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Caro pane: è allarme sociale

31 Agosto 2007

20070903_pane.jpgCgil e Federconsumatori indicono uno "sciopero della pastasciutta" il 13 settembre quando nelle piazze saranno distribuiti gratis pane e latte contro l’aumento dei prezzi 

Contro gli aumenti autunnali dei generi alimentari Federconsumatori e Cgil chiamano a raccolta iscritti e simpatizzanti per lo «sciopero della pastasciutta» in programma per il 13 settembre. In tutte le piazze di Monza e Brianza le associazioni dei consumatori distribuiranno gratuitamente pane e latte per dimostrare che gli aumenti sono «frutto solo di speculazioni» come spiegano dalla Federconsumatori che chiede a gran voce al Governo, ai produttori e ai commercianti il ribasso del 5 per cento dei prezzi e delle tariffe.

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Il primo allarme dal Mcl

L’allarme sui rincari era stato già lanciato un anno fa, dal Movimento cristiano dei lavoratori, ma i panificatori avevano smentito la notizia dichiarando che non ci sarebbero stati aumenti. Così non sarà, come è ormai noto a tutti e i generi alimentari in generale subiranno rincari dal 10 al 20 per cento. Il Movimento torna adesso alla carica perché «la crisi della quarta settimana non diventi la crisi della terza settimana». In parole semplici, perché le difficoltà vissute dalle famiglie per arrivare alla fine del mese non si trasformino in cronici disagi economici che non riescono a coprire le spese nemmeno per 15 giorni. Il Movimento denuncia perciò anche il «caro caffè» e i prezzi delle case che sono ormai arrivati alle stelle che non dipendono dall’inflazione e che, in assenza di stipendi aggiornati ai rincari, rendono la vita di tutti davvero difficile. {/styleboxop}

 

 Lo sciopero vuole essere un’iniziativa di denuncia e di proposta affinché si intervenga sulla questione relativa ai rincari autunnali con tavoli di confronto formati da tutte le parti chiamate in causa. Michele Giandinoto, della segreteria Cgil Brianza, ha inviato una lettera a tutte le categorie dei lavoratori per promuovere la partecipazione all’iniziativa del 13 settembre.
«A mio giudizio i prezzi di Monza sono anche più alti di quelli di Milano – ha dichiarato – Anche se non ci sono dati che lo confermano, è la sensazione che si prova quando si entra in un bar per un caffè o un panino». La Cgil vuole quindi sensibilizzare i consumatori affinché scioperino contro gli aumenti che riguarderanno in realtà non solo i generi alimentari, ma anche gas, carburanti e elettricità. Una stangata autunnale per i consumatori che arriverà in bolletta e al supermercato, oltre che nei negozi di vicinato. E che non sarà sicuramente un aiuto alle già dichiarate difficoltà delle famiglie di arrivare alla fine del mese.

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I rincari riguardano tutti i generi alimentari e vanno dal 10 al 20 per cento. A Monza c’è chi ha già fatto dei ritocchi ai prezzi, ma in generale i rincari partiranno dai prossimi giorni. Secondo i dati delle associazioni consumatori se in Italia ogni famiglia spenderanno 1.098 euro in più rispetto al 2006, a Milano e hinterland ne spenderanno 2 mila in più. La farina sarà quella più cara, con un aumento del 30 per cento, ma anche gli spaghetti non scherzano e subiranno un rincaro del 20 per cento. Uova, merendine confezionate avranno un prezzo più alto del 15 per cento, mentre i prezzi di burro, yogurt, parmigiano reggiano e latte aumenteranno del 10 per cento.

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