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Graziano Negri: colore, gestualità, materia

13 Ottobre 2007

20071012-negri.jpg Da SpiraleArte la nuova mostra dell’artista nato in Libia, fra classicismo e contemporaneità, colature e reazioni chimiche

 

Colore, gestualità, materia. Questi i tre elementi da cui si viene investiti entrando alla mostra “Attraverso” di Graziano Negri, inaugurata il 6 ottobre in via Vittorio Emanuele 44 dalla galleria Spirale Arte di Monza.

Dalla scheda biografica sappiamo che l’artista, nato in Libia ad Azzahra nel 1957, sin da giovanissimo si avvicina all’arte frequentando gli ambienti della pittura “Analitica”, per poi intraprendere un percorso personale autonomo “molto ricettivo rispetto all’universo contemporaneo”.

All’interno dell’esposizione, l’astrattismo di Negri si snoda tra il classicismo e la contemporaneità, a partire dalla ricerca sulla luce che tanto evoca le calde luminosità di Rembrandt, guidate dal prevalere del giallo sui toni scuri, fino ad approdare a mescolanze contrastate di supporti verdi, rubati alla quotidianità moderna, come delle scaffalature in ferro, dipinte con resine materiche dense, sature di pigmento rosso.

20071012-negri-01.jpgDal colore e dalla materia scaturisce la sensazione della ciclicità della pittura di Negri.
Egli si concentra infatti su gruppi di pochi colori, come i rossi e i bianchi e sperimenta gli stessi in modo alchemico, giocando su densità e viscosità del colore, ma anche e soprattutto sulle reazioni chimiche tra quest’ultimo e i metalli, che ossidando mutano radicalmente l’aspetto della tela.
È così che ci si sofferma di fronte ad un bianco che vira in verde grazie alla miscela di resina e rame sottostante.
In questa chimica dei colori assume grande importanza il tempo in un duplice senso.
Il tempo è infatti il compagno più stretto dell’esecutore che gioca con tempi di asciugatura e conseguente colatura dei colori, sfruttando il tempo della mescolanza e quello della reazione chimica.
D’altro canto il tempo porta in commercio sempre materiali nuovi che l’artista sfrutta e  fa propri al fine di ottenere nuovi straordinari risultati nella sperimentazione personale.

Fosforescenza e trasparenza sono le regine della seconda parte della mostra, allestita nella penombra di poche luci sapientemente indirizzate su bianchi contrastati che rivelano il loro predominio sulle eleganti trasparenze del rosso.
Interessante come la sperimentazione sulla luce riveli essere la dicotomia tra trasparenza e forza impositiva del colore una falsità.

D’altro canto l’artista, con i suoi viola e blu ammonisce.
Luce non è solo bianco, ma ogni colore che con essa si confronta, si accende e vive in un continuo rimando di luminosità, instillando nella mente di chi guarda la consapevolezza che l’uno viva nell’altra in un rapporto indissolubile al quale l’esistenza di entrambi è strettatemente legata.

La mostra, visionabile dal martedi alla domenica dalle ore 11.00 alle 19.00 fino all’11 novembre, è da non perdere per concedere alla propria mente un momento di vivacità intellettuale al di là di concetti precostituiti e per gustare tanta sperimantazione e competenza.

Prossimo appuntamento con l’artista e le sue opere presso la collettiva di Palazzo della Ragione a Mantova in marzo 2008. 

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