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Cinema

13 Marzo 2007

La programmazione della settimana

 

Programmazione

Barnyard. Il cortile. Multisala Capitol – Sala 2         
Borat. Studio culturale sull'America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan. Multisala Metropol – Sala 3            
Diario di uno scandalo. Multisala Teodolinda – Sala Rubino
Ho voglia di te. Multisala Metropol – Sala 1  
In memoria di me. Multisala Teodolinda – Sala Zaffiro                     
Saturno contro. Multisala Capitol – Sala 1                
Scrivimi una canzone. Multisala Capitol – Sala 2      
Uno su due. Multisala Metropol – Sala 2       

 

Le rassegne

13 marzo
La ricerca della felicità  Ore 15:30   Multisala Teodolinda – Al Cinema con tè

15 marzo
L'arte del sogno Ore 21:15 Multisala Metropol – FestivalCinema
Match Point Ore 21:00   Multisala Capitol – Visioni Musicali

16 marzo
L'arte del sogno Ore 15:30 Multisala Metropol – FestivalCinema                                                                 

 

I consigli di Monzalacittà.
Recensioni da www.fuorischermo.net             

Saturno Contro

Titolo originale: Saturno contro
Regia: Ferzan Ozpetek
Sceneggiatura: Gianni Romoli, Ferzan Ozpetek
Montaggio: Patrizio Marone
Musica: Neffa
Fotografia: Gianfilippo Corticelli
Interpreti principali:Stefano Accorsi, Pierfrancesco Favino, Margherita Buy, Ennio Fantastichini, Luca Argentero, Isabella Ferrari, Milena Vukotic, Serra Yilmaz
Origine : Italia, 2007
Durata: 110'

L'amicizia di un gruppo di trentenni legati da molti anni attorno ad un tavolo in cui si consumano cene e discorsi sull'amore, la vita, il lavoro, l'amicizia. La casa è quella di Davide che vive con Lorenzo, poi ci sono la psicologa col marito che ha l'amante, la drogata in carriera, l'interprete e suo marito, il nuovo entrato e l'ex di turno. Il nucleo, forte, su cui si concentra il film di Ozpetek è l'amicizia intesa come condivisione di un'esperienza. Detto questo il film del regista turco italianizzato procede a scatti e non trova del tutto la sua autentica dimensione. Un pò come succedeva in Cuore Sacro, lo spettatore è spesso stimolato a trovare una soluzione ma poi il racconto perde qualche pezzo per strada. Saturno Contro è l'ennesima conferma di un concetto allarmante per il cinema italiano: mancano le storie. Gli attori ci sono, non molti a dir la verità, ma ci sono, e pure i registi non mancano. Senza storie però non si può pretendere molto. Allora ci si rammarica davanti ad alcune inquadrature scelte da Ozpetek, ci si arrabbia davanti ad alcuni movimenti di macchina avvolgenti e significativi, perché sembra tutto sprecato, se poi si deve entrare in visioni già viste. Non c'è la stessa attenzione dedicata a La finestra di fronte nella costruzione dell'immagine e del racconto. La sequenza all'obitorio, tuttavia, resta una delle più suggestive del cinema italiano di questi tempi. Peccato che il film non finisca in quel momento e che resti una breve sequenza in un mare di tristezza e sguardi paranoici. DAZEROADIECI:: 5,5 Matteo Mazza

 

La ricerca della felicità

Titolo originale: The Pursuit of Happyness
Regia: Gabriele Muccino
Sceneggiatura: Steve Conrad
Montaggio: Hughes Winborne
Musica: Andrea Guerra
Fotografia: Phedon Papamichael
Interpreti principali: Will Smith, Thandie Newton, Jaden Smith, Chandler Bolt, Domenic Bove, Ian Baptiste, Aida Bernardino, Mia Bernardino, Richard Bischoff
Origine : Usa, 2006
Durata: 117'

