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Brianza, terra di poeti e filosofi

6 Febbraio 2008

20080207_palazzo-borromeo.jpgAl Festival delle Città Possibili ,il racconto  di chi ha lavorato sul territorio. L’esperienza di Cesano Maderno con la sua "nicchia" universitaria 

 Nella nostra civiltà tecnologica, materialistica, arida, che spinge ognuno di noi alla ricerca spasmodica di un tornaconto economico, può la poesia trovare il suo spazio? Può la parola poetica tornare ad avere un ruolo centrale volto a consentire all’uomo di riappropriarsi della sua dimensione spirituale, creativa?
Sembra questa la sfida dei giovani poeti, come ha messo in evidenza Dome Bulfaro, direttore artistico della rassegna itinerante PoesiaPresente che in due anni di lavoro ha saputo risvegliare interesse sulla poesia contemporanea attraverso le performance poetiche di giovani artisti. Durante il suo intervento a Vimercate, in occasione del convegno "Città possibili" sul tema della Cultura, Dome Bulfaro ha puntato l’attenzione sulla difficoltà di far capire al pubblico italiano che la storia poetica della nazione non si è fermata a Montale ma è andata oltre e prosegue. Magari in rivoli nascosti, sotterranei, poco conosciuti, ma che resistono, robusti, agli attacchi di un mondo che appare indifferente alla Parola e dunque alla relazione profonda. «Il nostro obiettivo – ha precisato Dome Bulfaro – è fare in modo che i giovani artisti contemporanei possano misurarsi anche in questo territorio trovando gli spazi adeguati e interlocutori sensibili. Noi intendiamo fare azione culturale che non si limiti all’eventismo. Per questo non abbiamo proposto semplicemente una serie di incontri ma abbiamo preferito puntare ad un’azione permanente. Produciamo, rassegne, video, serate, cataloghi, libri. La finalità è quella di poter aprire sul territorio, entro il 2009, un centro di poesia che sia riferimento per la Brianza e non solo».
La difficoltà di relazioni sul territorio e di dialogo costruttivo con le istituzioni è l’argomento al centro dell’intervento di Marcello Arosio di AreaOdeon. «Il nostro è un lavoro di soli due anni in Brianza  – ha spiegato Arosio – ma ha richiesto molti sforzi. Ci siamo accorti che è difficile trovare l’interlocutore giusto oppure se sei fortunato, lo trovi ma è un caso fortuito, episodico, lasciato alla sensibilità e all’impegno del singolo. Non c’è ancora un sistema strutturato disponibile ad accogliere iniziative e sollecitazioni culturali tout court».
In realtà è andata meglio del previsto perché dopo un primo progetto artistico realizzato a Lissone, Area Odeon ha trovato la disponibilità delle Ferrovie dello Stato che hanno messo a disposizione l’intero primo piano della Stazione di Monza per accogliere iniziative artistiche. «Il problema vero è che le istituzioni hanno tolto fiducia ai cittadini occupando tutti gli spazi disponibili. Per cui o trovi la persona giusta con cui parlar,  o muoverti sul territorio diventa uno sforzo inimmaginabile. Dovrebbero comprendere che l’arte va oltre ogni colore, è oltre ogni divisione politica o partitica. E’ arte e come tale ha bisogno di muoversi liberamente per dare i suoi frutti» ha concluso Arosio.
Ma in Brianza ci sono anche esperienze positive in ambito culturale come quella della rassegna "Abitatori del Tempo" che promuove incontri con i filosofi moderni, ideata da Rosanna Lissoni assessore alla Cultura di Villasanta.
Così come in Brianza ha trovato casa addirittura una Facoltà di Filosofia come quella del San Raffaele che, come ha illustrato Erasmo Storace, quest’anno si appresta a lanciare la prima "Festa della Filosofia e dell’editoria filosofica" in programma in autunno a Palazzo Borromeo in Cesano Maderno (foto).
Si accinge ad un progetto ambizioso il primo nucleo di soci della Casa della Cultura, idea ancora in gestazione. «Siamo partiti dall’analisi dell’esistente – ha spiegato il giornalista Diego Colombo – La Brianzia è un territorio ricco di associazioni e sodalizi culturali ma, appunto, troppo ricco. Ovvero è una realtà frammentata che spesso non riesce ad incidere in modo significativo. Troppi gruppi piccoli con poche risorse e quindi con poche possibilità di creare proposte coinvolgenti. Abbiamo dunque pensato che sia necessario un lavoro di sintesi». Insomma si tratta di lavorare selezionando le esperienze d’eccellenza, mettendo insieme le idee e i percorsi per offrire un punto unico di incontro, di sostegno e promozione della cultura sull’esempio della Casa della Cultura di Milano. Decisamente un’altra sfida affascinante per questo territorio alla ricerca di una identità, non solo culturale.

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