20 Settembre 2021 Segnala una notizia

Apre in Brianza un rifugio per donne vittime di violenza

21 Febbraio 2008

20071115_violenza_sulle_donne.jpg Il sogno del Centro Aiuto Donne Maltrattate si è realizzato: un alloggio ora può accogliere chi deve fuggire dal partner perchè maltrattata

 

Una casa per difendersi dalla violenza. Finalmente il sogno delle donne del Cadom (Centro Aiuto Donne Maltrattate) diventa realtà: anche in Brianza è pronto un alloggio per accogliere le donne costrette ad allontanarsi dal partner violento. Il progetto "Casa dolce casa: uno spazio d’accoglienza per donne vittime di violenza" è un’iniziativa pensata e promossa dal Cadom e da altre organizzazioni che operano per il benessere dei soggetti fragili e in difficoltà sul territorio di Monza e della Brianza. «Il progetto – racconta Franca una delle volontarie Cadom e responsabile della casa – è stato presentato il 30 aprile scorso in risposta al bando della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza. Così abbiamo ottenuto una quota di finanziamento per l’avvio di uno spazio dove accogliere queste donne e i loro figli». La proposta di trovare un alloggio per donne maltrattate è stata subito accolta da altri organismi che hanno firmato un protocollo d’intesa per realizzare il progetto: Azienda speciale consortile Offertasociale, Assemblea territoriale del Terzo settore, Coordinamento Territoriale del Volontariato, Asca (agenzia sociale per la Casa), Caritas Decanale di Vimercate, Psiche Lombardia e Consorzio Comunità Brianza. «Il lavoro è durato un anno- continua Franca– siamo partite  con una indagine del territorio attraverso la collaborazione dei Comuni e dei servizi sociali del Piano di zona. Come Cadom abbiamo così individuato 46 casi di donne maltrattate che avevano bisogno di un rifugio. I servizi sociali territoriali hanno riscontrato altri 36 situazioni gravi. Si tratta soprattutto di donne nella fascia di età tra i 20 e i 40 anni con figli minori. Le richieste di allontanamento erano già state presentate e le operatrici sociali erano alla ricerca di soluzioni abitative dove trasferire queste donne». Una volta compreso che trovare almeno un appartamento dove far convivere alcune donne con i loro figli era una necessità vera, concreta, si sono cercati i fondi per pagare l’affitto e un servizio di supporto attualmente garantito da due psicologhe e due volontarie. Il finanziamento maggiore è arrivato dalla Fondazione Comunità Monza e Brianza seguito da un contributo della Provincia di Monza e Brianza e poi tante piccole cifre da parte delle volontarie del Cadom. «Resta in Brianza il problema di trovare appartamenti adeguati per questo tipo di progetto – chiarisce Franca- non è stato facile individuare lo spazio utile e soprattutto chi fosse disposto ad offrirlo. Tante persone avevano paura di ciò che potrebbe capitare. Perché il luogo è e rimane segreto ma si teme che il marito violento torni a cercare la donna e i figli con non si sa quali conseguenze. Speriamo però di poter garantire altri alloggi in futuro sul territorio della Brianza visto che ci sono a disposizione ben 50 Comuni».

Ciò che conta per le donne del Cadom è comunque aver messo una prima pietra per dare nuovo slancio ad un lavoro in difesa delle donne iniziato nel 1996 e che ha dato ottimi risultati. «Certo c’è la fatica quotidiana della donna che deve ripercorrere la propria storia e capire perché è attirata da uomini violenti – precisa Franca – è un percorso di autoanalisi e presa di coscienza di sé lungo, difficile, doloroso ma è il solo che possa garantire alla donna il recupero della propria autostima e autonomia. Sono tante le donne che ce l’hanno fatta e ancora, a distanza di anni, ci telefonano e ci ringraziano per esserci prese cura di loro offrendo un’opportunità di crescita sana ed equilibrata  ai loro figli. Purtroppo spesso i bambini sono esposti alla vista della violenza con la conseguenza che poi la riproducono nei rapporti con le loro donne diventando a loro volta maltrattatori. Negli ultimi anni infine stiamo assistendo ad un incremento di figli che picchiano le madri». Si tratta di situazioni che in Brianza sono in aumento. Nel solo 2006 il Cadom è stato contattato dalle vittime in 586 casi tra telefonate e colloqui d’accoglienza. Su 408 situazioni di maltrattamento dichiarato quello psicologico è il più diffuso (144), segue quello fisico (119), economico (67), sessuale (33). Purtroppo però solo 190 sono le donne che hanno deciso di denunciare la violenza.

Condividi questa notizia

Facebook & Newsletter

Cliccando sulla Pagina Facebook Ufficiale di MBNews e mettendo "MI PIACE" ti aggiorniamo in maniera esclusiva ed automatica su tutte le NEWS. Se vuoi beneficiare delle nostre promozioni e degli sconti che i nostri clienti riservano a te, iscriviti subito alla Newsletter.
Redazione
La redazione di MB News è composta da giornalisti professionisti e pubblicisti. Il direttore è Matteo Speziali col quale ogni giorno chi collabora con il giornale si confronta per offrire a voi lettori un giornale di giorno in giorno più interessante e più vicino a voi. Se avete qualche bella storia da raccontarci o se volete denunciare un fatto chiamate lo 039361411 oppure scrivete a [email protected] .


Articoli più letti di oggi