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E’ nata l’Anpi di Monza e Brianza

26 Febbraio 2008

20080226_anpi.jpgEgeo Mantovani è stato nominato presidente onorario. In una sala Maddalena gremita di pubblico il discorso di Antonio Pizzinato, storico leader della Cgil che ha parlato dei valori della Costituzione e della Resistenza

 

E’ nata l’Anpi di Monza e Brianza: un’unica associazione di livello provinciale che coordinera’ tutte le 18 realtà partigiane sparse nei 50 comuni della futura provincia di Monza e Brianza. La nuova Anpi provinciale riunira’ 1.800 tra attivisti e simpatizzanti. L’assemblea costituente ha eletto il presidente onorario: l’ex partigiano Egeo Mantovani, 86 anni. E’ stato eletto anche il Consiglio direttivo che sabato nominera’ il coordinatore provinciale. Con ogni probabilita’ la scelta cadrà su Armando Pioltelli.

Tra i compiti dell’Anpi della Brianza c’e’ la tutela patrimonio di ideali testimoniati da nobili figure di partigiani come Alfonso Casati, Gianni Citterio, Achille Grandi, Giancarlo Puecher e Gian Battista Stucchi e testimoniato da oltre 8mila partigiani, 300 dei quali caduti. Tra gli altri impegni ci sono l’istituzione di sezioni locali dell’Anpi nei 32 comuni dove ancora non e’ presente, libri e pubblicazioni sull’antifascismo e la resistenza in Brianza, raccogliere documenti sui caduti antifascisti, fare un censimento delle lapidi che commemorano la resistenza, creare un sito internet dell’Anpi MB e cercare una nuova sede provinciale a Monza.

«Ora il compito dell’Anpi di Monza e Brianza – ha spiegato il presidente onorario e partigiano Egeo Mantovani – dovrà essere quello di diffondere tra i giovani i valori antifascisti, mantenendo vivi il senso dell’impegno civico per la libertà e la pace». A tenere a battesimo la neonata Anpi di Monza e Brianza un ospite d’eccezione: Antonio Pizzinato. Lo storico leader della Cgil – più di sessant’anni di militanza nel sindacato di sinistra – è stato accolto dagli applausi assordanti di una sala Maddalena gremita di partigiani e di iscritti all’Anpi. L’ex senatore, ora segretario regionale dell’Anpi Lombardia, ha parlato di valori della Resistenza, ma non solo.

«Certo oggi il compito dell’Anpi – ha detto Pizzinato – è quello di rendere più salde le convinzioni antifasciste, contrastando le teorie storiche revisioniste che all’insegna di un falso buonismo non vogliono vedere nei valori della Resistenza né vincitori né vinti. Ma il nostro compito non è solo quello di essere severi e rigorosi custodi del passato. Oggi, essere antifascisti vuol dire anche difendere la Costituzione dagli attacchi di chi ne vuole alterare i principi di libertà e democrazia che ne stanno alla base. Vuol dire lottare per cambiare la legge elettorale che il suo stesso promotore, Roberto Calderoli, ha definito "una porcata" e che per la prima volta, dal 1945, nega agli Italiani il diritto a scegliere i nomi dei propri rappresentanti in Parlamento. Vuol dire lottare perché i pensionati non vivano con 500 euro al mese, e i giovani – anche di 35 e 40 anni – abbiano ancora lavori precari e malpagati che non offrono loro la possibilità di iniziare un progetto di vita autonomo e di formare una famiglia. Oggi come ieri essere antifascisti vuol dire lottare contro ogni sopruso».

 

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