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Ato Monza e Brianza: una realtà concreta

18 Febbraio 2008

20080218_acqua.jpgOra partiranno i lavori di ricognizione della rete idrica. Il traguardo da raggiungere è arrivare ad essere operativi entro le elezioni del 2009con la gestione del ciclo integrato delle acque

 

Era già ufficiale, ora partiranno i lavori veri e propri: di ricognizione della rete idrica e di salvaguardia dell’oro blu. Con la nascita di Ato Monza e Brianza, si aggiunge un altro tassello alla creazione della Provincia.

Il compito del consorzio Ambito Territoriale Ottimale non è semplice: arrivare ad essere pienamente operativi entro le elezioni del 2009. «È utile proseguire la campagna informativa sull’uso dell’acqua e della propria importanza, contro gli sprechi. Il consorzio nasce per tutelare l’acqua, la sua rete distributiva e l’erogazione», chiarisce Cesare Boneschi assessore alle Attività partecipate. Suo il ruolo di caposquadra all’interno dello stretto comitato che dovrà portare a pieni giri la nuova struttura di controllo e gestione dell’acqua. L’Ato per il servizio idrico integrato nato a seguito dell’istituzione della Provincia di Monza e Brianza, che sarà attivato con le elezioni amministrative del 2009, ha deciso di ridurre a due le aree omogenee di cui si compone l’ambito della provincia di Milano e conseguentemente, con il medesimo atto, di indicare che l’erogazione del servizio idrico verrà affidata a due società. Per il territorio brianzolo il compito spetterà a Brianzacque Spa e a una serie di altri enti, tra cui Alsi, Cap Gestione, Agam e Gestione Servizio Desio Spa.

Nello specifico, sono numerosi i compiti che vengono assegnati a Ato: valorizzare e salvaguardare la quantità e la qualità dell’acqua. Rimuovere i fattori che potrebbero causare diseconomia nella produzione di servizi e nella qualità del prodotto erogato all’utenza. Ottimizzare la politica tariffaria, che dovrà essere unica per l’intero ambito della Brianza, «riducendo le perdite e superando la frammentazione gestionale», come ha voluto sottolineare Boneschi. Tra gli altri obiettivi, il meno trascurabile riguarda la tutela dei cittadini meno abbienti da attuare attraverso meccanismi di compensazione tariffaria.

«L’Ato si presenta come il primo vero momento istituzionale della futura provincia – dichiara l’assessore alle attività partecipate – Un consorzio che deve gestire in proprio le risorse del territorio. D’ora in avanti, nel campo delle risorse idriche, ci autodeterminiamo, prendiamo decisioni in totale autonomia».

 

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