03 Dicembre 2020 Segnala una notizia

Supermarket Biennale. Morte, sesso e grande pittura

11 Giugno 2007

20070610-filomenoReportage dalla 52ma Biennale d’arte di Venezia. Fra grandi bufale, magnifici dipinti, scongiuri e un video taccuino

{youtube}UqSXw2YaOgU{/youtube}
Il personalissimo video-reportage dall’Arsenale e dai Giardini

Motivi per fare un salto a Venezia non ne mancano mai, lo sanno bene gli stormi di cinesi e giapponesi che superano in numero i piccioni in San Marco. Dal 10 di giugno però alle calli, a Rialto, a Tintoretto e Tiziano, a Carlo Scarpa e alle gondole si è aggiunta la Biennale d’Arte. Alla sua 52ma edizione, diretta per la prima volta da un americano – Robert Storr, che non ha badato a spese sfondando del 30% il budget e arrivando a 9 milioni – presenta com’è consuetudine una marea infinita di mostre, eventi, artisti e opere. L’effetto è quello che si può avere entrando per la prima volta in un ipermercato dopo una vita passata fra bancarelle di quartiere e bottegucce nell’interrato. Lo stordimento è assicurato. Fortuna vuole che il nostro budget, pure a sfondarlo del 1000%, non sarebbe mai sufficiente a comprare nulla di quanto viene offerto, per cui almeno le tasche possono stare al sicuro.

20070610_Zhenzhong_I_will_d
Alcuni frame da “I will die” di Yang Zhenzhong

Se non si è abituati a quanto da molti anni passa per i confini sempre aperti dell’arte, la sorpresa è assicurata, a cominciare dal Leone d’oro alla carriera (il premio più importante) assegnato quest’anno a Malick Sidibè, autore settantunenne del Mali, che nella vita fa il fotografo-fotografo, non il fotografo-artista. Oppure dalla quantità di materiale filmato (video, super8, animazione, 3D) che ai nostalgici della trementina e dello scalpellino potrebbe far venire l’orticaria. In realtà, a meno di aver casa a Venezia e nulla da fare nella vita, nessuno riesce mai a vederne neppure la metà, vista la durata e la sostanziale noiosità. Poi ci sono sempre i fenomeni da Padiglione, quelli che pur di fare colpo sui visitatori si cacciano una sondina giù per la gola o su per il culo (non scherzo, nelle ultime edizioni mai che manchi un’endoscopia) e ci sono le superstar, anche quelle i cui lavori li vedi o non li vedi non fa nessuna differenza, sai già di che si tratta: Francesco Vezzoli è una di queste, quest’anno è il 50% del padiglione italiano e presenta una finta campagna elettorale (in video) per la presidenza USA, da una parte Sharon Stone dall’altra Bernard-Henry Lévy; due anni fa presentava un finto trailer, meglio un trailer vero di un film inesistente (Caligula). In passato ha presentato finti reality show e finti talk show. Sorprendente vero?

20070610_brandl_Ohne_title

“Senza titolo” di Herbert Brandl (olio su tela, 501×300)

Il brutto di una manifestazione del genere è anche il suo buono, ovvero troppa carne al fuoco, talmente tanta che per forza qualcosa di interessante o di emozionante ci scappa. Sul personalissimo video taccuino di chi scrive sono rimasti impressionati in particolare dei dipinti; strano a dirsi perchè da tempo la pittura non è più la regina delle arti, avendo lasciato il trono alle installazioni, ai video – appunto – e a quant’altro il sistema decide di far valere di più. I maestosi lavori di Sigmar Polke, nel salone centrale del Padiglione Italia. Teleri degni di Jacopo Robusti, soprattutto quelli privi di qualsiasi figurazione; gli altrettanto imponenti “arazzi” del nigeriano El Anatsui, che sembrano preziosissimi e invece sono fatti con latta riciclata, e la sorpresa austriaca Herbert Brandl. Nulla di inedito per carità: superfici, pittura, colore, pennellate. Ma, signori, che meraviglie.
{styleboxop}

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit.

