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L’Adiconsum contro la tassa scolastica che non è tale

12 Febbraio 2008

20080212_scuola.jpgL’associazione lancia un appello al ministro Fioroni perchè gli istituti informino le famiglie che il versamento non è obbligatorio. Molte le mail ricevute anche da Monza

 

Il contributo scolastico volontario non è obbligatorio, in quanto non è una tassa. A dirlo è l’Adiconsum, la sezione romana dell’associazione che riceve moltissime mail da famiglie, anche monzesi, che chiedono spiegazioni. In particolare ne arrivano da chi ha iscritto i figli al liceo classico "Zucchi" e allo scientifico "Frisi". Un contributo che va dalle 80 alle 100 euro, ma anche di più e che va pagato entro il 30 gennaio, data di scadenza delle prescrizioni, così come indicato dalle scuole nel modulo di iscrizione e rinnovo.

«La tassa è regolata dalla legge che esonera gli alunni in età di obbligo formativo e quelli appartenenti a famiglie disagiate – dichiarano dall’Adiconsum – Il contributo è definito dalla scuola. Nella legge Bersani (40/70) esso è considerato come "un’erogazione liberale a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado". La legge precisa inoltre che deve essere finalizzato all’innovazione tecnologica». E su questo fronte, forse varrebbe la pena di aprire un capitolo a parte per le famiglie, monzesi e non, che iscrivono i propri figli negli Istituti cittadini e che si trovano in realtà "costretti", dalle circostanze e dalla mancata informazione, a pagare quel contributo come fosse una tassa. L’associazione ha effettuato una microindagine, dopo aver ricevuto diverse segnalazioni, anche sui siti delle scuole verificando che in realtà il pagamento è considerato obbligatorio. «Anche se la nostra indagine è sommaria, risulta evidente la non correttezza, se non in alcuni casi, l’ingannevolezza dell’informazione comunicata dalla scuola», questa è la conclusione dell’Adiconsum che ha deciso di chiedere, proprio perché ritiene il comportamento non giustificabile dalle difficoltà di Bilancio in cui versano molti Istituti, al ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni di «attivarsi per una precisione in merito», ma chiede anche un’attiva partecipazione delle famiglie che possono: chiedere la rendicontazione dell’utilizzo del contributo versato, detrarre lo stesso dalla dichiarazione dei redditi.

L’associazione Consumatori rimane comunque a disposizione, con il servizio di consulenza on line o con le sedi territoriali. A Monza l’Adiconsum è presso la Camera del lavoro in via Aspromonte, angolo via Premuda.

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