La richiesta al sindaco è chiara: "meno auto e più trasporti pubblici". Gli ambientalisti danno atto al nuovo appalto di trasporto su gomma per l’impegno assunto di rinnovare il parco mezzi, con pullman che hanno filtri antiparticolati e impianti più che ecologici. Ma questo non ha dato il risultato di aumentare coloro che utilizzano i mezzi. Né di diminuire il traffico cittadino. «Bisogna fare di più – dicono gli esponenti di Legambiente – Iniziando con il rilancio del Piano urbano del traffico e della Mobilità».

Una critica il circolo "Langer", alla giunta Mariani, la avanza ed è quella di aver realizzato nuove piste ciclabili nei quartieri periferici, come quella di via Tintoretto, ma ha fatto "sparire" quelle di zone più densamente abitate, come in via Monte Cervino e via Monte Bianco. Questo perché a detta degli ambientalisti monzesi «Non c’è ancora un progetto cittadino organico». Secondo Legambiente poi la variante al Piano di governo del territorio, che è in fase di progettazione, porterà ad un aumento del carico antropico sulla città, ovvero un aumento di presenze e quindi di traffico. Questa espansione per il circolo "Langer" avverrà a scapito delle aree verdi che sono le "uniche e vere depuratrici dell’aria". Con una logica chiusa: «Le problematiche ambientali debbono diventare prioritarie nella gestione di Monza». E forse, viste le centraline brianzole, non solo di Monza.

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