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Monza, la tribuna “rema”contro la squadra

22 Settembre 2007

20070922_ultras.1.jpg Gli ultras biancorossi accusano chi va in tribuna per accanirsi contro presidente, giocatori e tecnico: ma anche gli imprenditori che non valorizzano una piazza da serie A

La crisi del pubblico del Monza prosegue da anni. Ma in merito alla contestazione della tribuna domenica scorsa, i tifosi della curva del Monza si dissociano. La società e l’allenatore erano stati contestati in modo clamoroso da una parte di tifosi seduti in tribuna. «In tribuna ci sono troppi tifosi che vengono a vedere il Monza solo per contestare. Non appena un giocatore sbaglia un passaggio, anche dopo pochi minuti, viene subito insultato». E voi come vi comportate in questo caso? «Noi incitiamo la squadra sempre. Il problema è che tanti tifosi del Monza, specialmente quelli di una certa età, pagano il biglietto ma non incoraggiano mai, criticano e basta. Incitano al squadra solo quando segna, ma poi danno fastidio ai giocatori. Questo non ha senso. Questi vecchi tifosi si dovrebbero vergognare e cambiare mentalità. Oppure non venire più allo stadio». La tifoseria del Monza esce da questo ritratto come un pubblico “acido”, certamente freddo. «E i giocatori risentono di questa ostilità, e non stanno volentieri a Monza. Siamo noi della curva che cerchiamo di gratificarli. I nostri idoli di oggi, Menassi o Beretta, lo sanno bene».

È un fatto che a Monza il pubblico è composto da persone di una certa età, over 50; più si scende di età, meno sono gli spettatori. Anche in curva notate questa tendenza? «Da noi ci sono anche i ragazzi giovani. Ma il problema è sempre quello. Da tempo a Monza sono in pochissimi, specie tra i giovani, a tenere al Monza come prima squadra. Sono tutti tifosi di Milan, Inter e Juve che poi sono affezionati anche al Monza. Ma – questo è un risvolto interessante – il passato ha dimostrato questo: quando il Monza lotta per una promozione, il pubblico viene, la curva si riempie e incita tanto. A Monza, e vediamo anche in Brianza, tutti tengono al Monza, seppur come seconda squadra».

Quindi la colpa è delle varie presidenze che si sono succedute, che non hanno saputo allestire squadre competitive? «Certamente sì. Basta la serie B per riportare migliaia di spettatori al Brianteo. Se poi si allestisse una squadra di vertice nella cadetteria, cambierebbe tutto. Quando alla fine degli anni ’70 – ricordano i decani – il Monza ha sfiorato la serie A, l’entusiasmo e la presenza del pubblico erano alle stelle. Tutti noi ricordiamo quella squadra di Tosetto e Buriani, e ricordiamo anche il Sada, che era uno stadio molto più bello. Piccolo ma caldo, era difficile vincere a Monza. Ora giocare al Brianteo –affermano con triste realismo – sembra quasi in campo neutro.  Quella – riprendendo il tema del sogno serie A – fu la dimostrazione che il pubblico c’è a Monza per grandi categorie. Ma se non viene allestita una squadra da vertice per la serie B, è chiaro che la gente preferirà sempre  andare a vedere Kakà o Ibrahimovic, allo stesso prezzo».

« È incredibile – accusano i tifosi – che una zona come la Brianza, tra le più piene di imprenditori, non sappia esprimere una cordata seria. Gente come Galliani, che ha lavorato al Monza, non farebbe fatica a trovarla»

Questa è anche un’accusa verso l’attuale presidenza? «No. Begnini è apprezzato da noi, perché ci mette passione e ha investito tanto per salvare questa squadra dai debiti. Speriamo che almeno lui non si stanchi».

Insomma, i tifosi del Monza sembrano degli eterni delusi: «Certo, in serie A  ci vanno Empoli, Ascoli e persino un quartiere come Chievo. Perché il Monza è sempre così lontano dal provarci? Eppure è una grande città! ».

E il Monza di oggi, così lontano dalle aspettative dei tifosi, domani va in trasferta in casa del Lecco con un gran bisogno di vittoria per tornare nel giro che conta. Ma il Lecco non è certo una squadra di bassa classifica, con il suo attacco stellare (Vieri e Savoldi), e altri ottimi elementi, come il portiere Mazzoni, il difensore Villagatti e il centrocampista Corti. 

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