24 Novembre 2020 Segnala una notizia

Un altro morto sul lavoro in Brianza

22 Novembre 2007

20070412cantiere.jpgIl sindacato accusa: le leggi ci sono ma non vengono rispettate. Poca formazione dei responsabili alla sicurezza e dei lavoratori

La Brianza piange un altro morto sul lavoro. Venerdì 16 novembre, Salvatore Galliotti, 54 anni, è deceduto dopo essere stato travolto da un container pieno di materiale ferroso, all’interno della Grandi Spedizioni Veloci srl, un’azienda di logistica di Desio, in via Rossini 139. L’uomo, che non era dipendente della ditta, era arrivato sul posto con il suo furgone ed era sceso per caricare della merce.
Con lui sono 8, dallo scorso gennaio, le persone che hanno perso la vita lavorando nel nostro territorio. Una cifra inaccettabile, come inaccettabili sono i continui incidenti che continuano a verificarsi nelle aziende brianzole. L’ultimo proprio pochi giorni prima del tragico fatto di Desio: martedì 13 novembre, alla Babcock Wilson di Cavenago di Brianza, tre operai hanno rischiato di morire carbonizzati all’interno di una caldaia, nella quale si trovavano per delle operazioni di saldatura. Si sono salvati solo grazie alla prontezza di un collega, che è riuscito a tirarli fuori di peso non appena sono divampate le fiamme. Sono comunque stati ricoverati in ospedale con ustioni di varia entità.

«Le leggi che tutelano la salute e la sicurezza sul lavoro ci sono – dicono Michele Giandinoto, segretario Cgil Brianza e Simone Cereda di Sportello ambiente, salute e sicurezza Cgil Brianza – Soltanto lo scorso agosto, abbiamo salutato con soddisfazione l’approvazione della legge 123/07, che integra il Dlgs 626/94 potenziando il ruolo dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza e degli organismi paritetici e sottolineando la responsabilità del datore di lavoro, anche quando all’interno della sua azienda operano lavoratori esterni, come nel caso di Desio». E che affida al Governo la delega per stendere un nuovo testo unico sulla sicurezza.
«Tutte queste normative, però – dicono Giandinoto e Cereda – continuano evidentemente a non essere rispettate. Per negligenza, per superficialità, per l’ignoranza che porta molti datori di lavoro a credere che si possa risparmiare sulla sicurezza dei lavoratori».

Lo sportello Ambiente, salute e sicurezza della Camera del lavoro di Monza e Brianza, continua e continuerà a lavorare affinché il diritto alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro sia garantito a tutti i lavoratori. La strada maestra, nel perseguire questo obiettivo, è sempre quella della prevenzione, innanzitutto attraverso la maggiore formazione dei responsabili della sicurezza e dei lavoratori sui rischi specifici.  Ma occorrono anche maggiori controlli, maggiore severità nell’applicazione della normativa vigente, che troppo spesso viene ignorata, con conseguenze drammatiche.
«Su questo abbiamo già avanzato delle proposte, attraverso un documento unitario, ai soggetti e all’ autorità competenti preposte – concludono i due sindacalisti – Lo sciopero generale contro gli infortuni e le morti bianche svoltosi in Monza e Brianza il 14 di giugno di quest’anno potrà ripetersi con più determinazione, se non dovesse  invertirsi la tendenza e se non si dovesse arrivare a una drastica riduzione del numero degli infortuni»

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