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La società democratica e i suoi nemici

18 Aprile 2007

Troppe volte, in questi ultimi anni, le minoranze in Consiglio hanno agito senza rispetto per le istituzioni

1.500.000 (un milione e cinquecento mila) euro è più o meno il costo complessivo delle attività del Consiglio Comunale e dei suoi consiglieri dal 2002 al 2007. Potremmo considerarlo il costo della democrazia, un costo necessario per governare una città moderna come la nostra che guarda al futuro, non solo quello prossimo. Se così possiamo considerarlo, ogni giudizio sull'entità di quella spesa potrebbe essere legittimo. Si sa, la democrazia è un bene cui non possiamo rinunciare pur conoscendone i costi e il Consiglio Comunale è il luogo sovrano in cui i rappresentanti dei cittadini riuniti nei propri gruppi sono chiamati non solo a decidere le politiche di governo e sviluppo della città, ma anche a controllare l'operato di chi è stato chiamato a governare. Questo almeno dovrebbe essere lo spirito nobile della politica e dei suoi protagonisti. Ma quanto avvenuto negli ultimi anni tra i banchi della sala del Consiglio, soprattutto tra quelli di Forza Italia e di parte della minoranza, racconta purtroppo un'altra storia, fatta di insulti, di ostruzionismo fine a se stesso, di irrispettosi atteggiamenti nei confronti delle istituzioni.

Come altro giudicare per esempio l'organizzazione della pizzata tra i banchi del Consiglio, come nella seduta del 22 maggio 2006, oppure lo sfoggio per 6 ore consecutive dell'arte oratoria fatta di nulla e ancora l'aver presentato e poi ritirato 20mila emendamenti per impedire la discussione nel consiglio stesso del Piano di Governo del Territorio (PGT)? Per non dimenticare la messa fuori uso, con l'ausilio dell'acqua, di parte dell'impianto voce e dei microfoni, come accaduto nella seduta del 23 ottobre 2006. In questi casi come in altri ancora si sono gettati al vento migliaia e migliaia di euro, ci si è presi gioco della delega ricevuta dagli elettori, si è fatto di tutto per picconare le basi del confronto democratico, si è cercato di ridicolizzare un sistema di rappresentanza sul quale poggia la partecipazione dei cittadini ai processi della decisione politica.

Questa è la storia della destra di casa nostra negli ultimi due anni. È storia di disprezzo per la democrazia, di negazione delle libertà civiche e politiche non solo di chi governa, ma anche di coloro che vogliono fare correttamente e legittimamente opposizione politica e programmatica a chi governa. E allora, forse, tra i costi della democrazia non dovrebbero essere contemplati i costi di chi la vuole distruggere. In questo senso 1.500.000 euro potevano essere spesi meglio nell'interesse di Monza e dei suoi cittadini.

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Redazione
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