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Monza e Brianza nella morsa delle auto

31 Ottobre 2007

20071102_vialelombardia.jpg I dati relativi al parco veicoli circolante, forniti dal Pubblico registro automobilitico, dicono che ci sono quasi due auto per famiglia. In aumento anche i motoveicoli 

 

Non ci sono dubbi: l’automobile è il mezzo di trasporto più amato dai brianzoli. Lo dicono chiaramente i dati del Pubblico Registro Automobilistico (PRA) che, ha chiuso il 2005 con un saldo di ben 450 mila veicoli iscritti al, su una popolazione di 767 mila abitanti e 307 mila famiglie; questo significa che in Brianza ogni famiglia – composta mediamente, si noti, da 2,5 membri – dispone mediamente di 1,47 auto. In termini più semplici, ci sono sei auto ogni dieci abitanti.

Del resto secondo i dati forniti dall’ufficio statistica del comune di Monza sulla base delle iscrizioni al PRA, che considerano il decennio 1996-2005, il dato è in costante crescita. Si registra solo nel 2004 un calo, dovuto tuttavia al numero sorprendentemente elevato di radiazioni d’ufficio per i veicoli che non hanno pagato la tassa automobilistica per almeno tre anni consecutivi, come indica una nota elaborata dall’Automobile Club d’Italia riportata in apertura del documento.

Nella sola Monza, dalle 69 mila autovetture iscritte al registro pubblico nel 1996 si passa a quota quasi 74 mila nel 2005, tutti dati rilevati al 31 dicembre. L’aumento risulta di 550 unità l’anno, mentre è costante il numero di autovetture per famiglia, che oscilla tra 1,43 e 1,46, in accordo col dato brianzolo.

Varia invece significativamente il rapporto che esprime il numero di motocicli per residente, che passa dallo 0,71 del 1996 al più recente 0,79. I valori assoluti per questo mezzo di trasporto vedono i numeri quasi raddoppiati, dai 7 mila mezzi del 1996 agli oltre 12 mila del 2005. Sembrerebbe quindi consolidarsi una tendenza, già in atto da diversi anni che indicherebbe una conversione dei monzesi alle due ruote, più agili per il trasporto nel traffico delle ore di punta. In realtà i motocicli, nella maggior parte scooter, vanno ad aggiungersi alle auto: lo si nota in particolare durante la stagione autunno-inverno e ancor di più nei giorni di pioggia quando la maggior parte dei motociclisti lascia le due ruote in garage e si reca al lavoro in auto. Il risultato sono i cospicui ingorghi che si formano fin dalle prime ore del mattino sulle maggiori direttrici stradali  e all’ingresso di Monza, e poi si riversano all”interno della città.

Passando alla classificazione europea degli automezzi, quelli maggiormente diffusi sono di classe Euro 3, col 32% del totale. Sono però ancora molto numerosi i veicoli classe Euro 0 che, alla fine del 2005, assommavano a oltre il 13% del parco circolante. Questi sono i mezzi sottoposti al divieto di circolazione imposto dalla Regione Lombardia dai primi di ottobre fino a primavera inoltrata. Si dovrebbe quindi presumere che questi veicoli non circolino nella fascia tra le 8 del matino e le 20: ma i controlli sono quasi inesistenti e solo sporadicamente le varie Polizie locali effettuano controlli in proposito, ciò che vanifica di fatto gran parte degli effetti del decreto antismog.

Curioso infine il dato sugli autobus: 453 in tutta la Brianza, di cui 135 a Monza, su una popolazione complessiva che come si è detto di aggira intorno ai 767 mila abitanti. Decisamente scarso il rapporto autobus per abitante quindi, che da un lato conferma la carenza dei mezzi pubblici generalmente sentita tra chi ne fa uso e dall’altro spiega anche perchè la preferenza dei brianzoli è data ai mezzi di trasporto privati, con particolare affezione per le auto. Con buona pace dei cambiamenti climatici e delle interminabili code per raggiungere i luoghi di lavoro.

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