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Polli di allevamento. Il nuovo Gaber il 19 al Manzoni

12 Maggio 2007

20070512-gaber Il Teatro Canzone torna sui palchi con Giulio Casale che reinterpreta uno degli spettacoli più spietati dell’artista scomparso nel 2003

Un gioco sempre in voga nelle arti è quello della ricerca degli “eredi” dei “maestri” che ci lasciano. O viceversa, quando ci troviamo davanti un autore interessante, troppo interessante per non rifarsi a qualcun altro, ci si scervella alla ricerca dei suoi “maestri”, dei suoi riferimenti. Nella musica soprattutto. Sarà perché, come malignamente si dice, da molti anni non si ascolta nulla di nuovo. Sarà perché è comodo descrivere un brano, un musicista dicendo somiglia a, ricorda quello, copia quell’altro. Una specie di maledizione che stermina artisti fin nella culla. Nel caso della ripresa di “Polli di allevamento” il gioco ha avuto un corto circuito. Giorgio Gaber e Giulio Casale, il maestro e l’allievo, si ritrovano – idealmente, ovvio – sul palco. Non è chiaro chi abbia pensato prima all’accostamento, se il cantante degli Estra con ormai tre produzioni da single sul groppone, o se la Fondazione Gaber, che del progetto è promotrice e sostenitrice. Come in qualsiasi fidanzamento il primo passo “fisico” – in questo caso la Fondazione che propone a Casale di prendere parte allo spettacolo – non segna mai davvero l’inizio. Il biondo autore di “L’uomo col futuro di dietro” (titolo mooolto gaberiano)  da anni sta virando la sua carriera su strade sempre più cantautorali e meno rockettare. Cantautorato inquieto, non conciliante. Ecco quindi che l’accostarsi alle strade del Signor Gaberscik e, ancora di più, di Tenco, Endrigo, Drake, Buckley, Cave e Waits l’ha portato a incrociare la voglia di Paolo Dal Bon, il presidente della Fondazione, di riproporre il Teatro canzone.

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C’è sempre dell’incoscienza mista a coraggio quando si affronta un “rifacimento” di opere importanti. Il culto per Gaber è vivissimo, seppure non così vasto. E si sa, i cultori meno sono e più tignosi diventano. Però l’occasione è stuzzicante. L’approccio è filologico, le basi musicali sono quelle originali (opera di Franco Battiato e Giusto Pio); la scena, le luci e la regia pure. Insomma pare quasi il rifacimeno di Psycho di Hitchcock voluto da Van Sant: stessa sceneggiatura, stesse inquadrature, stessi dialoghi. Stesso finale? Il pubblico (a cominciare da Banterle, il direttore artistico che ha portato lo spettacolo al Manzoni di Monza) ha superato la diffidenza e ha apprezzato ampiamente le serate che hanno preceduto questa nel tour.

“Polli di allevamento” è del 1978, l’anno in cui il futuro morì, direbbe qualcuno. Quando tutto si sarebbe potuto fare e nulla di più si fece se non preparare la strada al rincoglionimento televisivo. In esso Gaber e Luporini (il co-autore di sempre) affrontano a muso duro l’omologazione, senza risparmiare quella degli “alternativi” «E anche se è diverso il vostro grado di coscienza / quando è moda è moda, non c’è nessuna differenza / tra quella del playboy più sorpassato e più reazionario / a quella sublimata di fare “la comune” o un consultorio» e ricordano tantissimo la poesia di Pasolini scritta dopo gli scontri di Valle Giulia a Roma nel ‘68, quella in cui dichiarò di aver “fatto il tifo” per i carabinieri proletari contro gli studenti borghesi.

Uno spettacolo duro e spietato, come è sempre stato per l’autore morto nel gennaio del 2003, mai conciliante con nessuno e per questo difficile da digerire da chi fa della politica una questione di parti più che di idee.

Sabato 19 maggio ore 21.00

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Fondazione Giorgio Gaber
“POLLI D’ALLEVAMENTO”
IL TEATRO CANZONE DI GIORGIO GABER
di Giorgio Gaber e Sandro Leporini

con Giulio Casale

biglietti interi platea e balconata € 15, galleria € 9
riduzione speciale abbonati stagione di prosa: platea e balconata € 8 galleria € 5.
Teatro Manzoni di Monza
Via Manzoni, 23 – 20052 – Monza
tel. 039 386500

Orari Botteghino
Martedì-Sabato
10.00-13.00, 15.00-18.00

Il programma

PRIMO TEMPO

Introduzione

Timide variazioni

Chissà nel socialismo

Prima dell’amore

L’esperienza

La paura

La pistola

Il vecchio

I padri miei

I padri tuoi

Gli oggetti

La festa

SECONDO TEMPO

Situazione donna

Eva non è ancora nata

Dopo l’amore

L’uomo non è fatto per stare solo

L’ingenuo

Polli di allevamento

Il palazzo

Salviamo ‘sto paese

Guardatemi bene

Il suicidio

Quando è moda è moda

Finale

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