28 Novembre 2020 Segnala una notizia

Pagliari: «Non mi hanno chiesto i play off»

29 Settembre 2007

20070929_pagliari.jpgParla il nuovo allenatore del Monza: «Non siamo da primi posti. Bisogna riportare serenità in un ambiente teso»

 

 

Al Monza non c’era più il gruppo unito. «Mancava l’armonia tra i giocatori e il tecnico: l’allenatore era troppo rigido e alcuni ragazzi sono andati in tilt. Ora i giocatori devono dare il massimo, non hanno più scusanti. Per questo ho sostituito Sonzogni». Con queste motivazioni il presidente del Monza Giovanni Battista Begnini ha motivato l’avvicendamento sulla panchina, avvenuto martedì.

Alla guida dei biancorossi, finora deludenti, c’è Giovanni Pagliari, e non c’è più Giuliano Sonzogni, reo di aver creato un ambiente troppo teso con lo spogliatoio. «Bisogna usare il bastone e la carota: questo allenatore invece non sapeva allentare la presa quando era necessario». Con questa lucida analisi Begnini ricorda la figura dell’allenatore uscente, senza altresì dimenticare gli aspetti positivi dei suoi oltre due anni di lavoro al Monzello: «Ha portato serietà e professionalità, e ci ha condotti a mezzo metro da traguardi prestigiosi e insperati».

Cosa si aspetta Bagnini dal nuovo allenatore? «Innanzitutto che lavori sul piano psicologico e morale. Deve riportare serenità e rapporti sani ed equilibrati tra i ragazzi. Io non gli chiedo di vincere il campionato, ma quello che già avevo chiesto a luglio a Sonzogni: un campionato tranquillo. E voglio la tranquillità, non la tensione». Un messaggio che non fa una piega, ma che d’altra parte toglie anche la maschera sulle reali aspirazioni del Monza di quest’anno: di "campionato tranquillo" un presidente parla quando ci si vuole salvare. O quanto meno, quando si vuole assolutamente evitare di essere coinvolti nella zona play out. Ma l’altra faccia della medaglia è più interessante: se la salvezza a Monza è data per scontata in una ambiente che per due anni ha sfiorato la serie B, da queste parole risulta chiaro che il Monza non lotta per i play off. I tifosi non possono interpretare queste parole che in questo modo: il Monza si deve abituare a una mentalità da centro classifica. È difficile che l’ambiente si possa adattare a questa dimensione, da provinciale di lusso, in una serie già largamente inferiore alle aspettative legittime dei tifosi. E infatti finora la piazza ha mormorato riguardo a questi risultati, da squadra di piccolo-medio cabotaggio.

Giovanni Pagliari arriva con la nomea dei suoi risultati: dolo due anni in C1, gli altri dieci passati in C2. Ha centrato la promozione l’anno scorso con il Foligno. A Trapani, Pesaro e Valenza ha partecipato ai play off. Un curriculum da vincente, ma in serie C2. E anche un curriculum da nomade. Non è mai restato più di due anni sulla stessa panchina. Negli ultimi due casi (Valenza e Foligno), il 46enne marchigiano se n’è andato di propria spontanea volontà, rinunciando alla riconferma che gli proponeva la società. Carattere volubile, di chi non si sente a proprio agio per lungo tempo da nessuna parte, o mentalità ambiziosa, di chi vince e sa che può puntare sempre più in alto? Monza darà risposta in merito. Anche perché questa è la piazza più blasonata dove Pagliari ha mai allenato.

Chi lo ha visto in allenamento, questa settimana, ha osservato un allenatore ben diverso da Sonzogni. Una persona spiritosa, piena di vita, che continua a fare battute scherzose ai giocatori. A pelle una persona piacevole, che crea intorno a  sé un clima umanamente buono. Ma anche qua bisognerà vedere se tanta confidenza ai giocatori verrà compensata dal rigore, quando sarà il tempo di scelte  e provvedimenti.

L’aspetto mentale è il primo che la società gli ha chiesto di curare: «La società mi ha incaricato di riportare tranquillità e serenità in un ambiente che era teso. La palla non deve più scottare. E mi ha chiesto anche di riportare consapevolezza dei propri mezzi ai giocatori. Tanti evidentemente erano sfiduciati. La società non mi ha imposto di partecipare i play off, ma nemmeno si è parlato di salvezza, perchè quella è scontata. Sono i risultati a dirlo, questa squadra non è da primi posti, ma è anche ricca di alcune ottime individualità, come Brambilla, Beretta, Menassi e altri».

Quali sono i principi del suo lavoro quotidiano? «Io parlo al cuore prima che alla testa. Il gruppo è fondamentale, bisogna lavorare in un clima in cui ci si deve volere bene. E poi ovviamente tanto lavoro e preparazione tattica, sia in attacco che in difesa. A Foligno ho avuto la migliore difesa del campionato».

Al Monzello è ricominciata l’epoca dei sorrisi, spariti da tempo. Ma i buoni rapporti umani, seppur indispensabili per vincere, non sono sufficienti. Il campionato dirà se, assieme all’armonia, arriverà anche una classifica medio-alta. Se no, addio anche all’armonia.

Pagliari esordirà lunedì sera alle 20.45. Il Monza affronta in posticipo (diretta su Raisat) un Legnano modesto, l’ideale per esordire con la vittoria. Neopromossi, i lilla sono imbottiti di giovani, soprattutto in difesa, e non hanno individualità di spicco, se non le punte Valtolina (tanta serie A, ma non è ancora sceso in campo), Taldo e il veloce Kamata. Ma in trasferta hanno bloccato già sia il Padova che il Foggia. Simone Guslandi

Cliccando sulla Pagina Facebook Ufficiale di MBNews e mettendo "MI PIACE" ti aggiorniamo in maniera esclusiva ed automatica su tutte le NEWS. Se vuoi beneficiare delle nostre promozioni e degli sconti che i nostri clienti riservano a te, iscriviti subito alla Newsletter.
Redazione
La redazione di MB News è composta da giornalisti professionisti e pubblicisti. Il direttore è Matteo Speziali col quale ogni giorno chi collabora con il giornale si confronta per offrire a voi lettori un giornale di giorno in giorno più interessante e più vicino a voi. Se avete qualche bella storia da raccontarci o se volete denunciare un fatto chiamate lo 039361411 oppure scrivete a redazione@mbnews.it .


Articoli più letti di oggi