Vivamus egestas lacinia augue. Maecenas adipiscing erat at libero. In hac habitasse platea dictumst. Duis ipsum. Sed enim. Nulla lobortis urna non ipsum. Sed nisl sem, congue non, laoreet vitae, pellentesque quis, est. Nulla eleifend volutpat lectus. Proin posuere aliquam nibh. Aenean iaculis ultrices turpis. Pellentesque sit amet magna eu sapien eleifend facilisis. Morbi vehicula. Ut at mauris ut quam tempor malesuada. Curabitur non mi. Mauris eget nibh non sapien scelerisque hendrerit. Nulla eu turpis in erat rutrum posuere. Sed eget massa lacinia odio pulvinar vulputate. Praesent condimentum aliquet metus.

Aenean in magna in ipsum elementum dapibus. Ut vel sapien. Donec porttitor laoreet augue. Etiam accumsan sapien eu diam. Nulla dolor. Phasellus vehicula augue ut metus. Aliquam feugiat consequat odio. Sed convallis tortor feugiat mi. Mauris accumsan, enim non suscipit venenatis, justo pede fermentum mi, vulputate vestibulum urna nulla eget ipsum. Integer laoreet. Quisque aliquet. Nulla facilisi. Sed iaculis. Cras pede. Ut fermentum ligula eget eros. Cum sociis natoque penatibus et magnis dis parturient montes, nascetur ridiculus mus.

Donec at ipsum. Aliquam aliquet vulputate massa. Sed tincidunt, enim sit amet elementum scelerisque, mi velit hendrerit nulla, et pretium mi velit non felis. In lacinia neque aliquet nunc. Suspendisse sed nisl. Nulla metus turpis, aliquam at, egestas sit amet, vehicula sed, purus. Fusce scelerisque. Curabitur feugiat. Duis lobortis ipsum a leo. Sed nulla. Integer luctus eros ac nulla. Vestibulum pulvinar. Nulla nibh erat, tincidunt sed, laoreet non, sodales nec, augue.

Aenean ipsum. Class aptent taciti sociosqu ad litora torquent per conubia nostra, per inceptos hymenaeos. Maecenas ut est. Quisque nisl justo, dictum dignissim, feugiat vitae, porttitor a, orci. Curabitur ornare porta risus. Mauris ac sapien. Maecenas porta, ipsum vitae congue vulputate, mi nulla porttitor nibh, sit amet gravida ante felis et sapien. Phasellus neque urna, egestas dapibus, bibendum id, interdum vel, nisi. Praesent pharetra augue posuere ante. Donec orci. Morbi ante augue, laoreet sed, suscipit at, tempor eget, sapien. Proin eu leo ut orci dapibus blandit. Nulla turpis est, pretium vel, sollicitudin sit amet, scelerisque non, erat. Sed ullamcorper consequat lectus. Duis sed augue. Proin congue, turpis sit amet interdum ullamcorper, ligula mi cursus eros, aliquam tempus eros velit ac arcu. Nam blandit urna eu neque.

Aliquam ultrices hendrerit justo. Nam lobortis velit ut magna. Duis varius tincidunt dolor. Proin porttitor, sem et iaculis pellentesque, sem nisl lacinia ante, in tempor felis felis sit amet orci. Duis semper magna in nibh. Donec ante. Integer augue felis, volutpat pretium, vestibulum ac, consectetuer ac, felis. Fusce egestas. Etiam dictum vehicula ipsum. Vestibulum pretium nisl euismod eros. Vivamus non magna. Sed in velit vitae dolor luctus blandit. Nam a lorem ut urna rhoncus accumsan. Nullam lobortis, lorem vitae laoreet sodales, mi elit congue urna, vitae porta arcu turpis ut libero. Nam libero.

{/styleboxop}
Tant’è che il padiglione più denso è probabilmente quello meno innovativo, il Venezia rispolverato in cui trovano posto 6 meravigliose tele di Georg Baselitz dedicate all’indigeno Emilio Vedova. Robe da vecchietti insomma. Di quelli che staresti giornate intere ad ascoltare però.

20070610-baselitz-1
Georg Baselitz Waldarbeiter (Remix), 2007 Öl auf Leinwand (300 x 250 cm)
Photo by Jochen Littkermann, Berlin Courtesy Georg Baselitz

Anche le signore si fanno rispettare e Francia e Gran Bretagna dedicano loro i due padiglioni più rigorosi, quello di Sophie Calle sembra “Piccola posta” il film con Franca Valeri/Lady Eva: tutto ruota attorna ad una lettera d’addio di uno dei suoi morosi; quello inglese di Tracey Emin è un ritorno al futuro, con la versione uterina di Egon Schiele che, un secolo dopo il maestro, sviscera tensione sessuale in quantità industriale, con garbo e disegni bellissimi.

