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Alla Cascinazza un parco: di cemento e asfalto

11 Settembre 2007

20070911_cascinazza.jpgPresentata da Istedin una mega-osservazione al Pgt. Un documento pieno di ovvietà, ben confezionato ma che non la racconta tutta e non tutta giusta

 

20070911_cascinazza.progetto.jpg Riuscirà, al di sopra di ogni sospetto, l’ineffabile e nota proprietà a "realizzare un parco pubblico" alla Cascinazza? Questo è il dilemma che turba le sue notti, desiderio che Paolo Berlusconi aveva voluto esplicitare prima su una TV locale, nel faccia a faccia con l’ex sindaco Michele Faglia, ed oggi compare anche nell’osservazione presentata al Piano di Governo del Territorio da parte dell’Istituto per l’edilizia industrializzata spa, la società immobiliare della famiglia dell’ex premier.

Come noto, entro il 9 luglio scorso, tutti gli interessati potevano presentare le proprie "osservazioni" al Pgt proposto dalla Giunta Faglia e adottato il 9 marzo 2007 dal Consiglio Comunale, nonostante i 20.000 emendamenti delle opposizioni che siedono oggi in Comune come maggioranza.

20070911_cascinazza.pianta.jpg Tra quelle osservazioni vi è anche quella presentata dall’Istedin che intende "convincere" il Comune che nel piano di lottizzazione sull’area della Cascinazza presentato nel marzo del 2004, per un volume di ben 388.000 metri cubi, non solo sono presenti iniziative per l’intera collettività locale, ma che in esso vi è anche una particolare cura degli aspetti paesistico – ambientali. L‘Istedin chiede quindi che l’Amministrazione proceda alla modifica e all’integrazione del Pgt consentendo l’edificazione

Istedin sostiene diversi argomenti: che l’area di sua proprietà abbia una oggettiva "vocazione edificatoria"; un’affermazione generica e non supportata da alcun dato di fatto, che tutti i proprietari di aree libere solitamente esprimono. Istedin rammenta che a suo tempo, nei primi anni ’60, vennero ceduti al Comune 282.000 metri quadrati di aree per standard pubblici, però irrisori per una lottizzazione che allora assommava alla mostruosa quantità di 1.800.000 un milione 800mila metri cubi: che la proprietà ha cercato più volte una ragionevole composizione della vertenza, senza però citare dove, come e quando: che il Pl presentato in Comune il 5 marzo del 2004 presenta particolari vantaggi per la collettività locale ed è congruente con il Piano regolatore generale del ‘71, senza però ricordare che lo stesso Pl è stato respinto dalla Commissione edilizia nell’ottobre 2004 con un fitto e articolato parere: che la lottizzazione persegue la realizzazione di un comparto ad alta qualità ambientale, senza spiegare come 388.000 metri cubi e quasi 4.000 nuovi abitanti possano migliorare l’ambiente di un quartiere già compromesso, per molti aspetti, da asfalto, cemento e congestione da traffico.

 

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Cascinazza Story

La vicenda nasce nel 1962, quando il Consiglio Comunale approvava una convenzione di lottizzazione per circa 1.800.000 metri cubi (20.000 nuovi abitanti), presentata in Comune dalla proprietà della famiglia Ramazzotti/Verga, solo pochi mesi prima. Costoro erano i proprietari di un’area di 700.000 metri quadrati posta tra il centro e la periferia sud della Città che comprende ancora oggi una storica cascina agricola settecentesca "la Cascinazza".

Quella lottizzazione, in realtà, non risultava essere conforme agli strumenti urbanistici di allora e non si comprende bene come tale Pl poté alla fine essere approvato. Comunque sia, sempre nel ’62, venne incaricato di redigere la nuova variante Generale del Piano regolatore generale l’architetto Giovanni Piccinato, urbanista di fama, che non confermò nel proprio Prg tale lottizzazione ed anzi ne cassò una parte consistente, poi ulteriormente ridotta dal Consiglio Comunale, accogliendo una richiesta formulata in tal senso dal ministero dei Lavori pubblici, al quale  competeva allora l’approvazione dei piani urbanistici.

