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Fuori tempo massimo

9 Novembre 2007

20071105_protesta-iv-nov3.jpgIl sindaco dirama un comunicato per giustificare gli “onori” al gerarca fascista Aldo Tarabella. Una dichiarazione che giunge tardi e che non va al cuore del problema

In relazione agli articoli apparsi sulla stampa relativamente alla giornata del IV novembre, il Sindaco di Monza Marco Mariani ha fatto diramare dal suo ufficio stampa un comunicato per spiegare il suo gesto di inginocchiarsi, in occasione del IV Novembre, sulla tomba del gerarca fascista Aldo Tarabella:
La mia visita al Cimitero in occasione del IV novembre alle tombe dei caduti di guerra è un atto dovuto. Quando sono all’interno di un Campo Santo non conosco posizioni politiche e non faccio distinzioni umane. Per chi ha fede questa materia appartiene soltanto a chi ci guarda dall’alto; gli altri si regolino come meglio gli pare. Per quanto mi riguarda ho sempre recitato l’Eterno Riposo senza distinzioni di razza e appartenenza politica e non ho nessuna intenzione di cambiare oggi. La mia visita al Cimitero ha voluto essere un omaggio a tutti i caduti di tutte le guerre, non certo un segnale di simpatia verso qualsivoglia parte politica. Si è creata una polemica inutile con un obiettivo strumentale, quello sì, politico“.

La nota di Mariani, oltre a essere abbondantemente tardiva, non spiega nulla.

Non spiega chi e perché ha scelto proprio la tomba di un gerarca fascista, non un combattente della Repubblica di Salò, per rendere omaggio ai “caduti di tutte le guerre”. Tarabella fu un fascista della prima ora, considerato tra i più duri; sicuramente tra quelli che spinsero Mussolini, dopo il delitto Matteotti, ad intensificare la repressione contro i rappresentanti di quel poco di opposizione che restava in Italia contro il fascismo che si avviava a diventare regime dittatoriale.

Tarabella morì nel 1929, non nel 1918 o nel 1944. Non è un caduto di guerra ma uno dei responsbili delle bastonature dei leader politici e sindacali, così frequenti negli anni ’20.

Mariani ha sbagliato una prima volta a fidarsi di chi lo ha consigliato a compiere quel gesto; ha sbagliato ancora a diramare quella nota che non spiega nulla, sbagliando sia nei tempi che nel merito della questione.

Mariani, della cui buona fede pur non dubitiamo, ha peccato di leggerezza in una vicenda assai delicata perché coinvolge i valori fondanti della nostra Repubblica, nata dalla Resistenza contro il  nazifascismo. E ha peccato di faciloneria, non rendendosi conto che, compiendo quel gesto, ammantato della fascia tricolore di sindaco, rappresentava in quel momento tutti i monzesi, la maggior parte dei quali, anche molti di quelli che lo hanno votato, non può condividere il suo gesto. Farebbe meglio ad ammettere di avere sbagliato e a chiedere scusa. Quando, finalmente, sarà convocato il prossimo Consiglio comunale, il sindaco di Monza avrà l’occasione di mostrare davvero di cha pasta è fatto.

La nostra stima pesonale nei suoi confronti ne sarebbe accresciuta. E anche quella politica.

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