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Rien ne va plus

1 Febbraio 2007

20070201_gioco_azzardoTutto sulla Monza dell'azzardo. Quando si investe tanto, troppo sui capricci della dea bendata.

 

Spesso si dice che i soldi non siano la cosa più importante della vita, ma una bella mano possono sempre darla. Lorenzo Verderio è il proprietario dell'omonimo bar di viale Ugo Foscolo 15. Così racconta l'incredibile vicenda avvenuta qualche settimana fa nel suo locale.

"Sono entrati due miei clienti abituali: hanno tra i 30 e i 40 anni, fanno gli operai. Volevano bere qualcosa e, intanto, hanno comprato assieme un Gratta e vinci da 5 euro. Ne hanno vinti 25 e si sono tenuti 10 euro a testa, mentre con il resto ne hanno preso un altro. Dopo aver grattato non si erano resi conto di quello che gli era appena successo. Mi hanno fatto vedere il biglietto e sono stato io a fargli capire che avevano appena vinto 500mila euro. Uno è rimasto immobile, l'altro invece ha iniziato a saltare e urlare". Complimenti ai due fortunati operai! Ma questo caso felice è divenuto per Monza la città l'occasione per raccontare come nella nostra città si giochi puntando, sperando di moltiplicarlo, denaro.

RICEVITORIE

Sono 45 le ricevitorie di Monza, un numero leggermente inferiore ad altre città paragonabili per popolosità al capoluogo brianzolo come Bergamo (49), Parma (66) o Ravenna (45). Oltre a giornali, caffè e sigarette, queste attività offrono ai propri clienti anche concorsi a pronostici (Totocalcio, Totogol e Totip), lotterie istantanee (Gratta e vinci), lotterie tradizionali (la mitica "Lotteria Italia"), Tris, Lotto, Superenalotto e qualcuno anche le slot machines. Secondo i gestori delle ricevitorie monzesi, i giochi più gettonati sono Lotto e Superenalotto, mentre la mitica schedina è in caduta libera come dimostrano anche i dati nazionali che vedono i concorsi di pronostici su base sportiva (Totocalcio e Totogol) perdere la metà della raccolta in soli 3 anni, passando dai 491 milioni di euro del 2003 ai 260 del 2006.

La clientela più assidua sono le donne dai 40 ai 60 anni che giocano anche cifre ingenti: secondo la stima di alcuni gestori anche 10 volte superiore alla media degli uomini. E non solo puntate su Lotto e Superenalotto, ma anche cavalli: questo, però, può far pensare che, in effetti, qualcuna agisca per conto del marito…

Questi concorsi, poi, sono anche un buon metodo per attirare clientela che consuma qualcosa al bancone del bar mentre attende pazientemente in fila per giocare i numeri del Lotto delle tre estrazioni settimanali, martedì, giovedì e sabato. Alcune ricevitorie hanno anche più di un terminale per far fronte a un flusso di giocate che, in alcuni casi, arriva a superare le 50mila euro al mese solo per il Lotto. E considerando che i gestori incamerano l'8% delle giocate, non rimane che ammettere che è un bel business!

Pochi, però, possono contare sulla pubblicità che ha avuto la ricevitoria Verderio, che si è vista triplicare gli acquisti di Gratta e vinci dopo la sensazionale vittoria da 500mila euro e non dei tagliandi da 1 o 3 euro, bensì di quelli da 5 o 10 euro. Per la gioia del signor Lorenzo… 

Da qualche anno a questa parte, poi, non ci sono più solo le schedine per chi vuole soddisfare lo sfizio del gioco. Infatti, scommesse e bingo sono altri due canali di sicuro e presunto "divertimento".