Solo a fine settembre del 1980 subentra la nuova proprietà, la quale perfeziona l’atto di acquisto dell’area con i suoi cospicui diritti volumetrici, comperandola per 11.000 lire al metro quadrato, cioè quasi a valore agricolo, quando però sull’immobile gravava un vincolo a "standard" (per servizi pubblici) posto nel luglio ‘80 dal Consiglio Comunale con il cosiddetto Piano dei Servizi. Tale variante urbanistica la rendeva  inedificabile a scopo residenziale. Il Piano dei Servizi " stranamente" non venne però approvato dalla Regione con motivazioni speciose e inconsistenti e così tornò in essere, dopo 5 anni di salvaguardie, il Prg del ’71.

Il resto è storia recente: nel 1992, col Prg Benevolo, sindaco Mariani, la Cascinazza viene destinata tutta a verde e parco territoriale. Nel 2002 (sindaco Colombo di FI) l’area viene resa di nuovo edificabile per circa 220.000 mc; col PAI del 2001 (Piano di Assetto Idrogeologico), il sito viene considerato esondabile e protetto con fasce di inedificabilità, fasce poi ridotte nel 2004, guarda caso, contro il parere del Comune. Senza poi dimenticare che nel marzo del 2007, la proprietà ha perso definitivamente in Cassazione una causa per danni contro il Comune, danni stimati dalla immobiliare nella modica cifra di 290 milioni di euro.{/styleboxop}

Infine l’Istedin elenca i pronunciamenti a esso favorevoli del TAR ed ultimo, anche quello del Consiglio di Stato. Il C.d.S., come noto, ha chiesto al Comune di pronunciarsi sul Piano di Lottizzazione presentato, ma ci risulta che la Giunta Faglia lo abbia sempre fatto, riaffermando la propria competenza in materia. In ogni caso, è bene ricordare che il doversi pronunciare su un Pl, non significa necessariamente approvarlo, tanto più oggi, che è in netto contrasto con il Pgt.

Su queste argomentazioni, Alfredo Viganò, l’architetto-urbanista che è stato assessore al Territorio nei 5 anni della giunta Faglia, che ha avuto la pazienza di annotarsi tutte le oltre 500 osservazioni pervenute al settore Programmazione e Pianificazione territoriale del Comune, ha espresso una serie di considerazioni. «L’osservazione dell’Istedin s.p.a. è molto semplice, quasi modesta in riferimento ad atti precedenti – commenta Viganò – Elenca i fatti, ma mi sembra in modo parziale, omettendo passaggi amministrativi e legali importanti e ponendo in evidenza aspetti invece secondari». Lo scopo è preciso: «Nell’osservazione Istedin offre anche collaborazione, ma alla fine, nella sostanza, si chiede il riconoscimento totale della volumetria pretesa e cioè i 388.000 metri cubi – spiega l’ex assessore –  Continuo a ritenere che sia cosa giusta approvare il Pgt così come è, nella sostanza, con l’accoglimento, anche positivo in tutto o in parte, delle osservazioni "normali"ma non di una così "stravolgenti" come questa».

Con la nuova legge regionale 12 del 2005 il Piano di Governo del territorio viene definito come un processo, un percorso e non una scelta rigida immodificabile in attuazione. «Ci sarà in futuro tutto il tempo, che non è disponibile ora, per discutere e valutare questo ed altri problemi sul tappeto, a piano approvato – conclude Viganò – Discuterne oggi significa, di fatto, non approvare il Piano, con gravi conseguenze per molti e per l’economia e la qualità della Città nei prossimi anni. Resta poi il fatto evidente che le proposte progettuali avanzate sono proprio bruttine per lo standard della nostra Città, come planivolumetrico, come paesaggio, come compatibilità ambientale e come dimensione. Resta poi il macigno della preventiva necessità di affrontare la questione del bacino di esondazione del Lambro. Sembra anche che in casa della proprietà siano cambiate molte cose e la palla sia passata da qualche mese a chi conta di più».

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Quanto al destino dell’osservazione presentata ora da Istedin, molti monzesi, di ogni orientamento politico, si domandano chi vincerè il braccio di ferro in atto tra Marco Mariani, che vorrebbe approvare il Pgt per poi, nel caso modificarlo o Paolo Romani, che invece vorrebbe una sua modifica preventiva. Intanto il "tavolo" per un confronto sulle osservazione proposto da più parti e fatto proprio dal sindaco, stenta a partire. Qualcuno dice che si è chiesta una proroga, o una deroga, alla Regione per allungare i tempi troppo stretti, posti dalla legge. Magari anche questa volta una leggina "ad hoc" il Pirellone non la negherà .

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