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I musei che verranno

6 Maggio 2007

A Monza tante sale per esposizioni temporanee ma,per ora, nemmeno un museo visitabile: quello del Duomo è ancora chiuso per restauro, gli altri ancora in cantiere o in progetto 

serroneMonza pare aver scelto la strada delle esposizioni temporanee. Certo esiste un museo eccezionale, quello del Duomo, con la Corona Ferrea ed i tesori altomedievali unici in Europa e quelli splendidi di epoca successiva. È il Museo Serpero, inserito nella basilica e frutto di un atto di mecenatismo privato. Ed è ancora il mecenatismo della famiglia Gaiani, che sta portando a compimento un'ala nuova, modernissima e di straordinario fascino, che darà certo nuovo lustro all'insigne istituzione: non dovrebbe mancar più molto all'inaugurazione. I Musei civici dispongono di tre importanti spazi: il Serrone della Villa Reale, la Sala dell'Arengario, e la Galleria Civica di via Camperio. Tutti questi spazi vengono utilizzati per mostre temporanee.
Quella più notevole che si ripete annualmente è quella degli illustratori dei libri per ragazzi, Immagini della Fantasia.
Il centro di questo sistema museale è il Serrone, recentemente rinnovato negli impianti per ospitare mostre importanti, come quella di Keith Haring attualmente in corso.
Sta anche procedendo la ristrutturazione dell'antico convento degli Umiliati in pieno centro per installarvi un "Museo della Città", dedicato ai temi e personaggi nei quali la città si è riconosciuta, dai tempi di Maria Teresa d'Austria alla Ferrari, per dare un'idea.
Fin dal 1935 esisteva nell'ala Nord della Villa Reale la Pinacoteca Civica, curata inizialmente dal pittore Erme Ripa. Prese il via dal lascito Galbesi-Segrè del 1023, con circa 20000 stampe artistiche in gran parte antiche e molte tele del 500 e del 600 di buona qualità. Giunsero poi generose donazioni, in particolare degli eredi dei pittori monzesi e brianzoli, per cui la Pinacoteca permetteva di conoscere la scuola monzese dell'800 (Mosè Bianchi e Pompeo Mariani, Borsa) nonché del Novecento con l'esperienza d'avanguardia dell'Isia (Martini, Sironi, Nivola, De Grada etc.), le opere del defunto Premio Città di Monza attivo negli anni '50, nonché altri notevoli artisti come Borsa, Bucci, Dudreville, Funi, Parma, Crippa, Arrigoni.
Purtroppo la pinacoteca è chiusa dal lontano 1984, quando la disastrosa penetrazione delle acque piovane dal tetto della Villa Reale rese inagibile la sede al piano nobile dell'ala nord.
È il famoso "museo negato". Da allora le tele alloggiano in uno scantinato della Villa e nessuna delle amministrazioni alternatesi alla guida della città è riuscita a prospettare una qualche soluzione che permetta ai cittadini monzesi di rivedere i quadri che in fondo appartengono a loro.
Quella attuale ha varato il progetto di una nuova Pinacoteca, a firma nentemeno che di Gae Aulenti, ma tutto è ancora fermo perché la proprietà dell'ex cotonifico Pastori e Casanova, dove il museo dovrebbe sorgere, non ha ancora dato risposta al Comune.
E la modernità, il design, il rapporto col territorio circostante così denso di attività produttive legate all'arte ed all'artigianato?  
Altre realtà si stanno attrezzando per fare da sole e questo è un peccato, perché con la nascita della Provincia della Brianza sarebbe necessario un sistema museale e di ricerca e promozione artistica di respiro ampio.
I segni più evidenti  del rinnovato interesse monzese per l'arte sono un paio di pregevoli installazioni nel Parco, come "Lo Scrittore" di Giancarlo Neri e "La Voliera per umani" di Giuliano Mauri, due fra gli artisti più interessanti e rinomati della Land Art in Italia.

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