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Forza Italia? Da rifondare

4 Maggio 2007

20070403_tagliabueL'ex consigliere comunale azzurro Paolo Tagliabue analizza la crisi monzese del suo partito

Sono trascorsi poco più di sei mesi da quando un gruppo di cento personaggi della Monza che conta ha scritto una lettera dai toni molto decisi. Destinatario, un uomo "eccellente": il cavalier Silvio Berlusconi. Nella missiva si invitava il presidente di Forza Italia ad ascoltare il territorio, a non imporre a Monza un candidato che non fosse espressione della città. Ed era gennaio quando uno dei firmatari, l'avvocato Bruno Santamaria, intervistato da Monza la città, dichiarava: "Mariani, oltre al fatto che è un uomo di partito e che si è autocandidato, quando fece il sindaco non fu certamente un sindaco di centro destra. E cercò di far approvare il piano regolatore Benevolo, che non è andato bene a nessuno, sia al centro destra sia al centro sinistra. Come non è andata bene a nessuno la metropolitana a fune, non l'ha voluta nessuno. Però il Comune di Monza ha speso tanti e tanti denari pubblici per nulla anche per questa metropolitana che non si è mai fatta e voluta da Marco Mariani. Abbiamo speso miliardi per il piano regolatore e per quell'esperienza della TPB (la società che si sarebbe dovuta occupare della metropolitana), che però sono andati a finire nel nulla. E poi quando invece ci fu la candidatura di Roberto Colombo di centro destra, Mariani fu un oppositore, disse di votare GiamPietro Mosca".

Oggi, alla vigilia delle elezioni amministrative del 27-28 maggio, abbiamo incontrato un altro dei firmatari di quella lettera, Paolo Tagliabue, ex consigliere comunale di Forza Italia.

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nella foto Paolo Tagliabue, direttore del reparto di Neonatologia al Vecchio Ospedale San Gerardo, consigliere comunale di Forza Italia nell'amministrazione Colombo (1997-2002), in questa tornata elettorale non ripresenta la propria candidatura

Dottor Tagliabue, che ne è stato delle richieste avanzate nella lettera inviata a Silvio Berlusconi?

Avevamo chiesto che il candidato sindaco fosse espressione della società civile. Adesso che la scelta è caduta su Mariani, viva Mariani. Sui metodi della scelta, seguono percorsi politici che talvolta non sono chiarissimi, ma una volta fatta la scelta credo che quella lettera di per sé decada.

Perché lei si é fatto da parte? Non è in lista…

Io mi ero messo in lista due mandati fa, ero stato consigliere. Faccio però un lavoro che non mi consente più di potermi dedicare anche al Consiglio Comunale. Non che non sia disposto a riprendere questa via, ma fare il consigliere comunale vuol dire dedicare parte del tempo della propria vita al Consiglio, e non si tratta solo del tempo trascorso lì. Bisogna preparare le sedute ed essere addentro alle cose. Già nell'ultimo periodo della scorsa legislatura non mi ero potuto davvero dedicare a quest'attività. E andare in aula solo per schiacciare un bottone non mi piace… .

Un giudizio sui cinque anni dell'amministrazione Faglia?

Senza infamia e senza lode. Non si può dire che sia stato fatto niente di malvagio, a parte piazza Trento e Trieste. Le colpe non so di chi siano, ma è nella loro amministrazione che è accaduto questo. Però se hanno fatto qualcosa, io non me ne sono accorto.

E un giudizio sui cinque anni di opposizione della destra?

So che c'è stata un'opposizione molto marcata. Credo che la prima cosa da fare per evitare questo sia fare una bella revisione del regolamento del Consiglio Comunale, che è antiquato. Prima dell'inizio di tutte le sedute esiste un tempo indeterminato da dedicare a interpellanze, raccomandazioni e altro. Questo non può esistere. Bisogna dedicare un giorno alle interpellanze e altre sedute alle delibere, altrimenti si fanno interpellanze fino a mezzanotte e a quel punto non si può più cominciare a lavorare.

È ormai evidente l'incapacità di Forza Italia di dare vita a una classe dirigente propria che diventi classe dirigente della città. Da dove viene questa difficoltà?

Credo che la dimostrazione sia così palese… Il partito di Forza Italia a Monza non è mai potuto crescere come avrebbe dovuto e potuto. Forse non c'è stata la spinta necessaria. Il partito in realtà non ha un proprio organigramma a Monza. Da dove nasca questo non lo so. Posso solo dire che il partito a Monza pur avendo un elettorato grosso, non ha un apparato altrettanto solido, questo è fuori di dubbio. Altrimenti credo che un candidato di Forza Italia avrebbe dovuto essere espresso, perché il candidato Marco Mariani non è di Forza Italia. Forza Italia è un partito che, non come elettori ma come apparato, è estremamente fragile. È un partito forse da fondare o da rifondare o da riorganizzare.

E dal punto di vista programmatico? Come mai non cresce una destra moderna, progettuale?

Non sono così addentro alla politica per poter dare una risposta di questo tipo. Credo però che prima dovremmo dargli una struttura vera, come un partito. Anche se è un movimento, una piccola organizzazione la deve avere. Un comandante e dei luogotenenti ci devono essere. Mi sembra che ci sia molta confusione su questo.

Lei conosce il programma di Mariani?

No, non a fondissimo. L'ho sentito, ho sentito qualcosa…

Qualcosa che l'ha colpita?

Ho sentito parlare del poliziotto di quartiere, ma non sono proprio un politico… mi occupo prevalentemente della mia professione di medico.

Andrà a votare?

Non c'è dubbio, voterò sicuramente Marco Mariani. Poi per il consigliere, vediamo… sarà uno dei miei amici.

Se incontrasse un gruppo di cittadini che non hanno maturato un orientamento politico e li volesse consigliare su come scegliere il candidato sindaco, direbbe loro di scegliere in base ai programmi?

Io credo che i programmi siano una bella cosa, ma ormai siamo anche abituati a considerare che questi programmi poi in realtà vengono quasi sempre disattesi, non dico per malafede, ma molte volte per l'impossibilità di attuarli e poi tante volte dicono cose estremamente generiche, diciamoci la verità… Bisogna vedere qual è poi la volontà e la capacità di portarli a termine…

Governare la città deve essere un impegno politico di tutti?

Assolutamente. La collaborazione potrà esserci quando il regolamento consiliare sarà modificato. Ora chi governa non ha la possibilità di governare veramente e l'aula di conseguenza viene scelta come luogo per i litigi condominiali. Invece lì bisogna veramente collaborare. Beh, non è che non ci sia stata in assoluto, perché io ricordo che, per quel po' che ci sono stato, la sinistra, che allora era all'opposizione, in alcuni momenti ha condiviso e collaborato. Spero che altrettanto sia accaduto adesso. Invece sui progetti su cui non si è d'accordo è facile fare opposizione. Questo da un lato è una garanzia per la minoranza, ma dall'altro "impianta" il governo della città. Indipendentemente da chi la governa. Adesso stanno soffrendo questi governanti, per l'opposizione cattiva fatta dalla destra, prima ha sofferto la destra, anche se non c'è stato un ostruzionismo forte come quello di oggi.

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