BINGO

A Monza ci sono due sale Bingo: Oplà di via Bramante da Urbino 1 e Seven di via Caravaggio 18. Il primo è aperto da mezzogiorno fino alle 2 di notte, che nel periodo natalizio sono diventate le 4, mentre il secondo si accontenta dell'apertura serale, spalancando le porte solo dopo le 19. Entrambi, però, hanno una cosa in comune: l'essere posizionati al centro di quartieri molto popolosi (San Rocco e San Donato), a ridosso di grandi insediamenti

di case popolari. Lo svolgimento del gioco è uguale alla classica tombola familiare di Natale, soltanto che in questi locali l'estrazione dei numeri avviene ad una velocità impressionante e, se non si è svegli e allenati, il rischio di perdersi qualcosa è elevatissimo. Non si sa con certezza se sia una tattica prestabilita, ma presso il bingo Oplà si sono accorti del problema e c'è tanto di cartello che invita i clienti a venire al venerdì e sabato sera quando c'è in programma un'estrazione speciale rallentata con montepremi che non scendono mai sotto i 400 euro. Sono tante anche le attività di contorno organizzate quotidianamente. Sempre restando al bingo Oplà, per esempio, ci sono due cacce al tesoro al giorno.

Volendo, con 2,90 euro si può cenare con un primo, un secondo e un contorno. Con una bella sigaretta finale nell'apposita sala fumatori. Davanti a tanta organizzazione, abbiamo cercato di saperne un po' di più con il gestore del bingo di via Bramante da Urbino, ma il responsabile, il signor Fuentes, spagnolo, non ha voluto nemmeno rivelare il suo nome di battesimo, oltre a tutte le altre informazioni sull'attività, "per tutelare la privacy dei clienti". Ovviamente. Clienti che, anche in questo caso, sono per la maggior parte donne, spesso in età pensionabile. 

SCOMMESSE

Come per il bingo, due sono anche le sale per le scommesse: Snai di viale Libertà 154 e Match point di via Cimabue 3. Il mercato è abbastanza florido, perché accanto alle classichecorse dei cavalli, da qualche anno è possibile scommettere anche sugli eventi sportivi, dal calcio alla Formula 1. I dati nazionali parlano un livello stabile poco sopra ai 2 miliardi di euro all'anno per le scommesse sui cavalli, mentre per le scommesse sportive è un vero boom: 1 miliardo nel 2003, più del doppio nel 2006. "La puntata minima è 2 euro per i con l'assistente sociale, lo psicologo e il medico. «Solitamente, poi, la terapia è individuale e comprende un colloquio a settimana con lo psicologo. A volte, però, è necessario anche un cavalli e 3 per il calcio – racconta Marco Marieni, addetto del punto Snai, nel quale lavorano 4 dipendenti fissi e 15 collaboratori – I giorni di maggiore affluenza sono il sabato e la domenica. La maggior parte della clientela è composta da uomini: i ragazzi giocano le partite di calcio, i signori scommettono sui cavalli quando non sono impegnati al lavoro, mentre i pensionati ci passano intere giornate".Passare qualche tempo nella sala scommesse è, in effetti, l'hobby preferito per molti signori anziani: c'è il bar, ci sono grandi televisori piatti appesi alle pareti che fanno vedere di tutto, dalle partite di calcio alle corse dei cavalli, ma soprattutto ci sono gli scommettitori, un vero spettacolo durante la loro catarsi d'azzardo tra gioia e disperazione.Angelo Scannella è responsabile della sala Match Point, aperta, come la concorrente, dalle 10 del mattino alle 8 di sera. "Da noi non c'è un momento di particolare afflusso, anche perché le corse dei cavalli ci sono tutti i giorni – ci racconta – Le vincite, ed anche le puntate, non hanno un tetto massimo, ma ognuno spende sempre secondo le proprie possibilità. Nonconosco nessuno che si è rovinato col gioco, al massimo ho provato a vedere gente che è arrivata a giocarsi 3 mila euro in un giorno".

Una dipendenza senza sostanza da cui nascono ansia e depressione.