Buono l'esordio statunitense per Gabriele Muccino, che anche dall'altra parte dell'oceano imposta i film con la stessa angosciante velocità dei suoi lungometraggi made in Italy. Ci si sente quasi consolati nell'assistere alle disavventure di Chris Gardner, ben interpretato da Will Smith che sembra, però, esagerare in alcuni passaggi in cui il povero Chris non appare solo sfortunato ma….. sembra se le vada proprio a cercare. Ispirato alla storia vera di mister Gardner ma ben condito di finzione cinematografica, il film riesce con un mix di gioie e dispiaceri (decisamente più i dispiaceri, per dovere di cronaca!) a toccare anche i cuori dei più freddi. Ben amalgamato lo stile incalzante e allo stesso tempo toccante del regista de "L'ultimo bacio" con l'idea della speranza tutta americana, per cui chiunque può passare in poco tempo dalle stalle alle stelle, o nello specifico da venditore ambulante a broker di alto livello. Da sottolineare l'ottima interpretazione di Jaden Smith, figlio sia nel film ( Christopher ) che nella vita di Will Smith, bravo nel trasmette tenerezza e simpatia. Molto belle le riprese di una S.Francisco anni '80, fotografata con maestria sia nella sua vastità di metropoli che negli spazi più intimi. Nota di merito alla colonna sonora, anche questa di marchio italiano (composizioni musicali di Andrea Guerra).  DAZEROADIECI:7,5 Samuele Tramontano

 

L'arte del sogno

Titolo originale: La science des rêves
Regia: Michel Gondry
Sceneggiatura: Michel Gondry
Montaggio: Juliette Welfling
Musica: Jean-Michel Bernard
Fotografia: Jean-Louis Bompoint
Interpreti principali: Gaël Garcia Bernal, Alain Chabat, Charlotte Gainsbourg, Miou-Miou, Inigo Lezzi, Jean-Michel Bernard
Origine : Francia, 2005
Durata: 105'

Stephane, tornato a Parigi da poco, trova la sua anima gemella in Stephanie, la vicina di pianerottolo. Due individui soli, eccentrici e visionari si incontrano e capiscono di condividere lo stesso mondo interiore onirico e fantasmagorico, fatto di animali di pezza deambulanti, fiumi costruiti con le carte delle caramelle e strani marchingegni per tornare indietro nel tempo. Un paio di occhiali di cartone per vedere la realtà in 3D, invenzione partorita da Stephane, come simbolico strumento della trasfigurazione e distorsione della realtà operata dalla stessa mente creativa e inventiva del protagonista, che ha grosse difficoltà a distinguere il sogno dal reale, l'esistenza concreta da quella possibile e immaginaria. E allo stesso tempo oggetto paradigmatico di tutto il film, vero e proprio viaggio lisergico e surreale all'interno del mondo personale (e per sua stessa confessione in parte auto-biografico) dell'autore francese. Gondry propone una riflessione sull'amore e sulla difficoltà di riuscire a conservarlo e a viverlo sia nella dimensione ideale che in quella reale, sfruttando e utilizzando al meglio, per dipingere il piano del sogno, le possibilità puramente visive e visionarie che il cinema per il suo stesso statuto offre. DAZEROADIECI:: 8 Barbara Aronica

Match Point         

Regia:Woody Allen
Sceneggiatura:Woody Allen
Montaggio:Alisa Lepselter
Musica:
Fotografia:Remi Adefarasin
Interpreti principali: Scarlett Johansson, Jonathan Rhys-Meyers, Emily Mortimer, Matthew Goode, Brian Cox, Penelope Wilton
Origine :Gran Bretagna / Lussemburgo, 2005
Durata: 124'
Colore

Nell'ultimo film di Allen abbondano gli elementi binari (due giovani uomini, due giovani donne, due stranieri a Londra – un irlandese e un'americana – due bambini che potrebbero nascere o non nascere, due omicidi, un fucile a doppia canna): a segnare la visione di un mondo (tematizzato nell'immagine iniziale, divisa in due dalla rete di un campo da tennis) dove a decidere le sorti umane non sono Dio né la giustizia né le capacità individuali, ma semplicemente la fortuna che, come il rimbalzo fortuito di una pallina o di un anello, può decretare la vittoria o la sconfitta, la salvezza (non sempre del migliore) o la perdizione (non sempre del colpevole). Allen mette da parte ogni residuo di umorismo e racconta il suo nero apologo socio-esistenziale (dalla non-morale affine a quella di Crimini e misfatti) citando Dostojevski e seguendo le avventure di un mr. Ripley contemporaneo pigro e cattivo, combattuto tra un'ambizione sociale passiva e un desiderio sessuale incontrollabile. Regia misurata, sceneggiatura calibrata, attori perfetti. Un film praticamente impeccabile. Mauro Caron

 

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