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Dossi assassini o motociclisti indisciplinati?

23 Aprile 2007

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Nell'ormai stucchevole polemica sui dossi di viale Campania, si dimentica di considerare un elemento di una qualche importanza: il rispetto del Codice della strada.

Riceviamo da Francesco Sciaulino, presidente  Monza Sana Verde Sicura , una lunga lettera a proposito dei dossi di viale Campania, che pubblichiamo in sintesi:

"La morte di Daniele Tantaro in viale Campania ha fatto riflettere molti utenti della strada, che utilizzano la moto o il motorino, sulla necessità di abolire i dossi stradali e di prevedere per questi mezzi, una corsia preferenziale, come per le biciclette, dato che sono esposti anch'essi ad incidenti mortali e ad invalidità permanenti a causa del traffico e della mancanza di spazio riservato per questi mezzi. Quando è avvenuto l'incidente mortale di Daniele Tantaro i dossi non erano segnalati da nessuna striscia gialla ne bianca, come impone il Codice della Strada; inoltre il colore delle piastrelle di cemento delle isole pedonali all'interno dei dossi, erano grigie come l'asfalto, quindi poco evidenti in contrasto, sempre con il C.d..S., dove è fatto obbligo segnalarle con una colorazione rossa. Ma ciò non basta, perché i dossi con le isole pedonali come quelle su viale Campania, devono essere alti solo 3 cm e non 17 cm, come quelle realizzate, con un'inclinazione di 6 gradi e non di 12 gradi, devono essere convessi, non piatti con spigoli vivi, che molto probabilmente hanno creato uno squarcio sul copertone della ruota posteriore della moto di Daniele, facendolo sbandare e volare contro i parapetti di protezione dei pedoni, anch'essi fuori norma. In ogni caso se è doveroso prevedere dei percorsi preferenziali per ciclisti, che sono gli utenti deboli della strada, è altrettanto doveroso creare anche per le moto e i motorini dei percorsi preferenziali, dato che sono anch'essi esposti ad incidenti gravi, come la statistica informa. L'Amministrazione Comunale farebbe bene a provvedere al più presto a modificare o abolire i dossi di v.le Campania, piuttosto che "accampare" giustificazioni e prevedere delle corsie preferenziali per moto e motorini, fra le carreggiate delimitate da strisce gialle, e da una rugosità (non dossi) dell'asfalto in modo da disincentivare la velocità".

Doverosa l'umana pietà per la giovane vittima ma, se un motociclista transita a 50 km/h sui dossi di viale Campania, l'assetto del veicolo non ne risente nella maniera più assoluta. Lo stesso vale per le automobili, di cui qualcuno lamenterebbe il rischio di danni alla coppa dell'olio o alle gomme per il passaggio sui dossi. Non solo.

Dopo la loro realizzazione i «dissuasori » sono stati dotati di segnaletica orizzontale d'avvertimento e di segnaletica verticale indicante un limite di velocità di 30 km/h.. Basta adeguarsi.

Il fatto è che certe campagne, pur se sviluppate in buone fede, come siamo certi sia il caso di Sciaulino, assomigliano a una vera e propria « istigazione » a violare le norme. Anche a Napoli le donne della camorra protestano quando gli agenti arrestano i loro figli e mariti : ma questi si sono resi responsabili di spaccio di droga, estorsioni, omicidi.

Anche Berlusconi ha più volte alzato la voce in difesa del diritto a evadere le tasse quando esse sono percepite come « ingiuste » da chi dovrebbe pagarle.

In Italia, purtroppo, sembra essere invalso il diritto a protestare in difesa della libertà di violare la legge e questo non può essere consentito.

Inoltre le politiche sulla sicurezza stradale messe in atto da questa Amministrazione hanno sortito risultati concreti : nel 2006 i sinistri registrati dalla Polizia locale sono diminuiti di 85 unità. Lo scorso anno sono stati 1713 contro i 1798 del 2005 e, addirittura, i 1954 del 2004. Un risultato importante che, secondo il comandante del corpo Silvio Scotti, è stato raggiunto grazie e soprattutto alle modifiche viabilistiche approntate dall'Amministrazione comunale negli ultimi anni. I tanto discussi dossi, secondo i numeri statistici, hanno svolto almeno il loro ruolo. I veicoli viaggiano a velocità inferiore (cento casi in meno di velocità pericolosa e più di cento in meno di eccesso di velocità). La velocità ridotta implica anche sinistri con conseguenza meno gravi per le persone coinvolte. I feriti lievi nel 2001 erano stati 954, nel 2006 sono scesi a 693.

Anche la polemica sulla presunta non conformità dei «moderatori di velocità» è indirizzata al destinatario sbagliato: «Il compito del mio assessorato è quello di stabilire gli indirizzi politici generali – dice Paolo Confalonieri, assessore alla Mobilità – Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, è compito dell'Ufficio strade e della Polizia locale verificare la conformità delle opere che vengono fatte. A oggi, mi risulta che non sia pervenuta alcun reclamo».

Nessuno vuole in modo malizioso insinuare che vi sia un legame tra le attività del comitato presieduto da Sciaulino  e la sua candidatura alle ormai imminenti elezioni amministrative : ma anche la protesta va « cavalcata » entro i limiti precisi del rispetto della legalità. La proposta dell'istituzione delle corsie preferenziali è interessante: ma il vero problema è un altro. E si chiama rispetto per il codice della strada.

 

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