Per i «drogati» dell'azzardo l'aiuto del Sert e della famiglia diventa spesso indispensabile. Per sfuggire agli strozzini c'è chi arriva ad autodenunciarsi «Il gioco d'azzardo è una dipendenza senza sostanza: chi ha problemi di questo genere presenta sintomi molto simili a un tossicodipendente». È lapidario il dottor Antonino Caruso nel descrivere questo fenomeno che in alcuni casi si trasforma in una profonda piaga sociale. Lui, assieme alla psicologa Simonetta Conti, ha dato vita all'interno dell'Asl 3 all'ambulatorio sperimentale sul gioco d'azzardo nel 2002, e oggi ne è il coordinatore. «Il Sert, infatti, è un servizio che abbraccia tutti i generi di dipendenze, non è solo per quelli che vengono comunemente definiti "drogati" – spiegano i due operatori – All'inizio c'è stato solo un passa-parola, ma è iniziato subito ad arrivare un discreto numero di persone che non sapevano a chi rivolgersi perché avevano già cercato la soluzione attraverso altri canali». Quando una persona si rivolge al Sert per questo tipo di problema, il percorso di cura gratuito prevede per prima cosa tre colloqui distintisi può arrivare a perdere tutto – raccontano Caruso e Conti – Per questo è necessario evitare le situazioni a rischio, come i bar, e individuare una corretta strategia comportamentale e di gestione patrimoniale. Un ruolo fondamentale è ricoperto dalla famiglia».Tante le storie drammatiche che hanno dovuto affrontare gli operatori dell'ambulatorio sperimentale sul gioco d'azzardo, che a volte può diventare un vero e proprio problema sociale. Chi cerca per tutta la casa i soldi nascosti dalla famiglia, chi cade nella rete degli strozzini, che accumula debiti per 300mila euro, chi prova a perderne 5mila in un solo giorno, chi paga con assegni falsi o scoperti, chi ruba sul posto di lavoro. C'è anche chi è arrivato ad autodenunciarsi alla Polizia per le sue truffe che gli servivano a procurarsi il denaro per giocare. «Sono comportamenti tipici di un tossicodipendente – concludono i due dottori – Si arriva a crisi familiari, con divorzi e separazioni, alla perdita del lavoro, a conseguenze penali e, a volte, anche a problemi di salute. È un problema che attraversa tutte le classi sociali: lo status, infatti, al massimo influisce solo sulla scelta del gioco. Purtroppo è in espansione come dimostra il crescente numero di giochi disponibili anche legalmente, come il Bingo che era stato presentato come una nuova forma di aggregazione e invece si è rivelato un gioco strettamente individuale. Per lo Stato, però, è un bel business perché l'incasso medio annuo derivato dai vari giochi è equivalente a quello di una Finanziaria».

L'unione fa la forza, anche per uscire dal tunnel.

Claudio (nome di fantasia) è di Monza. Lui è una delle persone che nel 1999 hanno fondato il gruppo dei "Giocatori anonimi" che, come anni prima negli Usa, è nato da una costola degli "Alcolisti anonimi". A differenza dell'Asl, che propone un approccio individuale, in questo contesto si utilizza la terapia della testimonianza. "Ad ogni incontro siamo in una ventina per condividere le nostre esperienze: è un modo per sfogarci e farci forza l'un l'altro. Tanta gente arriva da tutta la Brianza e per questo ci siamo attivati per aprire uno spazio anche a Monza, presso la Casa del Volontariato. A giorni dovremmo avere la risposta definitiva". Dal racconto di Claudio, uscito dal vortice del gioco d'azzardo da alcuni anni, l'immagine che emerge è quella di un mondo eterogeneo e in continua espansione. "Il fenomeno delle persone succubi del gioco d'azzardo è in continua crescita anche grazie alle innumerevoli pubblicità che sono trasmesse in questo momento – spiega con tono amaro – Tutte le fasce della popolazione ne sono coinvolte, dall'operaio all'avvocato, e il tipo di gioco non è importante, perchè c'è anche chi è succube del superenalotto, non solo per il casinò. Il fattore determinante è la casualità del risultato che costituisce un'attrazione fatale". Esiste anche un'associazione, la Gam-Anon, che riunisce i familiari delle "vittime" del gioco d'azzardo: un'ulteriore prova delle dimensioni e della drammaticità di questo fenomeno. Oggi i "Giocatori anonimi" si riuniscono due volte alla settimana, martedì e sabato dalle 21 alle 23, a Milano in via Palestrina. Chi volesse avere informazioni sulla loro attività può prendere contatti al numero 333/7465303.

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