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Una vita da assessore

26 Aprile 2007

20070423_erbapollastriDue protagonisti della giunta di Michele Faglia raccontano la loro esperienza amministrativa tra passato e prospettive future

I protagonisti della giunta di Michele Faglia, che per cinque anni hanno lavorato per il governo della città, raccontano i loro successi, insuccessi e sacrifici.

Daniela Pollastri, Assessore al Parco e Villa Reale, e Michele Erba, assessore all'ambiente si raccontano rispondendo a 12 domande. 

 

1) Qual è il provvedimento o l'iniziativa, presa in questi cinque anni, di cui va più fiero?

Pollastri: Vado fiera di aver promosso un uso diverso del Parco. Un luogo aperto, via le barriere e dentro la gente, con un'offerta di grandi iniziative e manifestazioni: mostre en plein air, mostre di sculture, valorizzazione degli spazi intesi non più solo come spazio verde generico o solo come parco storico, perché le due valenze sono sempre state un po' scisse l'una dall'altra, ma come grande parco storico per il tempo libero con tante iniziative proposte. Questo secondo me è un traguardo raggiunto. Un intervento in particolare, è la ricostruzione quasi filologica della collinetta di Vedano, cioè una ricostruzione che si rifà al progetto del Canonica, relativamente alle aree verdi.

Erba: Per quello che riguarda la questione rifiuti, la raccolta a domicilio del vetro, con servizio porta a porta. Siamo finalmente riusciti a togliere le famose campane verdi.

Dall'inizio di marzo il servizio è a domicilio attraverso la distribuzione di circa 15mila cassonetti, che sono mono-materiale. Per la questione del verde pubblico, 300mila metri quadrati di verde riqualificato, con un impegno di spesa nel quinquennio di circa 13 milioni di euro. La valenza strategica maggiore è nel primo lotto del parco del Villoresi, area che è stata acquisita ai confini con il laghetto della Boscherona e il vicino campo sportivo, per creare il primo gradino di un parco che potrà diventare un nodo ecologico strategico, anche in funzione della possibilità di collegarlo al parco del Grugnotorto. Per ciò che riguarda il settore ambiente, sono indeciso tra il servizio delle guardie ecologiche volontarie e i provvedimenti che abbiamo adottato sulla questione energetica. 

2) Cosa non è riuscito a fare, alla quale teneva molto?

Pollastri: Un'iniziativa che ho iniziato a realizzare, ma non terminata, è quella della segnaletica nel Parco.

Erba: Il piano di zonizzazione acustica (uno strumento di controllo ambientale che fissa i livelli massimi di rumore nell'area classificata, n.d.r.), che era stato adottato precedentemente, ma poi sono subentrati decreti attuativi a livello regionale e al tempo stesso il consiglio comunale aveva altre priorità, su questioni come i bilanci e il piano di governo del territorio. Non c'è stato il tempo.

3) Mediamente quante ore al giorno ha lavorato in questi cinque anni?

Pollastri: Si sarebbe portati a dire 24, ma esagerando. Diciamo circa dieci ore.

Erba: Come consigliere comunale credo di essere mancato solo una volta su un centinaio circa. Come assessore ho lavorato otto-dieci ore al giorno.

4) A chi o a cosa ha sottratto tempo in questo lungo periodo?

Pollastri: Alla famiglia, alla professione e al mio cane, che purtroppo da quest'anno non c'è più. Avevo un bovaro del bernese, un cane bellissimo, con cui passavo tante ore passeggiando, prima di diventare assessore. Poi purtroppo non ho più avuto tempo.

Erba: Alla famiglia, alla famiglia, alla famiglia. E agli amici.

5) È pentito?

Pollastri: No, assolutamente.

Erba: Assolutamente no.

6) Lei si ricandida con la lista L'Ulivo per Faglia. Vuole fare ancora l'assessore?

Pollastri: Fare l'assessore è un impegno molto gravoso, quasi totalizzante. Avrei anche una professione da riprendere in mano e una famiglia da seguire. Mi piacerebbe però finire le attività che ho intrapreso, quindi sì.

Erba: Credo che la scelta degli assessori sia un compito del sindaco.

