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San Donato: commercianti sul piede di guerra

11 Ottobre 2007

20071011__sottopasso022.jpg Gli esercenti chiedono il ripristino della viabilità o una soluzione "tampone" all’incrocio tra via Buonarroti e viale delle Industrie 

 

 

Commercianti sul piede di guerra nel quartiere San Donato. Chiedono a gran voce il ripristino della viabilità che incrocia via Buonarroti con il viale delle Industrie e non sentono ragioni di sorta; vogliono una risposta almeno parziale. Una risposta concreta ai loro problemi, non politica, in attesa della fine dei lavori per la realizzazione della rotatoria che sono tuttora fermi. La ragione del blocco dei lavori risiederebbe, secondo l’Amministrazione, nel mancato finanziamento da parte della Regione Lombardia del 50% del costo dell’opera. Contributo che sarebbe stato negato perché il Pirellone finazia solo i progetti e non le opere già in corso di realizzazione.

«Ci era stato promesso che entro fine anno i lavori erano finiti – dice Paolo Duranti – Invece è un anno e mezzo che siamo qui e siamo tagliati fuori da tutto». I commercianti hanno visto diminuire il flusso di auto e quindi anche i passaggi dei clienti: «Io ho perso il 50 per cento dei miei clienti – racconta Pietro Puleo titolare del distributore di via Buonarroti – Non è possibile andare avanti così». Stesso problema anche per l’ortolano e per la rivendita di auto: «Noi abbiamo l’officina per l’assistenza tecnica – spiega Maurizio Folliero della Lombarda motori 3 – Come facciamo con i clienti? Devono fare il giro del mondo per arrivare da noi». Difficoltà anche per i residenti, non solo per chi si immette sul viale delle Industrie, ma anche per chi deve attraversare quel viale: nessuna sicurezza per i pedoni e la passerella non viene utilizzata.

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Tutta colpa della divisione in lotti di intervento

Per l’assessore alle Opere pubbliche Osvaldo Mangone tutti i problemi nascono dalla decisione  di dividere l’opera in due lotti. Se l’opera non fosse stata data in appalto i 4 milioni di euro del finanziamento regionale sarebbero arrivati. «Adesso abbiamo fatto una nuova richiesta per il secondo lotto dei lavori – ha spiegato – Il progetto è valido e la rotatoria si completerà, lo stanziamento in Bilancio rimane inalterato». Ma fino a quando arriveranno i soldi dal Pirellone non partirà nessun appalto. «Adesso è però fondamentale trovare una soluzione tampone e dare una risposta ai commercianti – ha continuato – E magari cercare di ottenere anche qualche finanziamento dalla Provincia». A questo proposito l’assessore lancia un appello alle fila delle minoranze per avere "udienza" dall’assessore provinciale: «In fondo si tratta di un’opera che interessa l’intera città, sono 4 mesi che chiedo un appuntamento e non ho risposta». {/styleboxop}

«Il problema c’è soprattutto per gli anziani, è troppo alta, è inagibile per loro – aggiunge Antonio Ruscelli – Non può usarla chi è in carrozzina o in bici. Io abito in via San Donato e non è possibile che per venire a lavorare in via Buonarroti devo fare il giro di tutto il quartiere». La pazienza degli esercenti di via Buonarroti sta arrivando al limite. «Ci era stato detto che ci avrebbero ridotto le tasse –  fa presente Ruscelli – Adesso non ne parla più nessuno». Di perdite economiche ne hanno subite diverse, ma il disagio lo sentono anche i residenti: «Dicono che non aprono la rotatoria per questioni di sicurezza viabilistica – dice Marco Mancinelli – Ma basterebbero dei correttivi per la sicurezza dei pedoni». In due parole: una soluzione e subito.

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L’ex assessore dice la sua

«L’assessore Mangone deve semplicemente impegnarsi per ottenere il finaziamento della Regione Lombardia, amministrata dalla sua stessa parte politica, per il secondo lotto dei lavori». Questo il pensiero dell’ex assessore alle Opere pubbliche Antonio Marrazzo che punta il dito su un atteggiamento "scorretto" della Regione in tutta la vicenda. «Io ero tornato alla carica per chiedere tutto il finanziamento; cosa vuol dire che non si finanzia l’opera perché è già stata appaltata? Rimane comunque una questione di interesse sovracomunale». In altre parole se l’assessore Osvaldo Mangone non riuscirà ad ottenere il finanziamento sarà «perché significa che alla Regione non interessano i problemi di questo territorio». Marrazzo esprime anche piena solidarietà con i commercianti ma i tempi dei lavori si sono allungati per una serie di imprevisti legati agli interventi sui sottoservizi: «Abbiamo avuto la richiesta della Snam di realizzare una speciale protezione per la condotta del gas». Da qui gli interventi di Agam, Enel e così via che hanno avuto il risultato di rallentare il cantiere. {/styleboxop}

L’Amministrazione ha pensato per loro a due ipotesi di soluzione "tampone" in attesa del completamento dell’opera: una serie di semafori che ripristinerebbero in sostanza la vecchia viabilità (prima dell’apertura del cantiere) o la creazione di una corsia per cambiare il senso di marcia con vari raccordi verso la via. In questo secondo caso, sarà messo in sicurezza l’attraversamento per i pedoni. L’assessore ai Lavori pubblici ha però chiesto anche il parere alla circoscrizione 2 che si riunirà il 29 ottobre per esaminare la questione. Mangone ha spiegato che entro i prossimi 70 giorni il primo lotto dei lavori sarà concluso e l’opera consegnata. Entro lo stesso termine la soluzione "tampone" sarà resa operativa. «Tra le due ipotesi sceglieremo quella più conveniente dal punto di vista economico – ha spiegato l’assessore – Ma anche quella più funzionale dal punto di vista viabilistico».

«Ma se la circoscrizione non dovesse accettare una delle due soluzioni allora scendiamo sul piede di guerra» ha concluso invece Duranti. In altre parole se ci fossero altri intoppi e se i tempi andassero oltre il primo dicembre ipotizzato, saranno gli esercenti a bloccare la strada, proprio all’incrocio con il viale delle Industrie.

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