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Credito: l’Europa interviene a tutela del consumatore

20 Febbraio 2008

20090220_soldi.jpgCambiano le regole sul credito al consumo con l’obiettivo di creare un vero mercato unico del credito attraverso una migliore informazione ai cittadini

 

Cambiano le regole sul credito: l’Europa interviene a tutela del consumatore

Chi acquista una lavatrice, un’automobile o paga le vacanze con un prestito o un pagamento a rate ha da oggi una serie di diritti più solidi e validi in tutta Europa. Il Parlamento europeo ha infatti approvato le nuove regole sul credito al consumo, sancendo una serie di obblighi per le banche sull’informazione ai consumatori, la pubblicità, le fasi precontrattuali, per agevolare al cliente la ricerca dell’offerta più conveniente. Ad esempio, chi ricorre al credito avrà il diritto di recedere dal contratto entro due settimane senza giustificazioni, o di rimborsare in anticipo gli importi dovuti con un indennizzo limitato. Nei prossimi due anni i sistemi bancari dei vari Paesi europei, tra cui quello italiano ovviamente, dovranno adeguarsi alle nuove regole.

La nuova normativa si applica ai crediti compresi tra 200 euro e 75.000 euro, ma non a quelli garantiti da un’ipoteca sui beni immobili e terreni. L’obiettivo della misura è la creazione di un vero mercato unico del credito ai consumatori. Ad oggi, infatti, tale mercato è frammentato nei 27 mercati nazionali dei vari Paesi, il che impedisce ai consumatori e ai creditori europei di effettuare offerte e contratti transfrontalieri, che rappresentano solo l’1% del volume totale, con limiti notevoli per il consumatore.

La corretta informazione del consumatore è uno dei principi cardine della nuova normativa, in particolare prima della conclusione di un contratto di credito. Tra le informazioni che devono essere presentate «in forma chiara, concisa e graficamente evidenziata con l’impiego di un esempio», figura il tasso debitore (fisso o variabile, corredato delle spese addebitate), l’importo totale del credito, il tasso annuo effettivo globale, la durata del contratto e l’importo totale che il consumatore è tenuto a pagare e l’importo delle rate.

Per quanto riguarda la fase precontrattuale, invece, il creditore deve fornire al consumatore, prima che questo sia vincolato dal contratto o da un’offerta, le informazioni necessarie per raffrontare le varie offerte, così da permettergli di prendere una decisione con cognizione di causa. Tali informazioni, devono essere fornite mediante un modulo standard uguale per tutta l’UE che comprende informazioni sul tipo di credito, l’identità e l’indirizzo del creditore, l’importo totale del credito e le condizioni di prelievo e la durata del contratto di credito.

Delle disposizioni specifiche riguardano gli obblighi di informazione precontrattuale relativi ad alcuni contratti di credito sotto forma di concessione di scoperto e ad alcuni contratti di credito specifici.

La nuova direttiva stabilisce che il consumatore dispone di un periodo di quattordici giorni di calendario per recedere dal contratto di credito «senza dare alcuna motivazione». Uno altro punto dei più controversi della direttiva riguardava il diritto di rimborso anticipato, in base al quale il consumatore ha il diritto di adempiere in qualsiasi momento, in tutto o in parte, agli obblighi che gli derivano dal contratto di credito. In tal caso, egli ha diritto ad una riduzione del costo totale del credito, che comprende gli interessi e i costi dovuti per la restante durata del contratto.

In caso di rimborso anticipato, il creditore ha diritto a un indennizzo, equo e oggettivamente giustificato per eventuali costi direttamente collegati al rimborso anticipato. L’indennizzo, inoltre, non potrà superare l’1% dell’importo del credito rimborsato in anticipo, se il periodo che intercorre tra il rimborso anticipato e lo scioglimento previsto dal contratto di credito è superiore a un anno,e  di 0,5% se il periodo è inferiore all’anno.

In Europa, il credito al consumo rappresenta il 18% dei ricavi lordi delle banche e il mercato ammonta a più di 800 miliardi di euro, con una crescita annua media dell’8%. Secondo dati della Banca Centrale Europea, il tasso medio dei tassi di interessi della zona euro varia da un minimo del 6% in Finlandia al 12% del Portogallo. In Italia è stato del 9,4%.

Tra i contratti di credito esclusi dalla nuova normativa ci sono quelli di locazione o di leasing che non prevedono obbligo di acquisto, la concessione di scoperto da rimborsarsi entro un mese e i crediti che non prevedono il pagamento di interessi o altre spese. Sono anche esclusi i crediti concessi dal datore di lavoro ai dipendenti senza interessi o a tassi preferenziali, quelli relativi alla dilazione, senza spese, del pagamento di un debito esistente e quelli concessi, senza interessi o a tassi di favore, a un pubblico ristretto con finalità di interesse generale.

Se le classiche carte di credito rientrano nel campo d’applicazione della direttiva, ne sono invece escluse le carte di debito differito, che prevedono il rimborso del credito entro tre mesi e le cui spese sono irrilevanti (carte ricaricabili).

 

Matteo Fornara

Rappresentanza a Milano della Commissione Europea

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