20070610_tracey_emin
Tracey Emin Tower Drawing 58 2007 Monoprint Paper size: 5 11/16 x 4 11/16 in. (14.4 x 11.9 cm)
© the artist Photo: Stephen White Courtesy Jay Jopling/ White Cube (London)

Nel supermarket dell’arte è difficile orientarsi, trovare le corsie tematiche o stilistiche ma un filo rosso forse l’abbiamo individuato. Mai vista tanta morte tutta insieme: la mamma di Sophie Calle (ancora lei), i ritratti dei militari americani caduti in Afghanistan e Iraq, il video di Canevari con un ragazzino che palleggia con un teschio, la danza macabra di Filomeno, la Beirut di Basilico, gli animali defunti su pigmento puro di Manuel Vilariño e poi camposanti, bambole in sala operatoria e il disarmante video corridoio di Zhen Zhong lungo il quale centinaia di persone fermate per strada ricordano – ognuno nella propria lingua – che “Io morirò”. Troisi avrebbe risposto “mo me lo segno”, ma l’opera è davvero intensa.

Poca ironia. Ecco. In pochi hanno puntato alla scartamento, in troppi si prendono – troppo – sul serio e in questo c’è da avere molta nostalgia del mercatino, dove lazzi e battutacce non mancano, dove tutti sanno che della merce in vendita in fin dei conti si può fare tranquillamente a meno, sopravviveremo.

20070610_cucchi_Paese_ardente
Enzo Cucchi Paese ardente / Burning Country, 1998-1999
olio su tela con materiale elettrico/ oil on canvas with electrical equipment, cm 230×300
Collezione privata, Monaco/Private collection, Munich

La lista delle mostre esterne, collaterali, abusive, imperdibili, evitabili è lunga come la barba di Matusalemme. Si segnalano almeno 3, nelle sedi più prestigiose della città: a Palazzo Grassi Sequence 1 mette sotto i faretti una parte della collezione del padrone di casa Pinault, alla Peggy Guggenheim sono a confronto Joseph Beuys e Matthew Barney e al Museo Correr Enzo Cucchi si fa trovare sulla porta ad accogliere i visitatori di una retrospettiva che potrebbe offrire di meglio ma in cui trova posto una “Monaca di Monza” e un “Paese ardente” che valgono la scalinata.
A due passi da San Marco il padiglione di Taipei con una stanza ricolma di marchigegni, ventole e lucine che farebbe la gioia di qualsiasi bimbo e almeno non ammorba come tanta altra roba.
Ultimo passaggio per la questione localista, anche Monza ha le sue rappresentanti in laguna, sono Marilù Cattaneo e Micaela Tornaghi che hanno partecipato al progetto “Camera 312 promemoria per Pierre” dedicato a Pierre Restany, evento collaterale a Dorsoduro.

Notizie utili – “52. Esposizione internazionale d’Arte. La Biennale di Venezia”. Giardini – Arsenale.
Orari: 10-18, Giardini chiuso lunedì, Arsenale chiuso martedì. 10 giugno – 21 novembre.
Ingresso: intero 15 euro, ridotto 12 euro.
Informazioni: 041.521828, www.labiennale.org

 

Condividi questa notizia

Facebook & Newsletter

Cliccando sulla Pagina Facebook Ufficiale di MBNews e mettendo "MI PIACE" ti aggiorniamo in maniera esclusiva ed automatica su tutte le NEWS. Se vuoi beneficiare delle nostre promozioni e degli sconti che i nostri clienti riservano a te, iscriviti subito alla Newsletter.
Redazione
La redazione di MB News è composta da giornalisti professionisti e pubblicisti. Il direttore è Matteo Speziali col quale ogni giorno chi collabora con il giornale si confronta per offrire a voi lettori un giornale di giorno in giorno più interessante e più vicino a voi. Se avete qualche bella storia da raccontarci o se volete denunciare un fatto chiamate lo 039361411 oppure scrivete a redazione@mbnews.it .


Articoli più letti di oggi