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Scalone e pensioni all’assemblea dei sindacati

24 Giugno 2007

20070622_pensioni.jpgAll’attivo dei delegati di Cigl, Cisl e Uil si è discusso della riforma; inoltre rilanciata l’attenzione sui tavoli di discussione con il governo: welfare, pensioni e sviluppo.

«Dobbiamo arrivare a un accordo complessivo nel quale si affrontino contemporaneamente i problemi della riforma pensionistica e degli ammortizzatori sociali. Un’intesa che dia risposte certe e che sia economicamente sostenibile». Marco Viganò, segretario generale della Cisl Brianza, sintetizza così la discussione dell’attivo dei delegati di Cgil, Cisl e Uil che si è tenuta venerdì a Monza. Il dibattito è stato acceso sulla riforma pensionistica. Al centro delle preoccupazioni l’ormai famoso «scalone». «Tutti siamo contrari allo "scalone" – spiega Viganò -. Tra noi però c’è chi chiede che venga eliminato tout court. Altri invece pensano che ci siano margini per una trattativa che ci porti alla sua graduale eliminazione». Il problema è che la trattativa ha tempi stretti. «Ogni intesa va sottoscritta prima dell’approvazione del Dpef: non vorremmo che il documento di programmazione economica tolga possibili risorse per una riforma pensionistica seria». Una riforma che non può prescindere da un ripensamento complessivo degli ammortizzatori sociali. «Come sindacato – sottolinea Viganò – abbiamo chiesto che gli ammortizzatori sociali siano usufruibili da tutte le imprese e siano previsti in tutti i contratti. Anche questa riforma però può essere portata a termine solo se ci sono risorse adeguate. È per questo che chiediamo al Governo di realizzare le due riforme insieme e di offrire dati certi sulle risorse. La nostra difficoltà è che se noi ci presentiamo al tavolo della trattativa con una posizione unitaria mentre nel governo ci sono più posizioni diverse. Con quale di queste dobbiamo confrontarci?».

Dall’attivo dei delegati è arrivata anche una risposta alla polemica sui pubblici dipendenti «fannulloni» innescata la scorsa settimana dal presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo. «Il sindacato – spiega Viganò – ha aperto tre tavoli di confronto con il Governo: Welfare, pensioni e sviluppo. Quest’ultimo, che prevede si parli anche del miglioramento dell’organizzazione della Pubblica amministrazione, non è mai partito. Ecco noi diciamo: confrontiamoci sul miglioramento della Pubblica amministrazione. Siamo convinti che se questo miglioramento ci sarà, ogni polemica sui "fannulloni" si sgonfierà automaticamente».

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