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Per il Tribunale l’alta tensione non è pericolosa

14 Febbraio 2008

20080214_eletrodotto_tra_le_case.jpgNulla da fare per il Comune di Brugherio che si era mosso, con alcuni cittadini, contro Terna. Il giudice ha deciso in favore del colosso italiano dell’energia elettrica

 

L’alta tensione non è un pericolo per la salute. È questa la conclusione a cui è arrivata Fulvia De Luca, giudice della sezione civile del Tribunale di Monza. Nulla da fare per il Comune di Brugherio, che insieme ad alcuni privati cittadini, si era mosso contro Terna, il colosso italiano dell’energia elettrica, per l’interramento delle linee elettriche. In città, corrono sedici linee aeree elettriche. Oltre 62 chilometri di cavi, che visti dall’alto la imprigionano in una bizzarra ragnatela. A terra, l’alta tensione passa a pochi metri da case, scuole e centri sportivi. Lo scorso aprile, il Comune e una decina di famiglie decidono di fare causa a Terna, proprietaria dei tracciati elettrici. Cittadini e Amministrazione chiedono alla spa della rete elettrica nazionale l’interramento delle linee, «per tutelare la salute della popolazione e per una serena pianificazione urbana», come ha spiegato più volte l’assessore all’ambiente, Renato Magni.

L’alta tensione è stata portata qui negli anni del boom economico, quando a Milano c’erano ancora le fabbriche, e a Sesto San Giovanni i forni delle aziende siderurgiche sputavano un fumo capace di coprire il cielo per chilometri. Una situazione che il vicesindaco, Raffaele Corbetta, riassume così: «La città è diventata il punto di snodo tra l’elettricità prodotta in Valtellina e la pianura industriale. Dopo i piloni è arrivata anche la centrale di smistamento». Che si trova in via Galilei, a pochi passi da un asilo e una scuola elementare. Basta aprire le finestre della scuola per essere investiti dalle vibrazioni sprigionate dalla centrale elettrica. I piloni violano anche la segretezza di giardini, orti e cortili. In periferia, in via Frank, sotto i tralicci qualcuno ci ha ricavato un pollaio. «L’elettrosmog derivato dagli elettrodotti è pericoloso – osserva l’assessore Magni – ci sono studi che lo certificano. In più, la loro presenza pone dei vincoli su aree pubbliche: ogni volta che si deve approvare un progetto bisogna sottrarsi ai tentacoli dei piloni. La tecnologia per l’interramento già esiste, ma Terna non ha alcun interesse a realizzare questi interventi». Secondo uno studio condotto alcuni mesi fa da Arpa, in città non si supera mai la soglia di legge, fissata a10 microtesla. Parametri troppo alti per la Comunità scientifica internazionale. Lo Iarc di Lione (massima agenzia del settore) parla di "concreti rischi per la salute" già con una frequenza di 0,4 microtesla. «Valori che superiamo abbondantemente», puntualizza il vicesindaco.

Non per il giudice De Luca. Nelle motivazioni del giudice del Tribunale civile si legge che il Comune non è legittimato all’azione e che non ravvisa, pur se in chiave di tutela preventiva, l’esistenza del nesso di causalità tra esposizione ai campi elettromagnetici e leucemia infantile. «Sono motivazioni errate – replica Marcello Mazzola, il legale nominato dal Comune – in riferimento alla legittimazione del Comune, la giurisprudenza è di avviso contrario. Per quanto riguarda poi, l’esistenza sufficiente della causalità tra campi elettromagnetici e leucemia infantile è già stata consacrata dalla Iarc, ossia la massima autorità mondiale sul cancro, che ha appunto classificato i campi Elf come possibilmente cancerogeni». «Faremo ricorso e andremo avanti lo stesso – dice Raffaele Corbetta, vicesindaco di Brugherio –  Era uno scontro tra Davide e Golia, ma avevamo il dovere di tentarci. Abbiamo saputo che Terna sta portando avanti un progetto di interramento su diverse linee sparse su tutto il territorio nazionale. Speriamo, in un futuro non troppo lontano, di rientrare nei piani del programma. Di certo, la nostra città dovrà essere portata al pari delle altre. Quei cavi dovranno essere fatti sparire».

 

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