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Rassegna stampa del 27 febbraio – locale

27 Febbraio 2007

Nella nuova provincia di Monza e Brianza la percentuale è superiore rispetto a quella nazionale
In aumento i giovani che provano le droghe
dal Giornale di Monza del 27 febbraio

Innovativa operazione, la prima in Lombardia, da parte dell'equipe di Neurochirurgia: altri tre pazienti già pronti all'intervento
Elettrodo e pacemaker contro l'epilessia
Dal Cittadino del 27 febbraio

Ancora una settimana e Marco Mariani saprà se potrà contare da subito su Azione sociale
Mussolini e Cdl, patto d'acciaio
dall'Esagono del 26 febbraio

Nella nuova provincia di Monza e Brianza la percentuale è superiore rispetto a quella nazionale
In aumento i giovani che provano le droghe
Il direttore del dipartimento dipendenze dell'Asl: «Oggi vengono assunte quasi fossero farmaci per migliorare le prestazioni»
dal Giornale di Monza del 27 febbraio

«Per i ragazzi l'accesso alle droghe è molto facile. Ma provarle non significa diventare tossicodipendenti».
Questo il messaggio realistico, e per certi versi rassicurante, del dottor Maurizio Resentini, direttore del Dipartimento dipendenze dell'Asl3 che ieri, lunedì, ha tenuto una conferenza al liceo scientifico Frisi dal titolo «Alcol e sostanze legali e illegali: l'uso, l'abuso e la dipendenza oggi fra gli adolescenti». Durante la serata ha presentato i dati di una ricerca effettuata tra gli studenti delle scuole superiori di Milano e dell'Asl3. In questo servizio anticipiamo alcuni numeri.
Dati alla mano l'uso di sostanze stupefacenti in Lombardia registra una percentuale più elevata rispetto a quella rilevata livello nazionale. E la percentuale brianzola è addirittura superiore a quella lombarda. Dati che vanno presi con le dovute cautele e distinzioni ma che meritano qualche commento.
«Bisogna essere consapevoli che per gli adolescenti è facile accedere alle sostanze stupefacenti – ha spiegato Resentini – Elevato è il numero di coloro che almeno una volta vivono questa esperienza. Fortunatamente ridotto è il numero di coloro che ne diventano dipendenti. Problematiche queste che non riguardano solo le droghe ma anche l'alcol e il fumo. Si inizia con la sperimentazione, tipica dell'età adolescenziale, per poi passare al consumo, all'abuso e in quei soggetti deboli e fragili anche alla dipendenza».
Lo stereotipo del tossicodipendente è cambiato.
«Prima l'abuso di sostanze stupefacenti era legato a una situazione di disagio e di malessere sociale – ha continuato Resentini – Oggi, invece, le sostanze stupefacenti vengono assunte quasi fossero farmaci per migliorare le prestazioni nel lavoro e nella società. Per esempio assume queste sostanze l'operaio che lavora in nero in un cantiere per sostenere le tante ore di stress e non perdere il posto».
Il più delle volte coloro che rischiano di entrare nel tunnel della dipendenza non si accorgono che stanno per cadere nel baratro, ancora legati alla sola immagine del tossico che si buca nei giardinetti pubblici. Ma lo scotto che le droghe fanno pagare è lo stesso, tanto al disagiato che al manager.
«Oggi è diminuito l'uso dell'eroina endovena, mentre è aumentato quello dell'eroina fumata. Si è invece verificato un aumento della cocaina, un tempo ritenuta droga d'èlite. Una cocaina che si può facilmente reperire sul mercato, di tutte le qualità e per tutte le tasche».
Di chi è la colpa se tanti giovani usano o abusano delle droghe?
«Sicuramente della società e di modelli pericolosi che giungono dal mondo dello spettacolo. Di una cultura dell'apparenza e delle facili scorciatoie, dove tutto è lecito pur di arrivare primi e in fretta».
Barbara Apicella

 

Innovativa operazione, la prima in Lombardia, da parte dell'equipe di Neurochirurgia: altri tre pazienti già pronti all'intervento
Elettrodo e pacemaker contro l'epilessia
Operati al San Gerardo una ragazza e un bambino: le crisi dovrebbero sparire nel giro di sei mesi
Dal Cittadino del 27 febbraio

Contro le convulsioni epilettiche la soluzione è un elettrodo applicato al nervo vago e un pacemaker sottocutaneo.

La novità, che arriva dagli Stati Uniti, è stata applicata per la prima volta in Lombardia a due pazienti di età pediatrica all'ospedale San Gerardo. L'intervento è stato effettuato con successo martedì della scorsa settimana ma la notizia è stata diffusa solo ieri mattina. Ad essere operati dal neurochirurgo Andrea Landi, dell'equipe di neurochirurgia guidata da Erik Sganzerla, sono stati una ragazza di 21 anni e un bambino di 8.