7) Al di là della retorica, essere assessori la fa sentire più potente o più importante?

Pollastri: Più umile, perché mi sono accorta che è importante mettersi a disposizione delle persone, sempre a un livello di parità e non sentirsi superiori.

Erba: Più responsabile verso i miei concittadini.

8) Qual è stato il momento più difficile del suo impegno amministrativo?

Pollastri: Noi abbiamo lavorato tanto e con molto impegno sulle due convenzioni dell'autodromo e del golf. L'incontro-scontro con il comune di Milano è stato un momento di prova abbastanza forte: una situazione che essendo poco chiara e poco comprensibile è stata anche difficile da affrontare. Stiamo ancora lavorando, cercando di risolverla.

Erba: Il periodo a cavallo tra la fine del 2005 e l'inizio del 2006, in cui la chiusura di alcuni impianti di compostaggio, cui Monza conferisce la frazione organica, ha comportato per un paio di settimane circa il dover mettere insieme la frazione organica con quella secca residuale. Ma è stato indipendente dalla nostra volontà.

9) In tre aggettivi, com'era la città quando è stato chiamato al governo?

Pollastri: Era trascurata, egoista e poco colta. Sto generalizzando, certo, ma questa era la sensazione che avevo.

Erba:Un pochettino meno verde, un pochettino meno sostenibile e un pochettino più sporca.

10) In tre aggettivi, com'è la città che lei, alla luce dei compiti del suo assessorato, riconsegna ai monzesi?

Pollastri: È una città amata, in fase di analisi, di comprensione, in cui si sta cercando di portare miglioramenti, servizi, rivalutazioni. È una città rivalorizzata, anche se naturalmente il percorso per arrivare al termine è ancora lungo.

Erba: Più verde, più sostenibile e più pulita.

11) A sua moglie/marito o ai suoi figli, ha mai raccontato cosa vuol dire fare l'assessore?

Pollastri: Credo che se ne siano accorti da soli, perché praticamente si sono trovati in una situazione di mia assenza. L'impegno è stato grande: molte volte il mio aspetto preoccupato e le mie "assenze" anche quando ero presente hanno fatto capire loro, più che le mie parole, quello che era il peso di avere questa responsabilità grande. Quando ho iniziato l'assessorato i miei quattro figli vivevano ancora tutti con me, poi due sono andati a vivere da soli.

Erba: Pur avendo bambine molto piccole, penso che l'abbiano capito molto bene da sole.

12) Qual è la sua professione? In questi cinque anni è riuscito ancora a svolgerla?

Pollastri: Molto poco, ho fatto presenza in ufficio forse mezza giornata alla settimana, in qualche caso fino a un giorno, però non ho potuto tenere le fila del lavoro. Per fortuna sia mio marito sia tutti i miei figli sono architetti. Mi hanno aiutato loro. Hanno voluto tutti intraprendere questa professione. Al primo abbiamo detto: ma fai architettura, ci mancherebbe altro! Al secondo: beh, sì, potresti fare architettura… Al terzo: ma anche tu? Al quarto: no, basta! Ma lui ha insistito…

Erba: Sono architetto libero professionista, sono riuscito a svolgere la mia professione parzialmente, grazie al fatto che mio padre pur avendo 80 anni lavora ancora. In questi anni in cui sono stato assessore a Monza, ho lavorato in altri comuni.

Biografie

Daniela Pollastri
Nata a Monza il 20 gennaio 1946, architetto, sposata, quattro figli (tre femmine e un maschio). E' stata eletta consigliere comunale di Monza nel 2002, nelle fila dei Ds. Nel 2004 diventa assessore al posto di Giampietro Mosca, leader di Insieme per Monza. Candidata oggi nella lista L'Ulivo per Faglia, al numero 36.

Michele Erba
Nato a Monza il 16 novembre 1962, architetto, sposato con Alessandra, due figlie, Camilla di 3 anni e Caterina di 7. Maturità scientifica al Frisi e laurea al Politecnico. Inizia la carriera politica nella DC. Oggi è nell'Ulivo. È entrato in giunta nel 2004. Candidato oggi nella lista L'Ulivo per Faglia, al numero 18.

 

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