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Equità e sviluppo: prospettive economiche

27 Febbraio 2007

20070227-quadrio-curzio“Abitatori del tempo ha visto personalità che hanno l’attrazione per la creatività del pensiero e l’incessante ricerca della verità” Alberto Quadrio Curzio.

Con il suo linguaggio chiaro, mai ripetitivo, Alberto Quadrio Curzio ha tenuto a Monza, presso il teatro Villoresi, la conferenza dal tema “Equità e sviluppo: prospettive economiche".

La globalizzazione non sarebbe da ascrivere in positivo.
“Io sono contrario all’omologazione, i mass media tendono a questo imponendo beni di consumo e di altra natura – sottolinea il professore – La globalizzazione non ha risolto i problemi fra il Nord e il Sud del pianeta. Abbiamo un divario impressionante, gigantesco che si è accentuato nel tempo. Bisogna combinare i valori delle comunità locali, siano esse regionali, nazionali, europee, con i valori della globalizzazione. In questo senso, cultura, istruzione e formazione possono svolgere un ruolo significativo.”

Il progresso dell’umanità è legato alle individualità di tre grandi culture occidentali.
L’uomo, secondo il parere dell’economista, dovrà investire quote sempre più alte nella conoscenza e nell’istruzione. Le grandi culture occidentali: quella europea, quella giapponese asiatica e quella statunitense, guideranno il progresso dell’umanità intera. Attualmente producono come trentuno trilioni o triliardi di dollari. Sono tre aree che producono quanto produce il resto del mondo.

In futuro movimenti migratori incontrollabili.
Queste disparità tra il Nord e il Sud del pianeta, possono provocare un movimento migratorio incontrollabile dall’Africa o effetti assai più traumatici e di altra natura. Bisogna provvedere a istanze umanitarie che per noi, a questo punto, diventano anche di convenienza.

No ai trasferimenti monetari.
I trasferimenti finanziari spesso considerati risolutivi, sono importanti ma insufficienti. Potrebbero determinare oligarchie locali o indurre all’acquisto di armi. Occorre incrementare le conoscenze delle diverse popolazioni attraverso misure che non siano quelle strettamente finanziarie. Portare lo sviluppo nei paesi sottosviluppati è un’opera di grande difficoltà. Questa è la grande sfida che attende i Paesi più sviluppati. Bisogna, attraverso un concorso di iniziative, riuscire ad affiancare i Paesi del sottosviluppo ai Paesi avanzati. Attualmente almeno due miliardi di individui su sei miliardi del totale, vivono in condizioni di estrema indigenza. Altri tre miliardi versano in condizioni che stanno tra l’indigenza e la povertà. L’intervento a favore dei Paesi “in via di sviluppo” è un irrinunciabile dovere di solidarietà dell’umanità, soprattutto se si esprime attraverso investimenti nell’ istruzione, nella formazione e nella conoscenza.

L’Europa: il più grande Paese del mondo.
L’Europa ha superato gli statunitensi per popolazione e prodotto interno lordo. Il mercato unico, con i suoi gradi di libertà, è stato un successo straordinario: ha contribuito ed aumentato la democrazia. Germania, Francia, Italia e Spagna (entro tre o quattro anni il reddito procapite degli spagnoli supererà l’Italia) : quattro motori dell’Europa. Il Regno Unito è un paese peculiare che sta dentro all’Europa per star fuori dall’Europa: è un’isola che non ha ancora ben deciso dove stare, tenendosi la sua sterlina. L’Europa è diventata un concorrente potente degli Stati Uniti. “Io sono contrario – sottolinea – all’allargamento ulteriore dell’Unione, perché finirebbe nel rinunciare al suo progetto iniziale, includendo Stati che hanno caratterizzazioni di tipo culturale, politico, economico diversi. Io sono europeista. L’Europa si deve chiedere se non sia giusto intrattenere rapporti di buon vicinato, ma non di inclusione per non annacquare la sua identità. Bisogna darsi invece forme di integrazione più vigorose anche sotto il profilo della politica estera e di difesa.”

L’euro: giusto e indispensabile
“L’euro è il potente concorrente del dollaro – afferma Quadrio Curzio – Anche se pesante per il potere d’acquisto di tutti i cittadini, il passaggio all’euro è stato giusto e indispensabile. Per l’Italia è stato un vantaggio perché le ha dato una copertura all’indebitamento dello Stato.”

Italia, paese competitivo nel continente internazionale
Il nostro Paese si caratterizza per la sua natura reticolare, non esistono città dominanti su tutte le altre come in Germania e Francia. L’Italia si caratterizza per la sua storia, la sua cultura, uniche al mondo. L’insieme di valori e opere artistiche non hanno eguali nell’umanità intera. Sono valori da preservare perché rappresentano anche un valore commerciale. L’Italia è anche il paese dell’imprenditorialità diffusa.

I lombardi lavorano più dei bavaresi
“Se si  confronta la Lombardia con la Baviera, si può notare che i lombardi sono più produttivi, si distinguono per l’efficienza complessiva di un sistema- continua- La Lombardia è una regione che funziona, è nelle classifiche dei sessanta Stati fra i più sviluppati; è una delle dieci regioni al mondo collocata fra quei sessanta stati. Le altre regioni italiane dovrebbero prendere a modello quelle regioni che hanno raggiunto questo grado di sviluppo.”

Dinamica straordinaria delle piccole e medie imprese.
La nostra economia si è caratterizzata, negli ultimi venti anni, per un modello economico diverso dagli altri dato dalla presenza delle piccole e medie imprese legate tra loro da un sistema a rete che è al contempo economico, sociale e comunitario. Il “made in Italy” rappresenta una tipologia economica diversa da quella tedesca che è caratterizzata dalle grandi multinazionali. “ Si ha scarsa attenzione- afferma l’economista- verso le piccole e medie imprese che , non avendo una grande rilevanza politica, non sono soggetti dialoganti con la politica. Se non avessimo però il loro supporto non potremmo far fronte al deficit energetico che è di dimensioni gigantesche: ben quaranta miliardi all’anno di energia.”

Il surriscaldamento del pianeta è irreversibile.
“Dobbiamo avere più capacità di parsimonia- conclude- maggiore sensibilità che passa attraverso una maggiore educazione. Non stiamo sfruttando le energie alternative, siano esse eoliche, siano esse solari. Le tematiche energetiche devono essere nei primissimi posti in un’agenda di governo.”

 

Scheda: Alberto Quadrio Curzio, docente di Economia Politica all’università Cattolica di Milano, dove è Preside dal 1989 della Facoltà di Scienze Politiche e Direttore del Centro di Ricerche in Analisi Economica e Sviluppo Economico Internazionale dal 1977. Presidente dell’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere. Socio Nazionale e Accademico Segretario c.s.m. dell’Accademia Nazionale dei Lincei. E’ stato Presidente della Società Italiana degli Economisti dal 1995 al 1998, co-fondatore della rivista di teoria ed analisi Economia Politica (di cui è direttore) del Mulino. Ha ricevuto 7 premi scientifici e la medaglia d’oro dal Presidente della Repubblica per i benemeriti della Scienza e della Cultura. E’ autore di molte pubblicazioni scientifiche.

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