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Lo sport è la medicina contro la disabilità

11 Febbraio 2008

A 15 anni dall’incidente in moto che lo ha paralizzato, Alessio Tavecchio parla dell’Open Village che creerà a Monza con un Testimonial d’eccezione: Igor Cassina

 

«Mi ha salvato lo sport. Lo sport mi ha ridato la voglia di vivere, mi ha restituito la voglia di lottare, mi ha fatto ritrovare uno scopo nella vita». Quindici anni dopo l’incidente in moto che lo ha lasciato paralizzato su una sedia a rotelle, grazie allo sport Alessio Tavecchio è un uomo felice. Ora Alessio vuole usare la stessa "medicina" per curare tutti gli altri disabili che fanno fatica a ripensare e a reinventare il loro futuro. Creando a Monza un open village. Una vera e propria città aperta e senza barriere. Prima di tutto architettoniche. Dove un paratetraplegico da lesione midollare, alle prese con un improvviso e drastico cambiamento di vita possa sentirsi accolto in un gruppo di amici, proprio nel momento più difficile della sua vita. E dove l’esperienza quotidiana dello sport gli faccia capire quanto vale ancora la sua vita e gli faccia riscoprire il diritto all’unicità e all’autonomia di ogni essere umano. Testimonial di questa scuola di "riallenamento" alla vita e al reinserimento sociale, insieme allo stesso Alessio Tavecchio, sarà Igor Cassina, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atene del 2004 e simbolo dello sport pulito che vince solo con l’allenamento e la fatica. 

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Come sarà l’Open Village

Il terreno su cui sorgerà l’Open Village Monza è in via della Guerrina a vicino allo Stadio Brianteo e adiacente al PalaCandy, a Monza. La superficie sarà di oltre 16mila metri quadri. L’intera struttura sarà priva di barriere architettoniche. L’Open Village Monza sarà gestito da una fondazione. Ci sarà una piscina sportiva una palestra attrezzata, un ambulatori di medicina sportiva e un centro benessere con bagno turco, sauna, sale massaggio e solarium. Supporto ai disabili nella quotidianità della riabilitazione psico fisica, post traumatica e del reinserimento sociale. Si farà anche educazione stradale ai giovani, educazione alla sicurezza nelle scuole, oltre alla scuola di formazione per educatori alla sicurezza stradale.   Il progetto è sostenuto da Provincia, Regione, Comune di Monza, Banca Intesa San Paolo, Sodexho, Cisco, Sig, Astra, Stampa no problem, Novatex, Johnson control, Brianza Solidale, Inter club,  Fondazione della comunità di Monza e Brianza. Si può contribuire alla costruzione dell’Open Village effettuando una donazione attraverso un versamento sul C.C. postale numero 42450205 intestato a Fondazione Alessio Tavecchio onlus, oppure con un bonifico bancario presso Banca Intesa San Paolo CC 3500084 – ABI 3069 – CAB 20411 – CIN F. Infine, destinando, in occasione della denuncia dei redditi, il tuo 5XMille alla Fondazione Alessio Tavecchio onlus. Codice Fiscale 94572270158. {/styleboxop} 

Lunedì Cassina, Tavecchio e Marco Maroni, vice coordinatore del progetto hanno presentato nella sede della Cisco system di Monza – uno degli sponsor del progetto insieme a Regione Lombardia, Provincia di Milano e Comune di Monza – il serrato crono programma con cui saranno realizzati i lavori. «Nel maggio 2008 – ha spiegato Marco Maroni, uno dei responsabili dei lavori – sarà presentato il progetto definitivo. Nel maggio 2009 sarà posata la prima pietra. Tre anni dopo, il taglio del nastro. Costo: 18 milioni di euro»

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Lo sport è una rinascita

L’incidente motociclistico, l’esperienza del coma. E poi il risveglio sulla sedia a rotelle. Sembrava tutto finito. E invece ecco delinearsi di un nuovo modo di vivere. Alessio Tavecchio 37 anni, è un uomo nato due volte. La prima volta nel 1970. La seconda, nel 1993, dopo un terribile incidente stradale in modo.

Alessio, che cosa ricordi di quel terribile momento?

«Non ci crederai, ma il momento più terribile non è stato l’incidente, ma il dopo. Uscito dall’ospedale, rivedere i luoghi della tua vita, dove era rimasto come prima, tranne te. Non avevo più voglia di uscir di casa, non volevo vedere più nessuno, neppure gli amici. Sembrava tutto finito. E invece»

E invece?

«E invece lo sport mi ha fatto rinascere, mi ha ridato la vita, mi ha fatto scoprire che anche da una sedia a rotelle posso cambiare il mondo».  {/styleboxop} 

All’unisono, da Tavecchio e da Cassina, un inno al potere "terapeutico" dello sport come "elisir di felitict": «E’ un sogno che si realizza – ha commentato Alessio Tavecchio – Lo sport è fonte di vita e di felicità e nessuno, per nessun motivo, deve esserne escluso». «Credo che la pratica dello sport sia un diritto – gli ha fatto eco Igor Cassina – Anche per i disabili. L’esempio di Alessio per me è una fonte di ispirazione e un insegnamento vivente».

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