«In sala operatoria -spiega Sganzerla- abbiamo isolato il nervo vago e applicato un elettrodo a spirale collegato ad un pace maker in grado di generare impulsi elettrici e stimolare il nervo vago. Grazie a questa tecnica di neuromodulazione si riesce a modificare l'ambiente elettrico cerebrale e a prevenire le convulsioni. Nel giro di sei mesi le crisi epilettiche dovrebbero diminuire progressivamente fino a sparire del tutto».

Se i risultati attesi si confermeranno, sarà una bella conquista per i due pazienti monzesi, da anni in cura presso il centro di neurologia dell'ospedale monzese, «Entrambi i pazienti non hanno mai trovato beneficio dalla terapia farmacologia e da anni convivono con crisi epilettiche frequenti, fino a 30 al giorno -spiega Sganzerla-: per questo sono stati selezionati per questa operazione». In particolare la giovane convive da vent'anni con una forma di epilessia che la colpisce ogni volta che si alza in piedi e cammina e per questo è costretta a vivere su una sedia a rotelle. Il bambino invece ha subito, a causa dell'epilessia, ritardi cognitivi che potranno essere colmati.

«I risultati -spiega Andrea Landi- sono già visibili e ci attendiamo un miglioramento lento e progressivo nei prossimi sei mesi». Dopo il successo dei primi due interventi ci sono già altri tre pazienti in età pediatrica che potrebbero essere sottoposti allo stesso intervento nei prossimi mesi.
Per il dipartimento di Neurochirurgia si tratta di un vero primato, almeno lombardo. Finora apparecchi di questo tipo erano stati installati solo su pazienti adulti e l'unico centro italiano che ha operato dei bambini è stato quello di Ancona con cui l'equipe monzese ha collaborato.

«I risultati migliori si ottengono se si interviene fin da piccoli -conclude Sganzerla- per questo, se ci sono le condizioni adatte, è bene operare fin da piccoli, già a un anno e mezzo di vita». L'unico vero handicap per questo tipo di intervento è il costo di 20mila euro di ogni apparecchio, che non consente per ora di effettuare più di cinque interventi all'anno.

Rosella Redaelli

Ancora una settimana e Marco Mariani saprà se potrà contare da subito su Azione sociale
Mussolini e Cdl, patto d'acciaio
II diktat della Cdl: la nipote del Duce non dovrà però essere capolista
dall'Esagono del 26 febbraio

Aspettando la nipotina del Duce. La Casa delle libertà dovrà attendere otto giorni per sapere se l'accordo con Azione sociale potrà andare in porto. Marco Mariani, candidato sindaco e Giuseppe Di Lillo, responsabile provinciale del partito hanno chiuso da tempo per un affiancamento sin dal primo turno. Tutto fa brodo per battere la sinistra. L'accordo prevede che in caso di raggiungimento del 1,6 per cento da parte della lista della Mussolini scatta l'assessorato. Una quota lontana dagli ultimi risultati ottenuti, ma che Di Lillo spera di ottenere schierando come capolista proprio Alessandra Mussolini. E qui nascono i problemi. Di traverso si è messa infatti Alleanza nazionale che non disdegna la compagnia degli ex, ma che vede come il fumo negli occhi la presenza di un leader nazionale in grado di sottrarre voti al partito di Fini. Malumori anche nel mondo cattolico per questa scelta. Di Lillo però deve ancora consultare i vertici del suo partito e conoscerne le decisioni definitive. In caso di rinuncia della nipote del Duce la capolista sarà Noemi Addabbo, la 22enne attualmente ancora candidata sindaco. Nel frattempo la macchina organizzativa di Marco Mariani sta scaldando i motori. Bloccata la sede di rappresentanza di via Vittorio Emanuele, pronta a giorni, è scesa in campo una società di comunicazione legata a Massimo Ponzoni, la stessa che lo ha seguito durante la marcia trionfale delle regionali. La società di Nova Milanese sta preparando al candidato sindaco una campagna elettorale molto "aggressiva" a suon di manifesti e volantini. Una campagna all'attacco che punta molto sullo scempio di piazza Trento messo in atto dalla giunta di sinistra. L'enciclopedico Comitato organizzatore si è riunito più volte in piazza Citterio per decidere la strategia. Anche i singoli candidati si stanno muovendo. Dalla prossima settimana Monza sarà inondata di manifesti che ringraziano Dario Allevi, capolista di Alleanza nazionale, per l'operato svolto in questi cinque anni di opposizione dura alla giunta di Michele Faglia. Giorgio Fustinoni e Ambrogio Moccia puntano invece sul porta a porta e stanno completando le rispettive liste con personaggi, tutti locali, in grado di attrarre consenso, ma soprattutto voti.
Marco Pirola

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