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Lambro: ampolle contro gli abusi

12 Settembre 2007

20070912_lambro.jpgIl Comitato Bevere denuncia gli abusi ambientali dei mesi estivi e il Parco Valle Lambro progetta centraline per monitorare gli inquinanti

Anche questa estate il Lambro ne ha letteralmente visti di tutti i colori: gli inquinanti hanno invaso le acque del fiume in diverse giornate tra giugno e agosto. La denuncia parte dal Comitato Bevere, composto da volontari che da tempo seguono cosa accade al Lambro. Il comitato si è costituito per risanare le Bevere: un intricato e mirabile reticolo di fontane, sorgenti, ruscelli un tempo potabili ed ora inglobati in un disordinato ed aggressivo percorso di urbanizzazione. Molti anni trascorsi nell’indifferenza e nel degrado hanno permesso di ridurre un patrimonio naturale inestimabile a ben poca cosa. Il traguardo che il Comitato Bevere si è posto è il recupero dell’ambiente fluviale, quanto più prossimo alla dimensione naturale per ridonare alla Brianza il paesaggio ormai dimenticato.

Tuttavia ogni anno soprattutto in estate quando la sorveglianza è meno attiva vengono scaricate nel fiume sostanze inquinanti che mettono in pericolo la fauna e la flora acquatiche. A fine giugno vicino a Renate il fiume ha visto la presenza di liquidi di tintoria; ancora a Briosco sono fuoriusciti liquami civili, grazie alla segnalazione del Comitato sono stati subito contenuti dall’Alsi che ha ripristinato la pulizia. Invece a Ferragosto è la Bevera che si è tinta di rosso tra Veduggio e Renate, le tracce ferrose si sono attaccate al terreno del fondale per diversi giorni.  Non bisogna dimenticare i problemi legati invece alla piena del fiume, che trascina con sé molta parte delle fogne raccolte lungo il suo percorso; non solo, diverse abitazioni hanno allacciato i tubi di scarico delle acque nere senza autorizzazione. «Spesso i depuratori delle aziende vengono messi in funzione quando arrivano le ispezioni – denuncia sempre il Comitato Bevere – in provincia di Lecco sono molto più fiscali e attenti, solo quest’anno hanno dato 6000 euro di multa per gli scarichi». Tre sono i progetti nuovi che il Comitato ha in previsione di terminare per il 2008: Progetto Molera alle Fornaci di Brioso con pulizia, sistemazione dell’alveo e recupero storico della ex Cava; il Censimento delle Sorgenti delle Bevere e il Progetto  di reinserimento dei Gamberi di fiume nel Rio Brovarolo tra Carate Brianza e Besana.

Anche il Parco Valle del Lambro sta realizzando un progetto importante per monitorare la salute del fiume. Mauro Rossi, ingegnere dell’Ente, spiega: «Abbiamo deciso di posare delle ampolle in punti strategici che abbiamo già individuato. Queste centraline serviranno a rilevare costantemente la qualità dell’acqua». È stato necessario questo intervento, finanziato da Regione Lombardia e dai comuni consorziati al Parco regionale, per riuscire a scoprire in tempo reale la presenza di inquinanti nel Lambro. Le ampolle raccolgono campioni di acqua appena giunge la segnalazione di un abuso; l’acqua raccolta viene successivamente analizzata dall’Arpa e nel caso viene cercato il colpevole. «Prima non si riusciva ad intervenire tempestivamente – dice ancora Rossi- perché l’addetto dell’Arpa dopo la nostra segnalazione doveva uscire recarsi sul posto e prelevare il campione, che il più delle volte risultava poco inquinato perché trascorrevano parecchie ore dopo la nostra chiamata».

I  lavori di posa dei minirilevatori termineranno nella primavera prossima e saranno sicuramente un utile mezzo per tentare di combattere lo stato di degrado del "buon vecchio zio Lambro", che una bambina, quest’estate sul ponte dei Bertoli nel Parco di Monza, aveva definito «dall’odore di lavatrice!».

 

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