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Sarò sindaco! Si, no, forse

7 Dicembre 2006

"7 giorni" – Editoriale del numero 7

Michele Faglia si ricandida alla guida della città. Ma questa non è una notizia anche se a rendere ufficiale la non-notizia sabato 18 novembre, sono accorsi in molti, forse troppi per la grande sala di via San Gottardo 65, sede del Comitato per Faglia Sindaco: la giunta al gran completo, i consiglieri comunali, tutti i segretari dei partiti del centro-sinistra, diversi consiglieri di circoscrizione. gli ulivisti della prima ora e poi tanti cittadini comuni. A benedire l'evento Filippo Penati presidente della Provincia di Milano e l'assessore provinciale Gigi Ponti. Così per la carica di Primo Cittadino, Faglia si aggiunge alle già annunciate candidature per il centro destra di Giampietro Mosca per Insieme per Monza, Dario Allevi di Alleanza Nazionale e Marco Mariani per Lega, Mida e Forza Italia (forse). Qualcuno abbandonerà la corsa prima di partire e contratterà qualche posto per la rinuncia, mentre altri si aggiungeranno. Il Sindaco Faglia è apparso molto carico e motivato. "La città è molto cambiata in questi ultimi anni, ma la nostra opera deve essere completata". Non tradiva stanchezza e neppure preoccupazione. Alcuni giustificano questa serenità con l'esistenza di sondaggi a lui favorevoli. Sarà anche così, ma noi crediamo che le ragioni stiano altrove. Intanto il sistema elettorale offre al cittadino la possibilità di esprimere col proprio voto un giudizio netto e senza appello sull'operato del Sindaco e della Giunta uscente. E allora basterebbe girare per il centro cittadino ma anche nei quartieri per comprendere come dopo lunghi decenni Monza abbia cambiato il proprio volto. Certo saremmo  miopi se tacessimo sulle difficoltà incontrate sulla via del risanamento urbano. Lo stato di Piazza Trento e il non risolto caso di Viale Lombardia sono due esempi eclatanti di ciò che rimane da fare. La presentazione del Piano di governo del territorio (Pgt) e la volontà di approvarlo da parte della maggioranza testimoniano per contro la possibilità di determinare un modello di città, un disegno che regoli le risorse del nostro territorio. Il Pgt può essere benissimo perfettibile, ma occorre poi approvarlo. Il secondo motivo che giustifica la serenità di Faglia sta nella palese e totale unità delle forze del centro sinistra e dell'ulivo. E forse questa, guardando anche quanto avviene altrove, è la vera notizia. Nessun mugugno, nessun mal di pancia, nessun veto, nessun ricatto.  Infine, in questi quasi cinque anni il centro destra monzese ha perso l'occasione per presentarsi alla città con un programma di governo alternativo al centro sinistra. Ha solo esercitato l'ostruzionismo che ha assunto nel tempo le forme dell'insulto facile, delle urla,della violenza. Prova ne sia che il prossimo candidato sindaco del centro destra non sarà scelto tra quelli che siedono in consiglio comunale.

Sulle forze politiche del centro destra e sui loro leader, a proposito del candidato sindaco che sfiderà Michele Faglia e Giampietro Mosca, è calato un curioso quanto imbarazzante silenzio stampa. Anzi il silenzio e basta. Il coordinatore di Forza Italia, Fabrizio Sala ammette candidamente, "….il Cavaliere mi ha chiesto di tacere". Ma si parla lo stesso, tanto, forse anche troppo. Nel giro di poche ore ci sono candidati che salgono e poi scendono, intravedono il traguardo ma in pochi minuti vengono ricacciati giù. Così la storiella va avanti da settimane, senza che chi sta al di fuori del Palazzo ne capisca la ragione. E così ogni decisione viene rinviata. Decideremo sabato, anzi no, domenica dicono alcuni; forse settimana prossima, comunque prima di Natale, annunciano altri; si deciderà a gennaio sussurrano altri ancora. È chiaro e legittimo per tutte le forze politiche e per le coalizioni di appartenenza che la scelta deve essere ben ponderata e soprattutto finalizzata alla vittoria elettorale. Ogni candidato ha legittimamente il diritto di sentirsi predestinato, consapevole che il giudizio inappellabile di primo e ultimo grado sarà pronunciato dagli elettori, che meritano grande rispetto e per i quali i fatti e le parole hanno un grande peso. Anche perché dei fatti e delle parole gli elettori conservano buona memoria, la stessa che sembrano aver perso, oltre all'uso della parola, le forze di centro destra. Perché? Molto semplice. Basta per l'appunto attenersi ai fatti, che inequivocabilmente dicono che solo Forza Italia non ha ancora il proprio candidato sindaco. Dario Allevi di Alleanza Nazionale già un mese fa annunciò in pompa magna la sua candidatura a sindaco della città, organizzò i comitati di cittadini denominati Per Allevi Sindaco, chiese e ottenne un pronunciamento in suo favore di due grandi ex calciatori, Daniele Massaro e Pierluigi Casiraghi di origini monzesi, infine cercò e ottenne i favori della stampa locale di destra come L'esagono di proprietà dei titolari del policlinico, i signori De Salvo. Poi il silenzio più totale, dai proclami alla perdita dell'uso della parola. Poi venne la volta di Marco Mariani. Ottenne il lasciapassare dal suo partito, la Lega e venne acclamato e incoronato candidato sindaco dal suo movimento, il Mida, per la regia di Luigi Moretti, presidente della Fiera di Monza. Cominciò a rilasciare interviste, non perse tempo per attaccare Dario Allevi, Osvaldo Mangone, Agostino Lomartire e qualche tempo prima anche Rosella Panzeri. Poi il silenzio. Insomma il centro destra non è vero che non ha ancora scelto, anzi ha forse esagerato e per sicurezza ne ha scelti due per la poltrona di sindaco. Se non dovesse essere così vuol dire che uno dei due o tutti e due scherzavano. Certamente un bell'inizio.

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